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Turismi, Villapiana punta sul food

di MARTINA FORCINITI e SAMANTHA TARANTINO

stefania-celesteTre litorali in otto chilometri. Villapiana è… Questo e molto altro. Partendo dall’enogastronomia.
«Chi viene a villeggiare al sud Italia cerca qualcosa in più della semplice offerta mare-montagna». Ad esserne convinta è Stefania Celeste, tanto giovane quanto brillante assessore al turismo del comune di Villapiana. «Per questo, nella brochure di promozione turistica della città, preparata e presentata in occasione della Borsa Internazionale Turismo 2015 tenutasi a Milano, abbiamo pensato di introdurre una sezione interamente dedicata al food identitario. Non è, però, un semplice elenco descrittivo di prodotti tipici, ma un vero e proprio menù, pensato per incentivare lo stesso ristoratore e per attrarre il turista attraverso la valorizzazione della tradizione culinaria non solo di Villapiana ma dell’intera Calabria».
Una proposta quotidiana in cui di ogni piatto è raccontata la storia e il semplice piacere di ricette fatte con amore.
«Mangiare tipico è quella filosofia intrinseca che vorremmo venisse condivisa da tutti i ristoratori del territorio, senza che si stravolgano i propri target. Accanto a portate indubbiamente caratteristiche della cultura gastronomica calabrese, come gli insaccati o i nostri formaggi, compaiono piatti a base di pesce azzurro pescato a Trebisacce. Perché il filo conduttore della politica di questa mission turistica è il mangiar bene, facendo rete fra tutti i prodotti che caratterizzano il territorio. Senza rinunciare a uno sciannacheddo di buon vino».
E, in effetti, questo pieghevole, disponibile anche in inglese, si sfoglia che è un piacere. Innovativo, fresco, graficamente accattivante. Dove i tre punti cardinali di Villapiana, lo scalo, la marina e il borgo, non potevano essere rappresentati meglio. Nel pieno rispetto di quella che è la terrazza più panoramica dell’Alto Jonio. E, soprattutto, senza far percepire suddivisioni. «È vero, a causa dei nostri problemi infrastrutturali, non è possibile, per esempio, per mettersi di fare una passeggiata a piedi dal borgo alla marina. Ma uno dei nostri obiettivi, anche attraverso l’impostazione di questa brochure, è comunque quello di far rientrare Villapiana e le sue tre frazioni in un’ottica comprensoriale».
Fare rete è una prospettiva che si acquisisce solo confrontandosi con realtà diverse dalla propria. Interfacciandosi e prendendo spunto dalle esperienze vincenti.
«Viaggiando, e non necessariamente in posti troppo lontani da qui, ci si può imbattere in pensiline a forma di ombrello, piuttosto che in “carretti” itineranti di piacevoli passatempi di una volta. Tutte idee che forse varrebbe la pena raccogliere. Con la voglia di riproporre. Perché più si offre, più la gente è invogliata a fare, vedere. E ovviamente anche tornare». Se il territorio è vasto, personalizzare è la parola chiave.
«La nostra programmazione risponde a diversi tipi di esigenze. Tanti quanti sono i turismi. Non si può pensare di rivolgersi a un solo target. Lo scopo è quindi quello di creare percorsi alternativi che possano attrarre tutte le fasce, privilegiando, però, sempre ciò che ci distingue. Senza bisogno di spendere e spandere. Per fare questo, però, c’è bisogno di creare sinergie: tra ristoratori, stabilimenti Pro Loco e Amministrazione che oltre a incentivare il meccanismo della rete, deve impegnarsi a organizzare eventi a tema».
Insomma, lì dove si ha già tutto e non c’è bisogno di creare nulla, condividere, coinvolgere e incentivare il contatto diretto fra tutte le parti è il segreto di un sicuro successo. Così si fa turismo 365 giorni l’anno.

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