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Voto, Cassano “anticipa”. Corigliano pure?

di FABIO BUONOFIGLIO

SindacoGeraciDa martedì mattina Gianni Papasso, suo malgrado, non è più il sindaco di Cassano Jonio. Già, perché dopo quell’estenuante quanto improduttiva, anzi del tutto inutile, seduta di Consiglio comunale del pomeriggio precedente, l’ex primo cittadino era caduto sotto nove “colpi” politici sparatigli addosso in modo contestuale da parte dei consiglieri Mario Guaragna (ex presidente della stessa assise comunale), Domenico Lione, Luigi Cosenza, Giuseppe Cerchiara, Elda Cosenza, Giuseppe Azzolino, Nicola Leone, Gianluca Gallo e Vincenzo Pricoli. Oppositori di Papasso e al contempo maggioranza numerica nell’assise civica. Così, lunedì sera, al termine d’una cena post-consiglio cui avevano preso parte i nove consiglieri “contro” ed alcuni loro accoliti, s’era deciso che all’indomani gl’interessati si sarebbero recati tutti assieme da un notaio per formalizzare l’atto di contestuali dimissioni dall’organo consiliare. E così è stato all’indomani, di buon mattino, quando i nove s’erano ritrovati in uno studio notarile della vicina Corigliano Calabro. Poco dopo l’atto di contestuali dimissioni era stato protocollato presso la segreteria generale del Palazzo di città cassanese. Questo l’epilogo della Giunta guidata dalla tarda primavera del 2012 dall’ex primo cittadino socialista, uscito vittorioso dalle urne ma senza che le liste a lui collegate avessero conquistato la maggioranza dei seggi in consiglio comunale. In gergo politico questo prodotto si chiama “anatra zoppa”. La “maggioranza Papasso” fu possibile grazie all’appoggio di due consiglieri comunali eletti nelle liste uscite minoritarie: Mario Guaragna – perciò divenuto presidente del Consiglio comunale – e Luciano Gaetani. Il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, ha già nominato il commissario straordinario che reggerà l’amministrazione del Comune fino alle elezioni previste nella prossima primavera, verosimilmente nel mese di maggio. Cassano Jonio andrà dunque al voto anticipato e nella Sibaritide sarà certamente “in compagnia” di un’altra grande realtà urbana, Rossano, che invece al voto ci andrà per la scadenza naturale della consiliatura. “In mezzo” – e non solo geograficamente – c’è una realtà urbana più grande d’entrambe e più controversa: Corigliano Calabro. Ed è proprio qui che una certa regìa politica – sottotraccia ma in taluni casi alla luce del sole – da qualche settimana è impegnata in un “disegno” teso a portare alle urne della prossima primavera pure la terza grande realtà urbana del comprensorio sibarita. I fatti acclarati? La vicinanza del neo consigliere comunale e monogruppo civico “Aria nuova – Riferimento popolare”, Francesco Madeo, al coordinatore provinciale e consigliere regionale di di Forza Italia, Giuseppe Graziano. E poi: la neo carica di Yole Sposato, consigliera della maggioranza civica di centrodestra che regge le sorti dell’amministrazione del sindaco Giuseppe Geraci, da qualche giorno nominata tesoriera del movimento “La Calabria che vuoi” che ha come suo leader l’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Cassano Jonio, Gianluca Gallo, il quale ha già annunciato l’imminente apertura della sede coriglianese del proprio sodalizio politico. Yole Sposato aspirerebbe da settimane a una nomina ad assessore della giunta Geraci, che non arriva e forse non arriverà per i veti incrociati da parte d’alcuni suoi colleghi consiglieri di maggioranza. Già: ma fino a quando “di maggioranza”? Sì, perché almeno in tre della compagine civica di Geraci in queste settimane sarebbero al centro d’incontri politici “clandestini” con ambienti opposti proprio all’amministrazione comunale del sindaco Geraci.

Tradotto: è in corso una più che evidente operazione politica tesa a fare venir meno la maggioranza in Consiglio comunale al primo cittadino coriglianese, per mandare la città ad elezioni anticipate proprio in primavera prossima rispetto alla scadenza naturale della consiliatura e del mandato dello stesso sindaco previste nella primavera del 2018. Sottotraccia a Corigliano Calabro il fermento è cominciato e sta continuando, dunque. E d’altronde non potrebbe essere diversamente se si considera che tra i consiglieri dell’attuale maggioranza-Geraci ormai neppure più si contano coloro che criticano apertamente per strada o al bar le “gesta” amministrative del sindaco Geraci, le sue scelte politiche e “di squadra”. Guardandosi bene – almeno finora – dal farsi scappare quelle stesse esternazioni nei “simposi” politici d’una maggioranza che ormai traballa e men che meno durante le (poche e fugaci per la verità…) sedute del Consiglio comunale. Unici a non volere fare saltare il “banco” di Geraci – c’informano i più maliziosi – potrebbero essere nientepocodimenoche le sue opposizioni naturali. Vale a dire il Partito democratico, evidentemente non pronto ad un eventuale appuntamento elettorale (e quando mai…), e finanche il candidato sindaco da Geraci sconfitto al ballottaggio del 2013, Giovanni Torchiaro. Noi siamo qui e staremo a vedere…

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