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Tribunale, il Gav: «Basta chiacchiere. Le istituzioni diano risposte»

Il Gruppo di azione per la verità chiama in causa tutti: Sindaco, Regione, parlamentari del territorio, Ministro della Giustizia e persino il Capo dello Stato

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«Tante chiacchiere e nessun fatto». Sono le parole del Gruppo di azione per le verità sul tribunale di Rossano.

«È un film già visto – scrivono – la sequela di prese di posizione all’indomani delle esternazioni del Procuratore Nicola Gratteri in sede di commissione antimafia, circa la stortura e illogicità della chiusura del Tribunale di Rossano».

Una presa di posizione, come ricordano ancora dal Gav, che il capo della DDA aveva espresso già in passato ed in altre circostanze palesando «le medesime perplessità ma magari solo oggi forse qualcuno ne ha compreso il senso».

«Sta di fatto – precisano ancora dal comitato nato per conoscere le verità che hanno portato alla chiusura del presidio di giustizia di viale Santo Stefano – che in questi anni la politica è rimasta immobile, ferma nello stereotipo delle promesse da campagna elettorale mai mantenute e proiettata ad uno scaricabarile indecoroso. Oggi si rischia lo stesso finale. Oggi alle parole bisogna anteporre i fatti».

«Le prese di posizione – precisano ancora –  che sostanzialmente danno ragione a quanto denunciato da Gratteri sono lettera morta se non si tramutano in azioni indirizzate a scardinare questo indegno immobilismo istituzionale, puntando a creare le condizioni affinché la terza città della Calabria e il territorio della sibaritide abbiano il suo Palazzo di Giustizia. Come Gav chiediamo a quanti oggi ricoprono un ruolo politico istituzionale, a tutti i livelli, di onorare il mandato che gli è stato affidato dai cittadini».

E il Gav non risparmia nessuno dei politici e delle istituzioni rappresentative. «Nei mesi scorsi – ricordano – la maggioranza consiliare aveva chiesto la convocazione di un consiglio comunale monotematico sulla chiusura dell’ex Tribunale di Rossano. Ma ad oggi, Covid o non Covid, nulla è stato fatto. Lo stesso sindaco, Flavio Stasi, ieri sulle barricate a caldeggiare questo diritto negato, oggi investito della fascia tricolore di primo cittadino, pur avendone il dovere morale ancor prima di quello istituzionale, non ha promosso alcuna azione concreta per pretendere la giusta attenzione su di una vicenda che ha rappresentato e rappresenta uno degli oltraggi più pesanti alla dignità di una comunità».

Dal Comune alla Regione. «Anche la Regione Calabria – aggiungono – tra Presidente e consiglieri, rappresentanti del nostro territorio, deve palesare la sua posizione rispetto a questa annosa vicenda e anche in questo caso ci attendiamo una consequenzialità di azioni».

Un «capitolo a parte», invece, per la deputazione parlamentare del territorio. «Da mesi – dicono dal Gav – si attende di conoscere l’esito dell’audizione fatta nell’Intergruppo Parlamentare, voluto e promosso dalla portavoce alla camera dei cinque stelle Elisa Scutellà, che si è tenuta addirittura ad ottobre dello scorso anno, ben prima dell’avvento della pandemia e che quindi non può assolutamente essere presa come giustificazione ad un immobilismo fatto solo di vuote promesse. Oggi – incalzano – dallo stesso onorevole, è stata presentata una interrogazione parlamentare al ministro Bonafede, quasi lo si dovesse informare di una vicenda che, stando alle stesse parole della portavoce pentastellata, dovrebbe conoscere ormai addirittura nei dettagli».

Da qui il monito forte: «Basta parole! Che si organizzi un incontro urgente con il Ministro. Che si inviti il Guardiasigilli a venire di persona e prendere coscienza di quanto denunciato in questi anni! Che venga a confrontarsi con le forze dell’ordine e le istituzioni su di una recrudescenza criminale che non può essere più sottovalutata. Che venga a constatare come sono state falsate le relazioni circa i collegamenti con il Tribunale accorpante. E ci fermiamo qui». O forse no. Perché il Gruppo di azione per la verità va oltre e chiama addirittura in mezzo alla querelle nientemeno che il Capo dello Stato. Anzi, «il silenzio del Capo dello Stato e del CSM circa i dossier consegnati che contenevano tutte le argomentate prove circa l’ingiusta e illegittima chiusura del Tribunale».

«Abbiate il coraggio – scrivono in conclusione – di svolgere quel ruolo a cui siete stati chiamati dal popolo! Non c’è da esprimere più la sola e mera solidarietà e condivisione. C’è da lavorare sodo da parte delle istituzioni di questo territorio, con la forza di una verità sotto gli occhi di tutti e pretendere che sia sanato questo scippo epocale. Solo così le tante parole avranno un senso. Il Gav ha da sempre denunciato le inquietanti ombre sulla illegittima chiusura dell’ex Tribunale di Rossano. Ha sempre protestato, incontrato politici di ogni schieramento, ha chiesto da sempre verità e giustizia. Il tempo delle chiacchiere – concludono – è finito, che le Istituzioni diano finalmente una risposta!»


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