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Verdi Calabria: «Doppia preferenza, è ora di voltare pagina»

«L’attuale legge elettorale regionale calabrese deve essere, con urgenza, modificata»

federazione verdi

«Infatti, così com’è,  blocca la rappresentanza delle minoranze, che non vanno assolutamente cancellate  dalla scena politica e a cui bisogna dare loro rappresentatività all’interno del Consiglio regionale.

Lo sbarramento all’8% del quorum per avere diritto alla rappresentanza al Consiglio regionale della Calabria è a nostro parere antidemocratico.

Nelle ultime elezioni solo il 30% dei calabresi, infatti, è risultato rappresentato creando un grave vulnus alla democrazia. Se al 55% degli elettori che ha disertato le urne aggiungiamo il 15% di coloro che hanno votato  liste che non hanno superato la soglia di sbarramento dell’ 8%, abbiamo ben il 70% degli elettori calabresi che non si è visto rappresentato all’interno della massima istituzione regionale. Questa non è democrazia.

Alla luce dei tristi eventi recentemente accaduti, crediamo sia necessario sollecitare una presa di consapevolezza da parte della politica della necessità di cambiare la legge regionale. Oltre alla necessità di abbassare la soglia di sbarramento al 3 o 4%, così come previsto da numerose altre Regioni italiane, altro tema di fondamentale importanza da introdurre è quello sulla doppia preferenza di genere.

Negli ultimi anni, infatti, nell’ambito degli interventi di promozione dei diritti e delle libertà fondamentali, è stata posta particolare attenzione agli interventi volti a dare attuazione all’art. 51 della Costituzione, sulla parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive, incidendo sui sistemi elettorali presenti nei diversi livelli: nazionale, regionale, locale e al Parlamento europeo. (L. Cost. n. 1/2003; articolo 117, settimo comma, Cost., introdotto dalla L. Cost. n. 3/2001;  legge costituzionale n. 2 del 2001 che introduce il principio di parità di genere negli statuti delle regioni ad autonomia differenziata)

Nelle ultime legislature il Parlamento ha approvato misure normative volte a promuovere l’equilibrio di genere, misure promozionali delle pari opportunità sono state introdotte anche nei più recenti provvedimenti riguardanti la disciplina dei partiti politici.

Parimenti, misure promozionali per la rappresentanza di genere sono previste anche dalle leggi elettorali regionali, in particolare con la legge 15 febbraio 2016, n. 20, che introduce il principio fondamentale secondo cui le Regioni a statuto ordinario sono tenute a disciplinare con legge il sistema elettorale regionale e adottando specifiche misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.

È evidente che non è una mera questione di aderenza a una legge nazionale, la rappresentanza negli organi elettivi delle regioni va riequilibrata.

Occorre, quindi, garantire e assicurare la pluralità, fattore fondamentale per lo sviluppo di un dibattito sano e propositivo, utile alla crescita del nostro territorio.

La parità di genere è un principio da tutelare in tutto il Paese in maniera uniforme, perché in maniera uniforme va tutelato il diritto alle pari opportunità e la doppia preferenza appartiene a quella categoria di diritti universali nei quali ci rispecchiamo e di cui chiediamo garanzia e tutela immediata.

Giova rammentare quanto accaduto di recente nella Regione Puglia:  un precedente pericoloso che deve servire da monito per la nostra Regione – ancora irresponsabilmente non in linea con la disciplina nazionale – in quanto il mancato recepimento delle norme sulla promozione della pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive integra la fattispecie di mancato rispetto di norme di cui all’articolo 120 della Costituzione e, contestualmente, costituisce presupposto per l’assunzione delle misure sostitutive ivi contemplate.

Tanto premesso e alla luce delle superiori argomentazioni facciamo appello al Vicepresidente f. f. Spirlì e al Consiglio Regionale affinché approvi, nell’ultima seduta utile, prima dello scioglimento della Giunta Regionale  a seguito della prematura dipartita della Presidente Jole Santelli, la legge sulla doppia preferenza di genere, onde evitare che lo faccia il Governo con i poteri sostitutivi, come avvenuto in altre Regioni».


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