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Vertenza Nausicaa: ecco le ragioni di Saverio Marino

itaca-nausicaaLe recenti polemiche che hanno interessato la Edil Mar, ci hanno indotto a intervistare il titolare di questa società, il signor Saverio Marino che ha accettato di buon grado di rispondere alle nostre domande.

Signor Marino, cosa sta accadendo e quanto c’è di vero nelle affermazioni lette in questi giorni?
«Siamo stati oggetto di un violento attacco che, fra l’altro, non poggia su basi reali. Non vi è stata una verifica della veridicità di quanto veniamo, a torto, accusati, né siamo stati interpellati per eventualmente fornire atti, documenti, certezze. Spiace constatare come non si esiti a gettare fango su chi ha investito in questa realtà, su una azienda come la nostra che 30 anni fa è stata protagonista del più importante investimento turistico mai operato in questa città. Essa dà lavoro a centinaia di famiglie e ha legato fortemente il proprio marchio al nome della città di Rossano».

Ma esiste un complotto fra il Nausicaa e l’ente locale?
«Ci sarebbe da ridere se non ci fossero stati titoli e interventi sui media, di sicuro dannosi per la nostra azienda e per quel buon nome che si è conquistato in anni e anni di duro lavoro».

Vogliamo raccontare i fatti?
«Certo. Intanto non esiste alcuna vertenza Nausicaa, né locale, né nazionale. Tutto nasce da un contenzioso con un privato che ha acquistato un villino nel nostro villaggio. Successivamente, questi non ha inteso onorare l’obbligazione assunta, prima con preliminare di vendita, poi con atto pubblico. Mi chiedo: è possibile che una sigla storica come la Cgil si presti per operazioni che danneggiano un’impresa che dà lavoro? È mai possibile che i fatti di un privato possano essere sposati, fatti propri e sostenuti da una sigla sindacale? Siamo all’assurdo e precisiamo perché, in tre motivi. Il primo: non vi è alcuna richiesta, avanzata dalla Edil Mar al Comune di Rossano, di acquisto di strade pubbliche. È vero esattamente il contrario: esiste, infatti, una strada – che collega il nostro complesso turistico con il cavalcavia di contrada Zolfara realizzata da noi su un terreno di nostra proprietà e che vorremmo cedere al Comune, nell’ambito della regolare e trasparente procedura di monetizzazione delle aree di urbanizzazione prevista nel regolamento comunale. Il secondo: le aree in questione, considerate opere di urbanizzazione e per le quali vi è una trasparente trattativa in corso con il Comune, non ricadono, così come riportato sulla stampa in questi giorni, nella zona di pertinenza del Nausicaa. Le aree interne al Villaggio sono infatti di esclusiva proprietà della Edil Mar.
Per i servizi erogati all’interno del Nausicaa i circa 500 acquirenti delle unità abitative (una sparuta rappresentanza dei quali avrebbe partecipato alla citata assemblea) hanno regolarmente pattuito la corresponsione di una somma annua forfettaria. Non c’è alcuna clausola vessatoria a favore di Edil Mar negli atti di compravendita, così come confermato dal Tribunale di Rossano. Non siamo allacciati alla rete idrica comunale, ma ci serviamo di pozzi realizzati nella nostra proprietà. Non vi sono quindi due soggetti erariali ed il Comune di Rossano incassa soltanto le somme dovute per la depurazione. Il terzo: non esiste, infine, alcuna sentenza da eseguire da parte di chicchesia, rispetto al regolare cambio di destinazione del Villaggio Afrodite. La sentenza del Consiglio di Stato alla quale si fa inutile riferimento è conseguente ad una nostra azione giudiziaria, intrapresa per far dichiarare l’annullamento di un provvedimento comunale che contestava la nostra richiesta di cambio di destinazione avanzata nel 2009. Destinazione d’uso che, infine, abbiamo potuto realizzare, in modo del tutto regolare e trasparente, riavviando la procedura sulla base di una nuova normativa nazionale del 2010. Non c’era e non c’è nulla da eseguire. Solo confusione, disinformazione e denigrazione gratuita che ci hanno procurato danni non solo d’immagine, ma anche patrimoniali per la tutela dei quali abbiamo già dato incarico al nostro legale».

Si coglie l’amarezza di un imprenditore infaticabile che, in questi anni, ha dato lustro alla città di Rossano, lo abbiamo scritto e lo ripetiamo. Le sue capacità di guardare avanti non possono essere frustrate da atteggiamenti che ne danneggiano l’immagine, ma ne minano anche la volontà di continuare, in un momento di così grave crisi, ad innovare, ad investire, dunque a dare lavoro.
r. r.

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