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Turismo sostenibile: albergo diffuso, una via d’uscita

di SAMANTHA TARANTINO

morano-calabroUn sito internet ufficiale, un manuale accurato e preciso, la costituzione di un’associazione nazionale, nonché una legge specifica dimostrano come l’argomento Albergo diffuso sia ormai di largo interesse. Che sia una realtà vincente ne parlano numeri ed esempi sparsi in ogni regione d’Italia. Nella provincia di Cosenza esiste la realtà dell’ospitalità diffusa con consorzi di Bed and Breakfast e altre strutture ricettive. Ma il concetto di Albergo diffuso è ben chiaro a pochissime località e a pochi imprenditori che sul centro storico hanno investito.
La nostra lente di ingrandimento è posta su alcuni centri definiti virtuosi, che sfruttando la naturale conformazione fisica delle cittadelle fortificate, hanno puntato su recupero e conservazione di palazzi storici ed antiche abitazioni ed a creare un ritorno economico, anche e soprattutto, occupazionale.

Morano Calabro, cittadina sul Pollino è sicuramente una bella scoperta. Al turista internauta si dà la possibilità di valutare al meglio dove alloggiare, stando comodamente seduto in poltrona. Una pagina web chiara, che già dal nome, paesealbergo delpollino.it, rende l’idea di come l’ospite viene accolto. Un progetto di Albergo diffuso no profit con una quota associativa minima (primo esempio in Italia) nato dalla volontà di un imprenditore che ha creduto nello spirito di accoglienza e di omogeneità. Venti case recuperate nel centro storico che offrono 40 posti letto, in cui il turista o meglio l’ospite che vi alloggia, si sente come a casa propria, vivendo una esperienza emozionale ed armonica, già accolto in una reception comune e centrale (come prevede la normativa). Una serie di attività accompagnano le giornate di chi arriva a Morano e sceglie di restarvi per più giorni. Molti gli artisti e i naturalisti. Ma accanto alla realtà dell’Albergo diffuso, Morano cittadina di 4600 abitanti, offre una serie di Bed and Breakfast, affittacamere e altri alloggi simili per dare degna sistemazione a chi vuole conoscere e vivere il Pollino (16 B&B) per un totale di 90 posti letto.

Rocca Imperiale presenta un centro storico completamente ristrutturato da soli dieci anni, dietro iniziative private, in cui il recupero delle abitazioni ha permesso la creazione di 4 B&B e 60 posti letto con 2000 presenze di turisti. Questi i numeri fino ad ora. Ma entro fine anno i posti aumenteranno di altre 50 suite che permetteranno a Rocca Imperiale di essere a tutti gli effetti il primo centro storico completamente ad Albergo diffuso (secondo normativa) ed arrivare a più di 150 posti. Di iniziative tutte private anche il recupero integrale dell’artigianato locale con il ripristino di tutto ciò che è ruralità. Accolti dal maestoso castello di Federico II di Svevia del XIII secolo, camminando lungo le vie del borgo con il filo conduttore del limone, marchio IGP, accompagnati dalle note melodiche della poesia, si entra nella bella cittadina. I turisti restano e soggiornano a Rocca anche per 30 giorni (dato inusuale rispetto alla media nazionale).

Civita, presenta un sistema di ospitalità diffusa costituito, da 21 B&B, alcuni consorziati, sorti recuperando vicoli e abitazioni in pietra, per un totale di più di 150 posti letto. Se teniamo conto che Civita ha una popolazione di soli 921 abitanti, il rapporto è presto fatto. i B&B consorziati fanno rete ed, a turno, per accogliere gli ospiti.

Mentre per quanto riguarda il Basso Jonio, la cittadella medievale di Cariati offre 8 B&B in palazzi d’epoca (XVIII e XIX) secolo, più l’ostello e permette al turista di usufruire di 100 posti letto. Un progetto che nasce dal ’98 con l’esperienza di Otto Torri sullo Jonio e del primo Meeting Euromed, pionieristico evento turistico-culturale che in 12 edizioni ha attratto a Cariati e nel territorio circa 1000 studenti universitari da tutto il mondo. Una rete di ospitalità che da allora ha come obiettivo far sentire il visitatore a casa. Così si spiegano le 16.000 presenze all’anno dislocate in 8 mesi su 12, quindi non solo nei mesi estivi. Una vera e propria solidarietà tra i proprietari dei palazzi che smistano gli arrivi offrendo al turista il massimo dell’accoglienza potendo contare anche su ristoranti e negozietti di souvenir.

Il centro storico di Rossano offre 5 B&B all’interno di palazzi ed edifici in pietra del ‘800 recuperati e ristrutturati, per turisti che possono contare su un numero di 40/50 posti letto. In attesa  della riqualificazione di Palazzo de Russis che permetterà l’aumento di posti per soggiornare e respirare l’aria del centro storico bizantino. Facilmente accessibili attraverso vie e camminamenti spesso praticabili solo a piedi, i numerosi luoghi d’arte e di storia. Luglio e agosto sono i mesi preferiti per quei turisti che scelgono come meta l’Acquapark Odissea 2000, uno dei primi attrattori turistici di Rossano per Trip Advisor insieme al Museo della Liquirizia Amarelli.
Le presenze si registrano esclusivamente nei mesi estivi. Nota stonata: una cittadina di 50 mila abitanti potrebbe far vivere il centro storico esclusivamente di ricettività seguendo il modello dell’albergo diffuso. Appena 50 posti letto (per Rossano) ,ancora troppo pochi per uno dei più grandi e ricchi centri storici del Sud Italia, l’unico con la presenza di tanti palazzi nobiliari del ‘700 e ‘800. Strutture che in rete potrebbero rappresentare la più importante infrastruttura di ricettività di qualità nella città alta.

COS’È L’ALBERGO DIFFUSO? Si inizia a sentire il termine Albergo Diffuso nei primi anni ’80 in terra Friulana (nella Carnia post devastazione terremoto).  L’obiettivo era recuperare un centro storico e ripopolarlo senza ulteriori interventi costruttivi. L’idea nasce da un docente di marketing Giancarlo Dall’Ara che fornisce le linee guida. “Un’impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro storico, formata da più stabili vicini fra loro (diffuso) con gestione unitaria ed in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti”. Il primo vero esempio di albergo diffuso è in Abruzzo.

Un grazioso borgo abbandonato, Santo Stefano di Sessanio diventato un vero e proprio gioiellino alla fine degli anni ’90, grazie all’intraprendenza del giovane italo svedese Daniele Kihlgren che con in tasca alcuni milioni di lire acquistò i primi immobili, tanto da finire su molta stampa straniera ed essere riconosciuto come “One of The Best Hotels in the World”.
In alcuni centri manca una politica del turismo che permetta marketing territoriale e promozione finalizzate a restituire identità ed appeal ai propri centri storici per una ricettività diffusa Nel nostro viaggio tra i comuni virtuosi abbiamo visto come Morano sul Pollino,  Civita, Cariati e Rocca Imperiale (quest’ultima in particolar modo a fine 2015, grazie agli ultimi fondi Pisl, sarà il primo centro ad albergo diffuso di tutta Calabria e Basilicata) sono esempi di un giusto investimento e di una strategia di sviluppo che parte dalla consapevolezza delle proprie risorse.

 

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