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VERSACE diventa americana, accordo con Michael Kors. Molti i marchi della moda italiana venduti all’estero

MILANO Versace va a Michael Kors. Il gruppo americano di abbigliamento ha raggiunto un’intesa con la società fondata da Gianni Versace per rilevarne il controllo. Dopo la firma dei documenti è attesa l’ufficializzazione, stasera o domani al più tardi. Nel frattempo Versace «non può confermare nulla». Dopo aver rilevato l’anno scorso per 1,2 miliardi di dollari le scarpe di Jimmy Choo, Michael Kors punta con decisione a diventare un polo internazionale del lusso attirando nella sua orbita uno dei marchi italiani che più hanno rappresentato la moda italiana nel mondo, anche dopo la morte tragica del suo fondatore, ucciso a colpi di pistola a Miami nel 1997.

Stando all’accordo, la famiglia Versace, che attraverso la holding Givi ha l’80% della società, manterrà un ruolo di minoranza in azienda. Esce invece il fondo Blackstone che dal 2014 ha il 20% del capitale. Il valore della operazione sarebbe valutato in una cifra prossima ai 2 miliardi di dollari. Da mesi si rincorrevano voci di trattative di vendita. Oltre a Tiffany e Coach-Tapestry, il nome più accreditato tra i pretendenti era quello di Kering, il polo del lusso francese di François-Henri Pinault che ha già conquistato Gucci. Ma Kering si sarebbe sfilata dalla trattativa proprio per le valutazioni sul prezzo del marchio ritenute eccessive.

VERSACE, LA STORIA DELLA CASA DELLA MEDUSA

La Casa della Medusa è nata ufficialmente nel 1978 dal sodalizio tra Gianni Versace e il fratello Santo. Ma forse era nata ancora prima, durante l’infanzia a Reggio Calabria di Gianni che il mestiere dello stilista l’aveva appreso usando ago e filo nella sartoria della madre. Poi, col trasferimento a Milano, erano arrivati anni di successi.
L’apice negli anni ’90, immortalato dagli scatti di Avedon, Newton e Ritts. Ma soprattutto portato in passerella dalle modelle, che con Gianni divennero “top model”: Cindy Crawford, Carla Bruni, Naomi Campbell, Claudia Schiffer o Helena Christensen. Poi nel 1997 il dramma: Gianni Versace venne ucciso nella sua villa sul lungomare di Miami Beach da Andrew Cunanan, serial killer responsabile di altri quattro omicidi. Da quel momento Versace è passata nelle mani dei fratelli: Santo, presidente col 30% della holding di controllo, Donatella che di Versace è la anima creativa, al 20% della holding, e la figlia di Donatella, Allegra Versace Beck che ha eredito dallo zio il 50%. Negli anni successivi alla morte del fondatore il gruppo è andato in sofferenza, ma grazie al piano di rilancio portato avanti dall’allora Ceo Gian Giacomo Ferraris il marchio si è risollevato, ed è arrivato il nuovo socio di minoranza Blackstone. La quotazione della società, a lungo meditata, è sempre slittata anche per colpa delle turbolenze del mercato. I segni di miglioramento alla fine sono arrivati. Versace l’anno scorso ha registrato ricavi per 668 milioni di euro, tornando in utile per quasi 15 milioni da una perdita di 7,9 milioni nel 2016. Numeri però troppo bassi per far prendere la strada di una quotazione. Wall Street però non ha apprezzato. La società dello stilista americano Michael Kors, che ha chiuso l’anno fiscale 2017-2018 con un giro d’affari consolidato di 4,72 miliardi di dollari (+5%) e un utile di 591,9 milioni (+7,1%), sul listino Usa ha segnato un calo nell’ordine dell’8,5% a seduta ancora in corso. (fonte corrieredellacalabria.it)

Sono molti i marchi della moda italiana con acquirenti esteri : GUCCI, VALENTINO, FENDI, FIORUCCI, KRIZIA, MISSONI, SERGIO ROSSI, BRIONI , POMELLATO, LA PERLA, BOTTEGA VENETA.

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