Home / Attualità / Trebisacce, nuova ss 106 tra i sì ed i no

Trebisacce, nuova ss 106 tra i sì ed i no

SS106Lo ha detto chiaro e forte il ministro Lupi a Cosenza, durante l’incontro in Prefettura con i sindaci degli otto comuni interessati al Megalotto 3: «I tempi della conferenza dei servizi sono terminati da un pezzo e così le trattative con i sindaci.
Ormai siamo in fase operativa e non ci resta che acquisire i pareri dei Ministeri dell’ambiente e dei Beni culturali per presentare il progetto al Cipe per l’approvazione». Dunque, indietro non si torna e l’opera, ritenuta strategica, si farà. C’è da chiedersi, a questo punto, il perché si registrino ancora resistenze al progetto se l’opera, ovvero la superstrada a quattro corsie Sibari – Roseto Capo Spulico, è ritenuta strategica ed indispensabile al territorio ed al Paese.
Chiariamo che il Megalotto 3 è ritenuto fondamentale perché va a chiudere l’anello che collega il Corridoio europeo 8 (Autostrada adriatica) con la 106 jonica e fino all’innesto di Firmo ed alla Salerno – Reggio Calabria.
Dunque un’opera strategica che pure trova difficoltà a raccogliere consensi unanimi sulla sua realizzazione.

 LE RAGIONI DEL SI’. Dopo diversi incontri a Roma, i sindaci di Albidona (Salvatore Aurelio), Amendolara (Antonello Ciminelli), Cassano (Gianni Papasso), Cerchiara (Antonio Carlomagno), Francavilla Marittima (Leonardo Valente), Roseto Capo Spulico (Rosanna Mazzìa), Trebisacce (Francesco Mundo) e Villapiana (Paolo Montalti) hanno trovato un accordo con l’Anas dando via libera al nuovo progetto.
L’accordo è stato raggiunto grazie alle opere compensative dell’Anas, accogliendo le richieste dei sindaci, e ha indotto il sindaco di Villapiana, Montalti, a dire che «la strada ha un impatto ambientale terribilmente invasivo ed è giusto che le popolazioni penalizzate da ciò possano ricevere opere che vanno a compensare tale bruttura».
Inoltre c’è una grande fame di posti di lavoro, per cui l’Alto Jonio cosentino con la realizzazione dell’opera potrebbe occupare almeno mille persone.
Infine, la sicurezza stradale che con il completamento delle 4 corsie, ridurrebbe i rischi di una strada oltremodo pericolosa.

LE RAGIONI DEL NO, che non è una negazione dell’opera, ma un’opposizione al tracciato voluto dall’Anas. Questo dice il Comitato dei cittadini dell’Alto Jonio, che si oppone al tracciato sostenendo che sarebbe stato più economico e meno invasivo realizzare l’opera raddoppiando le corsie dell’attuale E 90, ammodernamento della statale 106 jonica della quale è parallela e corre più a monte. Ciò comporterebbe una parcellizzazione di un territorio stretto tra mare Jonio e Pollino Orientale e già attraversato dalla linea ferroviaria jonica, dalla strada statale 106, dall’E 90 e, ancora, dal Megalotto 3.

Commenta

commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*