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Il percorso Covid del “Giannettasio” (forse) riapre. Ma non c’è personale. Che fine ha fatto?

Dopo l’articolo dell’Eco costituita una task-force per riattivare la tenda del pre-triage. Il primario del PS però avverte: «Non ci sono medici» 

APERTA per controlli e verifiche

Il percorso Covid del “Giannettasio” di Rossano potrebbe essere presto riattivato… forse. Dopo la pubblicazione del nostro articolo, ieri mattina (leggi anche: Qualcuno spieghi ai cittadini perché il percorso dedicato ai pazienti Covid non è ancora attivo), infatti, abbiamo saputo che ai piani alti della direzione sanitaria del nosocomio hanno subito attivato una intensa task-force. Pare, addirittura, che ieri pomeriggio il direttore dello spoke abbia chiesto che venissero avviate le attività di pulizia e sanificazione della tenda pre-triage allestita al di fuori del Pronto soccorso. Che dopo essere stata operativa nella fase clou della pandemia è stata poi chiusa per non essere poi più riaperta.

Questo significa che a breve si potrà quantomeno contare su una logistica migliore per trattare i casi sospetti covid e tenere i locali del nosocomio al sicuro da eventuali rischi di infezione.

L’apertura della tenda per il pre-triage, in realtà, consentirebbe di avere una struttura bi-direzionale che consentirebbe al personale sanitario di prendersi cura dell’utenza senza particolari rischi.

Il problema, però, è che pur aprendo il percorso, al momento non ci sarebbero medici né infermieri che possano occupare tutti i “posti d’azione” che necessiterebbero.

Avevamo chiesto, ieri, a chi di competenza, di dare delle risposte ai cittadini sul fatto che fossero stati spesi tanti soldi per allestire il percorso e anche il centro Covid al “Giannettasio” e nonostante tutto ancora non funzioni nulla.

Di risposte ufficiali non ne sono arrivate. Ma abbiamo letto le dichiarazioni del direttore del pronto soccorso dello spoke di Corigliano-Rossano, Natale Straface, che stamattina sulle colonne di un quotidiano regionale è tornato a lamentare la carenza di personale.

«Non abbiamo personale sanitario a sufficienza – ha detto Straface –  e pertanto ad oggi non si riesce ad assicurare la fase del pre-triage». Ecco spiegato, allora, perché il “fatidico” centro Covid, al centro di tantissime polemiche politiche e sociale nel corso dell’ultima primavera, ad oggi è solo una “fuffa”. Eppure non dovrebbe essere così perché c’è una delibera del Commissario dell’Asp di Cosenza (la numero 466 del 21 maggio 2020) che ha assegnato al polo Covid-19 di Corigliano-Rossano una dotazione organica adeguata per far fronte proprio a questa emergenza. Che fine però abbiano fatto tutti questi medici e infermieri nessuno lo sa. Si sono dileguati nell’ombra!

E anche su questo è giusto che chi di competenza dia delle risposte alla cittadinanza.

mar.lef.


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