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Tribunale di Rossano, possibile riapertura. Importante la reazione sociale

Il Tribunale di Rossano

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

Sulla questione dell’ex tribunale di Rossano ci sarebbe molto da scrivere, non solo sotto il profilo delle responsabilità politico/istituzionali o di quella burocratica abituata ad agire a comando, ma anche su un piano squisitamente sociale relativo ai comportamenti umani. Sul primo punto mi sono più volte soffermato sottolineando l’ignavia di una classe politica doppiogiochista, immorale, ed eticamente scorretta. Dico questo perché tale classe dirigente non ha tenuto conto che dopo la chiusura del palazzo di giustizia è cambiata la vita di molte famiglie, alcune delle quali senza reddito e lasciate in mezzo a una strada. E non è da escludere che dietro quella sciagurata soppressione via sia da collegare anche qualche dramma accaduto nella fase postuma la chiusura su cui non è il caso soffermarsi per rispetto ai familiari protagonisti delle tragedie.

Tanta miserabile superficialità che non sarà mai perseguita né punita.  Commercianti che si sono visti abbattute drasticamente le entrate, avvocati che o hanno lasciato la carriera o sopravvivono a stento, lavoratori dell’indotto lasciati senza un futuro. Questo è il risultato di un governo politico (Berlusconi) che ha dato il via alla riforma della geografia giudiziaria, concretizzata dal governo Monti che ha pensato alla spending review sopprimendo in Calabria un solo tribunale, quello di Rossano. Ci sarebbe da dire: bella razionalizzazione! Dopo cinque anni possiamo senz’altro affermare che i costi di giustizia con l’accorpamento a Castrovillari sono decisamente aumentati a carico dello Stato. E meno male che si tratta di scelte portate avanti da un governo di tecnici, i cui componenti vantano alti titoli cattedratici.

Ma lo scandalo, verso cui mai nessuno ha inteso fare chiarezza, è il perché sia stato chiuso un tribunale più grande (Rossano) e non già Castrovillari o Paola ( a mio parere nessun tribunale avrebbe dovuto essere soppresso), presidi decisamente più piccoli e meglio collegati con il capoluogo di provincia Cosenza. Che poi era lo spirito della riforma giudiziaria del governo Berlusconi. Oppure il tribunale di Lamezia, a pochi passi dal tribunale di Catanzaro, salvato grazie all’intercessione della politica così come da ammissione dell’ex sindaco Gianni Speranza. Stessi metodi e protezioni per Paola e Castrovillari.

Si decise, quindi, per la chiusura di Rossano violando ogni criterio di valutazione logistica e di dimensioni demografiche. Rossano che, insieme a Corigliano, oggi costituiscono la prima città della provincia di Cosenza, la terza della Calabria, ma paradossalmente senza un tribunale. A questa ingiustizia nessuno ha posto rimedio, né il Capo dello Stato, né il governo nazionale, né il Ministro della giustizia, e neanche il Consiglio superiore della magistratura che non ha inteso dare seguito ai contenuti dei due dossier depositati presso la prima e la settima commissione. Insomma, un vero e proprio affare di Stato blindato, in cui è impossibile mettere mano. Quasi fosse un muro di gomma. La chicca è poi la bugia formatasi nel corso degli anni tra quanto si sosteneva nel 2011/12 secondo cui i locali del tribunale di Castrovillari fossero sovrabbondanti e quanto oggi si sostiene in una nota dell’Ordine degli Avvocati di Castrovillari, che assumendo le esigenze della Procura e della presidenza del Tribunale, al fine di scongiurare l’emigrazione di uffici dall’attuale presidio dava incarico a un professionista per valutare l’ampliamento della struttura. Delle due l’una: o si è mentito allora o si mente oggi! Ma su tutto questo, vilmente si tace.

Per la riapertura dei tribunale occorre la mobilitazione sociale

Oggi, nell’accordo M5S-Lega appare la voce della riapertura dei tribunali minori, con un linguaggio netto, chiaro, senza mezze misure. In passato invece è prevalso il dico e non dico, i correttivi, le revisioni delle corti d’appello, e in questi contesti lasciare intendere che qualcosa si poteva fare. Un teatrino ingannevole utile solo a prendere in giro i territori. Oggi Lega e grillini dicono che riapriranno i Tribunali, tra qualche anno quindi nel bene o nel male potremo giudicare, a differenza del passato quando si lasciavano in bilico le speranzose vittime di scelte assurde. E’una fase importante, dunque, dove le popolazioni dovranno far sentire tutta la propria indignazione per quanto è avvenuto nel nostro territorio. E’ necessario ricreare un’azione di coordinamento nazionale e proclamare lo stato di agitazione dei territori in cui sono stati soppressi i presidi giudiziari. E’ una battaglia che riguarda tutti, nessuno escluso.

Pienone per il Maggio europeo, latitanza per le iniziative di lotta

Non è possibile continuare a immaginare Palazzo San Bernardino stracolmo (Maggio Europeo) per divertimento (cosa buona e giusta) e non partecipare a lotte di utilità pubblica. Tutto questo rappresenta una vergogna di ordine sociale e culturale. L’auspicio è che si prenda atto di ciò a partire dai prossimi giorni.

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