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“Zootecnia, agricoltura e turismo per risollevarci”. Parla l’allevatore di Cariati Cataldo Forciniti

20141111_161845Non è facile, parlando di allevamento, trovare un giovane che di questa attività parla, come ne parlavano i padri, gli antichi, verrebbe da dire, con la passione e la competenza di chi vede nel lavoro non solo il riscatto, ma la strada per uscire dalla crisi.
Cataldo Forciniti, figlio di allevatori e allevatore egli stesso, è un fiume in piena: «Se la Calabria non scende in campo con la sua agricoltura, la sua zootecnia e il suo turismo, non uscirà dal fallimento in cui è caduta; noi giovani dobbiamo puntare su queste attività, in maniera moderna e tecnologica, perché queste sono le vocazioni naturali del nostro territorio, ma direi della nostra regione».
Argomenti che sembrano naturali nella sua conversazione, non priva di elementi polemici, non propriamente politici, ma espressione naturale di chi si sente tradito e abbandonato dalle istituzioni, preposte alla difesa e alla valorizzazione delle attività economiche e produttive come la sua.
«Dove sono andati a finire i fiumi di soldi che si dovevano spendere per il territorio, le promesse che da sempre vengono fatte, le cifre che vengono raccontate? E le nostre associazioni di categoria, che dovrebbero tutelarci e aiutarci nella difesa dei nostri prodotti, e che invece non si vedono mai? Io non voglio fare polemiche, ma invitare tutti quelli che contano a mettersi in gioco, per risollevare la nostra terra, inserirla in un circuito agro-alimentare-zootecnico, capace di valorizzare i sapori e i profumi della nostra terra: questo è il nostro futuro. Chiedo molto?»
Ha le idee chiare, il giovane allevatore imprenditore, che nel mentre si appassiona a parlare delle sue podoliche e dei suoi vitelli, degli arrosti di carne selezionata della sua azienda-masseria, in campagna, non disdegna di legare questo argomento al “turismo quattro stagioni”, possibile nella nostra terra per la natura del clima e la varietà dei paesaggi, mare, monti, campagna, che li caratterizzano.
«Per fare questo, però – continua Forciniti – occorrono anche infrastrutture utili ad uno spostamento agevole tra i luoghi, consentendo una fruizione alternata mare, monti, campagna per tutto l’arco dell’anno; è ora di mettere mano alla SS106, rivitalizzare la ferrovia jonica, ridotta ad un binario morto, incentivare l’aeroporto di Crotone: questo rinnovamento aiuterebbe senz’altro sia l’agricoltura, sia l’allevamento, sia il turismo».
Sembrano argomenti scontati, che non è difficile ascoltare in tanti dibattiti o in tante conversazioni; sentirli, però, dalla viva voce dei protagonisti, depurati dagli orpelli culturali, che li rendono incomprensibili e inattuabili, è veramente tutta un’altra cosa.
«Noi abbiamo bisogno di investimenti concreti e di aiuti reali dall’Ue – prosegue l’allevatore – soprattutto ai piccoli imprenditori, che creano qualità e occupazione e ci duole il cuore quando sentiamo che la maggior parte dei fondi europei torna indietro perché non è stata spesa. È questo il nostro male: chiediamo finanziamenti per sollevarci, ma poi non siamo in grado di spenderli, o perché ci mancano le competenze per fare progetti seri e credibili, o perché i soldi prendono altre strade. Il risultato di tutto ciò è la fuga dei giovani dall’agricoltura, come dal turismo, dalla terra in cerca di un avvenire altrove: tutto questo va cambiato e io spero tanto nei giovani come me».

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