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Una nuova sfida per il nostro giornale e per il territorio

di SERAFINO CARUSO

ecoL’editoria vive un momento di grande sofferenza. Le cause sono molteplici, ai più conosciute. Tra le principali: l’avvento di internet, la forte contrazione economica, l’eccessivo garantismo del legislatore proteso a restringere il diritto di cronaca e di critica. Tale premessa mi è utile per ringraziare il gruppo Lapietra non solo per avermi accordato la fiducia nel dirigere un settimanale che ha conquistato con sforzi e sacrifici spazi importanti ma, soprattutto, per il fatto che nonostante il clima di recessione la famiglia Lapietra investa in un settore delicato come l’informazione dove, di certo, non si fanno affari d’oro. Un ringraziamento anche a chi mi ha preceduto sin dal concepimento di questa avventura, le cui professionalità hanno consentito il perfezionamento di un prodotto editoriale di sicuro interesse. Il compito è dunque di alta responsabilità. L’obiettivo del giornale, in regime di continuità, sarà quello di radicarsi nel territorio, dare spazio a chi solitamente non ne ha, accendere un faro sulle vere povertà, entrare nel mondo dell’imprenditoria sana, dare valore a chi merita in ogni campo. Ampia visibilità alle nuove generazioni, ai giovani, a chi crea e riesce con successo in attività produttive, professionali, artistiche, artigianali.
Un occhio di riguardo al mondo della scuola, alle università, all’associazionismo, ai vettori insomma chiamati a produrre cultura, come palestra di pensiero.
Mi sono sempre chiesto il perché, nonostante la nostra area avesse enormi potenzialità, molti concittadini abbiano dovuto lasciare le nostre terre, toccando percentuali drammatiche di migrazione.
Eppure potremmo vivere solo di turismo e di agricoltura, se sapessimo utilizzare al meglio le nostre risorse.
C’è bisogno di una presa di coscienza e di maggiore consapevolezza sugli strumenti a disposizione per poter cambiare pagina. Noi ci siamo e ci saremo, e con estrema umiltà cercheremo di scrivere nuove pagine di storia jonica, con piglio costruttivo e con voglia di fare. Occorre la partecipazione di tutti. La vecchia mentalità non premia: l’eccesso di delega è stato deleterio. Oggi siamo chiamati in prima persona a dare un contributo: mettiamo da parte la rassegnazione e affrontiamo il futuro con maggiore vitalità rivendicando con dignità i nostri diritti.
I canali della democrazia sono inquinati, spesso chi ci rappresenta non è espressione della reale volontà popolare, un meccanismo che genera a cascata malaffare, verso cui abbiamo il dovere di intervenire sensibilizzando e talvolta stigmatizzando tali comportamenti. Agli organi di informazione il compito della denuncia, ad altre istituzioni è demandata l’azione repressiva. La linea editoriale concordata con la proprietà è e rimane di totale apertura alla società civile in chiave di crescita e di sviluppo.
Seguirà un’azione di restyling grafico e una funzione radicalizzata della piattaforma multimediale attraverso forme di interazione diretta con i lettori.
Avvieremo collaborazioni di sicuro interesse potenziando le sinergie nella vasta gamma nella comunicazione multimediale.
Da soli non si va da nessuna parte. Il fine ultimo è quello di ampliare gli spazi di democrazia rafforzando l’idea di un vero e proprio  filo diretto con le comunità. Da 16 pagine siamo passati  a 24.
Ciò è la conferma di come la proprietà creda in questo progetto.
Considero questa una nuova sfida, non mia personale, ma di tutti. Lo Jonio ha bisogno di un’informazione autonoma e indipendente, sganciata da logiche e da interessi che non si coniugano con i reali bisogni di questo comprensorio.

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