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Zona Rossa in Calabria: il paradigma del malgoverno nazionale

Per Otto Torri sullo Jonio a nulla è valso l’appello della Santelli a Conte e sul caso Cotticelli: «Dichiarazione del fallimento dello Stato»

Il Covid-19 ha rappresentato un acceleratore di dinamiche preesistenti. Lo abbiamo letto in tutte le analisi, dall’economia alla geopolitica, passando all’irrompere di Zoom nella nostra quotidianità. La vicenda, in particolare, della sanità calabrese, balzata alle cronache nazionali per il caso del Commissario straordinario alla sanità regionale, il Generale Saverio Cotticelli, non poteva essere da meno. Al contrario essa rappresenta il paradigma della mala gestio delle res publica che attraversa lo Stivale, da generazioni. Ci sono, infatti, tutti gli ingredienti: un sistema che fa acqua da tutte le parti; un commissario ad acta che sa di non sapere; un servizio di inchiesta giornalistica che porta sui media quello che tutti conoscono da mesi e da sempre. E lo Stato che fa? “Si costerna, s’indigna, s’impegna. Poi getta la spugna con gran dignità” – avrebbe chiosato il grande De André. Anche se questa volta, di dignità, lo Stato ne ha avuta poca.

È quanto dichiara l’Associazione Otto Torri sullo Jonio, rete Euromed, la provocazione intellettuale e la destituzione dell’ovvio partita nel lontano 1998, continuando la rubrica Non solo Covid lanciata in occasione della prima emergenza dei mesi scorsi. L’obiettivo resta quello di condividere un antidoto per tutte le emergenze. Una piccola coscienza open source per coltivare il potenziale umano ed evitare di diventare delle mucche-da-dati. Un Antivirus per smettere di cercare di raccogliere #ilbrodoconlaforchetta.

Che la Calabria avesse bisogno, più delle altre regioni – continua – di un piano emergenziale ad hoc per tamponare l’emergenza COVID-19 era cosa nota. Così come non vi erano dubbi che senza interventi emergenziali ad hoc, con le sole fatiscenti strutture ordinarie, l’unica via per convivere con il virus sarebbe stata quella del lockdown, indipendentemente dal numero dei contagi.

Ed a nulla – aggiungono i responsabili di Otto Torri sullo Jonio – sono valsi l’accorata lettera-appello della compianta Presidente della Regione Jole Santelli dei mesi scorsi al Presidente del Consiglio Conte ed i diversi sit in a Roma per chiedere l’attenzione del Governo Nazionale, da parte di una importante delegazione di sindaci calabresi, guidata dal Sindaco di Cariati dove 10 anni fa è stato chiuso uno dei tanti ospedali regionali sulla base di un piano di risanamento, gestito ovviamente dai commissari di Governo e che ha prodotto soltanto taglio dei posti letto, decimazione sotto la soglia nazionale e di civiltà dei cosiddetti livelli essenziali di assistenza (LEA), lievitazione dei costi sanitari ed esplosione dell’emigrazione sanitaria.

La scelta, nei giorni scorsi, di inserire la Calabria tra le zone rosse – prosegue Otto Torri –  nonostante il più basso numero di contagi della Penisola, come riconosciuto anche nelle statistiche europee, è soltanto l’ultimo schiaffo alla dignità dei calabresi, così come sottolineato ufficialmente ed autorevolmente nei giorni scorsi dalla stessa Conferenza Episcopale Calabra (CEC).

Siamo di fronte – conclude l’Associazione europea con sede a Corigliano-Rossano – ad una grave dimostrazione di incompetenza e di mancanza di senso di responsabilità a tutti i livelli, a cominciare dal Governo Nazionale; una dichiarazione di fallimento dello Stato offerta in diretta TV dal Commissario di Governo Cotticelli, in evidente stato confusionale. Mentre il Presidente Conte ed il Ministro della Salute Speranza continuano a tenere la testa sotto la sabbia, come gli struzzi. O come i giunchi, aspettando che passi la piena. Ora si parla addirittura di Gino Strada. Persona di primissimo livello. La cui nomina certificherebbe la realtà della Calabria quale zona di guerra. – (Fonte: Otto Torri sullo Jonio – Associazione Europea)


 

 

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