Home / Attualità / Ex tribunale: Gratteri ha suonato la carica. Ora riprendiamo la lotta

Ex tribunale: Gratteri ha suonato la carica. Ora riprendiamo la lotta

L’ex consigliere dell’Ordine degli avvocati di Rossano, Luigi Pirillo, lancia un monito alle istituzioni del territorio: «Questo è il momento giusto per riaprire insieme la vertenza»

 

Le parole pronunciate dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, in audizione davanti alla commissione parlamentare Antimafia, in merito alla questione dell’ex Tribunale di Rossano (leggi anche Giustizia, Gratteri in commissione Antimafia riapre la questione del Tribunale di Rossano) ha riacceso gli animi a Corigliano-Rossano e nella Sibaritide. Gli animi della lotta per il diritto alla giustizia, quello che nel 2012 venne cancellato con un colpo di penna con la Riforma Severino sulla geografia giudiziaria e, quindi, con la soppressione del Tribunale di Rossano.

«Non credo di sbagliare e di non interpretare un pensiero comune a tutti i cittadini del territorio dell’ex circondario del Tribunale di Rossano se dico che non dobbiamo mollare la presa sul fronte delle rivendicazioni e delle iniziative volte a porre rimedio al torto fatto a questa area territoriale con la soppressione del nostro presidio di giustizia».

A dirlo è Luigi Pirillo, già consigliere dell’Ordine degli avvocati di Rossano, socio fondatore della Fondazione avvocati Foro di Rossano ed ex coordinatore provinciale del Movimento nazionale per la sovranità di Cosenza, che in quel lontano 2012 è stato in prima linea sul fronte della battaglia contro la soppressione del presidio di giustizia di Rossano.

«La recente – aggiunge Pirillo – autorevolissima presa di posizione in Commissione Antimafia del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Dott. Nicola Gratteri (che peraltro non è nuovo a simile pensiero, avendolo già espresso più volte) circa l’ingiustizia della soppressione del Tribunale di Rossano (a vantaggio di altri, segnatamente di quello di Paola) non lascia dubbi ed alibi a nessuno».

«Personalmente – precisa – ritengo che in Calabria (e nelle altre aree ad alta densità criminale) non possano essere chiusi i Tribunali. Ma, di certo, le peculiarità del nostro territorio (che tutti conosciamo e che non v’è necessità di rievocare) consentono di riaffermare senza tema di smentita che il nostro presidio di giustizia non poteva essere chiuso. Se si ha la percezione di ciò e si condivide che il nostro Tribunale è, a livello nazionale, fra quelli che più di ogni altro possedeva i requisiti per non essere chiuso e che, pertanto, debba essere ripristinato, allora non resta che riprendere la battaglia ad ogni livello ed in ogni sede».

Da qui l’appello ai rappresentanti istituzionali del territorio. «I parlamentari nazionali (Abate, Baldino, Forciniti, Sapia e Scutellà) ed i consiglieri regionali (Bevacqua, Gallo – assessore – e Graziano) che rappresentano il nostro territorio – incalza Pirillo – non possono rimanere inerti ed insensibili all’assist fatto loro dal Procuratore Gratteri. Stessa cosa dicasi del Sindaco di Corigliano-Rossano e dei Sindaci degli altri 18 comuni ricadenti nel territorio che costituiva il circondario del nostro Tribunale».

«Tutti hanno il dovere di attivarsi sinergicamente, ciascuno nelle rispettive sedi e per le rispettive competenze, pretendendo doverosamente anche l’attenzione e l’iniziativa del Presidente della Regione Santelli, per invocarne a gran voce la riapertura, sussistendone tutte le condizioni (rispondenti, peraltro, ai requisiti posti dalla normativa in tema di riforma della geografia giudiziaria, che sono stati stracciati per addivenire alla chiusura del nostro Tribunale). Oltretutto, in un momento particolarmente delicato quale quello attuale, determinato dalla diffusione del Covid – 19, risulta ancora più evidente che sussiste la necessità di ripristinare il nostro presidio di giustizia, essendo più che palese l’insufficienza dell’edificio che ospita il Tribunale di Castrovillari, innegabilmente già in origine non strutturato per accogliere l’organico (dei magistrati e del personale di cancelleria) e l’utenza di due Tribunali riuniti, mancando gli spazi necessari per assicurare quel distanziamento sociale che è ineludibile esigenza per la tutela della salute pubblica. In un contesto del genere, in cui peraltro la soppressione del nostro Tribunale ha determinato un innegabile sensibile peggioramento del servizio giustizia nel territorio (essendo il Tribunale di Castrovillari fra gli ultimi cinque d’Italia), tutti devono sentirsi impegnati per raggiungere il comune obiettivo di eliminare una incontestabile ingiustizia commessa ai danni di questo territorio, le cui ragioni non sono state correttamente valutate nel momento in cui lo Stato ha deciso di battere ritirata in quest’area e di rendersi scientemente latitante rispetto ad un suo precipuo dovere di assicurare legalità e tutela ai cittadini».

«Ognuno dei suddetti rappresentati politico-istituzionali – conclude Pirillo – deve fare il proprio dovere che deriva dalle investiture ricevute. A loro faccio appello, affinché svolgano con convinzione ed energia quel ruolo cui rispettivamente sono stati chiamati che è comune a tutti: quello di difendere il territorio e gli interessi della sua popolazione».

mar.lef.


 

 

Commenta

commenti