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Volley Corigliano, sulla Caffè Aiello piovono sanzioni

Una fase del match

Una fase del match

Oltre al danno “quasi” procurato dalla coppia arbitrale formata da Canessa di Bari e Venturi di Torino – scongiurato solo dalla grande voglia di vincere che la Caffè Aiello ha mostrato domenica sera – arriva adesso anche la beffa: piovono infatti sanzioni economiche e disciplinari sul club rossonero, quasi come se Corigliano fosse una piazza tristemente nota per le scorribande dei suoi tifosi, la poca sportività del suo pubblico e la scorrettezza della società.
Si evince infatti questo dai verbali redatti dalla coppia arbitrale dopo il match di domenica sera contro Potenza Picena. La stessa coppia arbitrale che ha sbagliato ripetutamente – in buona fede, si capisce – e guarda caso sempre a sfavore della formazione rossonera. Errori, quelli commessi da Canessa e Venturi, visti da centinaia di persone sugli spalti, registrati dalla tv locale e riportati anche dagli organi di stampa all’indomani del match: tutto sotto la luce del sole. O per meglio dire (ma il succo non cambia) dei riflettori del palasport. Errori così lampanti da suscitare le giuste proteste di un pubblico correttissimo, che ovviamente si è indignato per le “sviste” continue e in buona fede – nessuno lo mette in dubbio – ma, casualmente, sempre contro la Caffè Aiello. Pubblico, quello coriglianese, formato da persone adulte rispettabili, famiglie e ragazzi per bene, eppure dipinto a tinte scure dagli arbitri, che addirittura hanno parlato di “minacce” ricevute. Stiamo parlando di un pubblico, tanto per non dimenticare il recente passato, premiato addirittura come “pubblico più corretto della Serie A2” con il conferimento del riconoscimento denominato “Kirk Kilgour” nell’ottobre del 2012 da parte della Lega Pallavolo di Serie A. Per non parlare della sanzione comminata all’addetto agli arbitri, Domenico Policastri, talmente corretto e ligio al dovere da non aver mai ricevuto, prima dell’incontro con i signori Canessa e Venturi, un’altra sanzione a suo carico. Insomma, i conti non tornano. C’è qualcosa che non quadra. Il pubblico coriglianese è improvvisamente diventato violento e “minaccioso”? Se i due arbitri, nonostante la direzione di gara quanto meno discutibile, sono rientrati negli spogliatoi normalmente (come accade alla fine di ogni match a Corigliano per chiunque venga designato a dirigere la partita) e non si sono registrati momenti di tensione o altro, da dove scaturiscono le decisioni assunte nei confronti della società?
Gennaro Cilento (presidente Caffè Aiello Corigliano): «Accettiamo con la nostra consueta correttezza e sportività quanto accaduto in campo durante la partita, visto che alcune discutibili decisioni arbitrali ci stavano per costare caramente. E accogliamo con “sportività” anche le decisioni inflitteci sotto il profilo disciplinare. Resta tuttavia qualche dubbio, visto che il nostro pubblico è notoriamente tra i più corretti d’Italia e il nostro addetto all’arbitro è persona seria e distinta. Ci chiediamo se proprio domenica sera ci sia stata questa “trasformazione” del pubblico coriglianese, diventato tutto ad un tratto scorretto e minaccioso, poiché in alternativa non sappiamo che pensare in merito a quanto scritto nel verbale post gara dalla coppia arbitrale. Partendo tuttavia dal presupposto della buona fede degli arbitri, a questo punto vorremmo anche porre un quesito sotto i riflettori: se è vero quanto scrivono, cos’è accaduto realmente in campo di così grave da far infuriare nel modo descritto lo sportivissimo ed educato pubblico di Corigliano, noto in tutta Italia per la propria correttezza? Se i pesi e le misure utilizzate sono uguali, ci aspettiamo dunque che arrivino, al più presto, i corrispondenti e dovuti provvedimenti nei confronti degli arbitri in questione da parte di chi vigila sull’operato dei direttori di gara».

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