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Voto di scambio a Longobucco, la scoperta dell’acqua calda!

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

Voto di scambioTruffatori specializzati giocano sui bisogni delle fasce sociali a più alto dosaggio di ricattabilità. E tutto questo per uno scranno in consiglio comunale, provinciale, regionale o in Parlamento. Un crimine perpetrato ai danni della democrazia, dello stato di diritto, e di quel che resta delle istituzioni in materia di credibilità e di affidabilità. Scoppia un nuovo caso a Longobucco (bene ha fatto il giornalista a sollevarlo) alla luce delle recenti elezioni: si scopre che un voto costa 25 euro. E si urla sorprendentemente allo scandalo. Quasi fosse una novità! L’ipocrisia talvolta galoppa sulle gambe dell’incoscienza.

Lo Stato ci convive

Con il voto di scambio lo Stato convive da sempre, i luoghi esenti sono come le mosche bianche. Un fenomeno difficile da arrestare perché complesso e articolato. Non c’è voglia o forse interesse di contrastarlo efficacemente. Il legislatore a singhiozzo tenta di far credere una maggiore attenzione mediante interventi repressivi come l’ultima proposta che prevede l’aumento della pena da 6 a 12 anni.

Solita “fuffa” ingannevole di uno Stato minato alla radice. Il voto di scambio d’altronde si consuma anche in Parlamento. Per non parlare delle correnti interne alla magistratura, al carrierismo, ai favoritismi. In questi casi non è voto di scambio, magari sarà abuso d’ufficio o altro. Il tema della corruzione è sempre attuale in Italia e tocca anche i massimi sistemi. Il sensazionalismo è però oggi scoprire che a Longobucco il vota costa 25 euro. A Rossano le tariffe erano pochino più alte. In taluni casi però è bastato anche qualche alimento o elettrodomestico, altro che!

Combattere il voto di scambio è la vera rivoluzione

E’ indubbio che il “voto di scambio” costituisce l’elemento cardine del vero cambiamento. La selezione della classe dirigente spesso avviene con criteri deteriori, ben lontani dalle ragioni per le quali si è chiamati a decidere per gli altri. Si è eletti insomma su basi clientelari più che per idee, programmi o progetti. Ma questa è storia trita e ritrita che offende tutti: eletti e elettori. Nell’epoca del materialismo d’altronde conta l’obiettivo. Si fa, come direbbe qualcuno, “lobbing” con la compiacenza di tutti, magari accanto a un bel bicchiere di vino, perché no!

Sistema mortificante

E’ chiaro che tutto questo sistema è più che avvilente, mortificante per quelle tante persone oneste e per bene che credono nella creazione di una società migliore. E pensare che i partiti vanno proprio alla ricerca dei famosi “portatori di voti”, i quali, certamente nell’arco di un mandato di governo battono puntualmente cassa, chiedendo favori talvolta personali altre protese ad assumere ruoli a tal punto da lievitare il consenso deviato.

Poco efficace il ruolo della magistratura

Sul punto, poco efficace si è rivelato negli anni il ruolo della magistratura che interviene, nella migliore delle ipotesi, a distanza di anni dai fatti commessi quando i reati sono stati già perpetrati e a danno avvenuto. Quante elezioni dovrebbe ritenersi invalidate per vizi alla fonte? E quanti atti amministrativi dovrebbero ritenersi nulli perché emessi da un organo illecitamente eletto? Su questi temi la giustizia, anche quella amministrativa, fa acqua da tutte le parti.

E non è un caso se di “voto di scambio” si parla da una vita senza mai trovare soluzioni. Ciò stupisce se non altro per il fatto che oggi vi sarebbe la possibilità, attraverso i sistemi altamente innovativi e tecnologici dell’intelligence, di individuare preventivamente i malfattori perseguendoli a tempo debito. Cosi facendo si ottengono almeno due risultati: legalità e, soprattutto, la elezione di persone per bene

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