Home / Attualità / Verdi Corigliano Rossano: oggi chiamati a lottare per il lavoro

Verdi Corigliano Rossano: oggi chiamati a lottare per il lavoro

“Sul fronte economico, il lockdown ha avuto conseguenze disastrose, forse si poteva fronteggiare diversamente l’emergenza”

corigliano rossanoConclusasi una battaglia – quella combattuta a tutela della salute degli italiani – nella guerra al Coronavirus la comunità è già pronta a rialzarsi per affrontarne una seconda, a garanzia dell’economia e soprattutto del lavoro. E’ così riassumibile il pensiero dei Verdi di Corigliano Rossano, secondo cui “il covid-19 ci ha presi di sorpresa e la misura di quarantena obbligatoria per limitare i contagi  è sembrata la soluzione migliore: difronte a una minaccia per la nostra vita tutto il resto è passato in secondo piano. Sul fronte economico, il lockdown ha avuto conseguenze disastrose, forse si poteva fronteggiare diversamente l’emergenza ma riteniamo che, in questo delicato momento, sia più proficuo risolvere le problematiche da affrontare piuttosto che fare polemica. Gli italiani in questi mesi di chiusura hanno dato prova di essere un popolo che rispetta le regole: l’appello delle Istituzioni che invitavano al fermo per ridurre i contagi è stato accolto, ognuno si è adeguato alle misure predisposte rimanendo a casa, abbassando le saracinesche, fiduciosi che le promesse fatte dal Governo sarebbero poi state rispettate. Che la pandemia avrebbe avuto un significativo impatto sul piano economico era già una certezza sin dall’inizio, la priorità adesso è impedire che la quarantena obbligatoria si traduca nel collasso dell’economia.

Gli Italiani sono in difficoltà, tutti sono stretti nella morsa della paura del domani, nel vortice dell’incertezza di come affrontare lo scenario che si prospetta per il futuro. Gli economisti prevedono che fino a metà 2021 l’economia italiana viaggerà ad un passo del 3-4  per cento del PIL inferiore a quello pre-virus. Nei provvedimenti governativi già emessi, molte problematiche sono state completamente dimenticate o gestite in modo inadeguato rispetto alle effettive difficoltà che stanno affrontando le PMI, liberi professionisti e i titolari di partita Iva a causa dei danni subiti per il periodo di chiusura delle attività. Gli aiuti “a sostegno del reddito” sono del tutto insufficienti, irrisori e non sono stati percepiti da tutti come promesso, tra l’altro, a partire dal mese di giugno, che è ormai alle porte, si concentreranno tutta una serie di versamenti tra tasse, imposte sui redditi, pace fiscale, e recupero di IVA, ritenute e contributi previdenziali. Una mole di tasse, imposte e tributi da pagare di cui si è pensato di sospendere meramente  la scadenza per i soli mesi di quarantena, ma di cui adesso si pretende irresponsabilmente il pagamento, incuranti della grave crisi che stiamo vivendo e nonostante  le previsioni degli economisti che dicono bisognerà  attendere la metà del 2021 per una vera ripresa economica.

LO STATO INTERVENGA CON MISURE MASSICCE ED ESTREME 

Tra l’altro, si parla molto degli aiuti alle imprese, cosa su cui lo Stato sta ancora discutendo e di cui ancora non c’è nessuna traccia. Ci auguriamo che il Governo e il Presidente Conte si ravvedano e introducano la cancellazione di tutti questi  pagamenti in modo che si possa “tenere cassa” da investire nella ripartenza al posto di una mera sospensione della loro scadenza che non fa altro che spostare il problema. Servono soluzioni concrete che diano respiro alle PMI, ai professionisti e alle partite Iva nell’immediato. Parimenti, auspichiamo che degli aiuti promessi alle piccole e medie imprese arrivino tempestivamente essendo necessari e urgenti per evitare che falliscano o che siano costrette a licenziare i dipendenti che si ritroverebbero senza un’occupazione in un momento così drammatico.

E’ di fondamentale importanza che lo Stato, anche in questa fase, intervenga con misure massicce ed estreme: nei mesi scorsi abbiamo combattuto per tutelare la nostra salute ma oggi siamo chiamati a  lottare per un altro valore fondamentale costituzionalmente garantito: il lavoro, che non costituisce soltanto la fonte di sostentamento dell’individuo, ma che è il mezzo imprescindibile per affermare la sua indipendenza e autonomia e come tale rappresenta anche il presupposto per l’esercizio di ogni altro diritto costituzionalmente garantito, soprattutto in questo delicato momento storico.


Commenta

commenti