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Tribunali, a Roma si pensa di mettere mano alla Geografia giudiziaria

Ci sarebbe al vaglio della Camera dei Deputati una proposta di legge per ribaltare la Legge Severino. Ora si attendono conferme dai deputati  

Ci sarebbe, in queste ore, al vaglio della Camera dei Deputati una proposta di legge, partorita all’interno della Commissione parlamentare Giustizia e dell’Intergruppo parlamentare sulla Geografia giudiziaria, volta a rivedere la distribuzione del sistema giustizia sul territorio nazionale.

Una proposta che, da quanto se n’è saputo, rimetterebbe tutto in discussione rispetto a quanto stabilito dalla Riforma Severino del 2012 che portò alla chiusura di ben 37 tribunali su tutto il territorio nazionale. E tra questi tribunali soppressi, ovviamente, c’è anche quello di Rossano (oggi Corigliano-Rossano).

Dalle voci circolate nelle ultime ore dalle stanze di Montecitorio, però, il nuovo piano proposto dai parlamentari non prevedrebbe la riapertura tout court delle sedi chiuse, bensì una vera e propria rivisitazione della geografia giudiziaria.

Nel caso specifico della Calabria, dove l’intervento della Riforma alla fine soppresse solo la Procura rossanese, salvando tutte le altre, non si conoscono i dettagli. Non si sa se una nuova possibile riforma preveda o meno l’apertura di un nuovo tribunale o la riapertura di quello precedente, oppure (caso da non escludere) anche nessuna delle due ipotesi, lasciando le cose come sono. Ipotesi remotissima ma non impossibile, considerati i precedenti e clamorosi scippi subiti da questo territorio.

È certo che di questa situazione se ne sta discutendo molto all’ombra dell’emiciclo parlamentare. Non sappiamo, però, in che termini.

Sta di fatto che per la prima volta si affaccerebbe all’orizzonte una soluzione concreta per rimediare a quel maltolto mai digerito dalla popolazione ionico-sibarita. E si prospetta proprio alla vigilia del consiglio comunale ad hoc di Corigliano-Rossano convocato per il prossimo sabato 12 settembre, in seduta straordinaria e aperta, proprio per lanciare l’ennesimo monito al governo sulla necessità, ormai non più prorogabile, di restituire un presidio di giustizia a questo territorio.

Tuttavia – dicevamo – tutto rimane chiuso nell’ambito delle ipotesi. Dal momento che di questa proposta, che si sussurra nelle stanze romane, nessuno ad oggi ne ha dato conferma.

E forse sarebbe il caso che i parlamentari del territorio, a partire proprio dalla deputata del M5S Elisa Scutellà, componente della Commissione Giustizia nonché promotore e fondatrice dell’Intergruppo parlamentare sulla Geografia giudiziaria, diano dei ragguagli più dettagliati in merito a questa vicenda.

La voce su una possibile rivisitazione della riforma Severino e quindi, anche, di un possibile riposizionamento di un tribunale sulla carta geopolitica della Sibaritide, è soltanto una voce oppure ha una fondatezza documentale? Ma, soprattutto, se queste voci fossero confermate, quali potrebbero essere i risvolti, i tempi e le reali possibilità per l’apertura di un nuovo tribunale o, tutt’al più, della riapertura di quello già esistente?

Sono tutti dubbi, speranze e domande su cui è arrivato il momento di fare chiarezza.


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