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Tribunale Rossano, Buemi: “Troppo tardi ci si è accorti che i buoi erano scappati” (2014)

Riproponiamo le dichiarazioni rilasciate in un’intervista esclusiva de L’Eco dello Jonio dal senatore Enrico Buemi, nel numero 20 del 28 giugno 2014.

di DAMIANO MONTESANTO

l43-enrico-buemi-decadenza-130917141159_bigIl ciclone Enrico Buemi si è abbattuto, benevolmente, su Rossano e Cariati, scatenando tutta la sua forza pro Tribunale e cercando di tenere su il morale e riaccendere la tensione ideale, di amministratori e non, con un tifo da mondiali di calcio. Certo, lui non ha incitato Prandelli, ma è convinto che ce la possiamo fare. Cosi lo abbiamo avvicinato a Cariati e, con grande disponibilità, il membro autorevole della commissione antimafia e della commissione giustizia del Senato, risponde alla prima domanda: Sarà riaperto il Tribunale di Rossano? «Credo che debba essere riaperto. Ha tutti i requisiti previsti nella delega che la Camera e il Senato hanno dato al Governo (i Tribunali da chiudere e quelli da mantenere). Ebbene, le caratteristiche previste nella delega corrispondono pienamente al mantenimento del Tribunale di Rossano, mentre altri Tribunali, che non corrispondono a queste caratteristiche, dovevano essere chiusi. Ed invece è stata commessa una grandissima ingiustizia, nei confronti del territorio e del Tribunale di Rossano, che è stato chiuso mentre altri mantenuti. La conseguenza è stata che il territorio di Rossano è stato accorpato a Castrovillari. Io credo che lo Stato, per affermare il principio di legalità di un territorio cosi travagliato, debba prima di tutto, rispettare le leggi democratiche che il Parlamento mette a disposizione≫. Lei ha detto che “sono state fatte carte false” per raggiungere questo obiettivo. Può essere più preciso? «I dati ed anche la relazione tecnica, seppure indirettamente, fanno rilevare che alcuni elementi non sono corrispondenti alla situazione reale. Nella relazione che il Presidente del Tribunale di Castrovillari ha mandato al Ministero, si legge che questo Tribunale non è in condizione di dare quella risposta di efficienza e razionalizzazione necessaria. Si deve sì razionalizzare, ma dobbiamo mantenere il servizio ed anzi potenziarlo. Far crescere l’efficienza del sistema pubblico, in particolare del sistema giudiziario che, in un territorio cosi problematico, come quello del rossanese e di altre zone con problemi peggiori, deve mantenere una capacita di risposta alla criminalità. Il presidio ravvicinato di una istituzione giudiziaria è fondamentale ≫. Il ministro di Giustizia, da responsabile del settore Giustizia del Pd, si è battuto per il mantenimento del Tribunale di Rossano. Può essere questo un motivo di speranza? «Io credo di sì. Ho stima del ministro Orlando che ha capacita di analisi, non soltanto dei dati numerici, ma anche delle situazioni politiche. C’è l’intero Parlamento, l’intero senato e tutte le forze politiche, dalla Lega a Cinque Stelle, passando per il Ncd, FI, il Pd, i Socialisti, Scelta Civica, che hanno firmato la mia mozione che impegna il governo a riaprire il Tribunale di Rossano con altri cinque Tribunali≫. Nella vertenza, le amministrazioni locali hanno fatto la loro parte fino in fondo? «Questo è un tasto dolente. Troppo tardi ci si è accorti che i buoi erano scappati, perché non doveva accadere che il Tribunale venisse chiuso. Se le amministrazioni locali non si fossero affidate soltanto al potente di turno, spesso distratto, ciò non sarebbe accaduto. In una realtà complessa come la Calabria poi, la cosa migliore, infatti quando ci sono vari contendenti, è di non occuparsi di niente. Qui hanno scontentato tutti. Questo è uno dei limiti ed è la ragione, anche, per cui io, che non sono stato eletto in questo territorio, di fronte a questa ingiustizia cosi grave, ho preso una posizione dura, cosi come in altre parti d’Italia quali Sala Consilina e ad altri Tribunali al Nord. Riconosco però ai colleghi della Commissione Giustizia del Senato di essere tutti, prescindendo dalle posizioni politiche di ognuno, a sostegno di questa iniziativa. Conto che il Ministro saprà ascoltare la nostra sollecitazione. A settembre scadono i termini per le correzioni, dobbiamo tenere la tensione alta, ci vuole l’impegno delle amministrazioni locali. Il Parlamento sta facendo il massimo ed il 15 e 16 luglio sarà presente in questo territorio la commissione antimafia, di cui io faccio parte, e noi saremo qui, oltre ad affrontare le questioni connesse con la criminalità organizzata, anche per dire: “qui ci vuole il Tribunale, qui lo Stato non può fare neanche un metro indietro”≫.

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