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Trebisacce: Lungomare, scatta la denuncia

trebisacce Prima edizione dello “Street Food” (rassegna gastronomica della tradizione calabrese) annoverata tra gli eventi estivi del 2017. Dalle lamentele circa i problemi di circolazione dovuti all’occupazione di un tratto di Lungomare di Trebisacce. Ai mugugni degli operatori turistici locali che subi-rebbero una concorrenza ritenuta illegale e alle critiche da parte di diversi cittadini circa la tipologia dei prodotti commercializzati che non sarebbero propriamente calabresi, si passa ad una circostanziata denuncia legale presentata nelle mani dei Carabinieri della Stazione di Trebisacce e della Guardia di Finanza del “Gruppo Sibari”.

LUNGOMARE TREBISACCE

L’ha presentata un privato cittadino trebisaccese, 57enne, il quale ha evidenziato una serie di irregolarità che chiamerebbero in causa le scelte operate dal Comune come ente che ha effettuato la concessione di un tratto del Lungomare Viale dei Saraceni su cui sono state installate una decina di box in legno per la vendita di bevande e prodotti eno-gastronomici.
Box piazzati in mezzo alla strada offerti dalla suddetta impresa in comodato d’uso ad altri commercianti dietro pagamento di una somma di 3.500 euro, ridotto poi a 1.500.
«Il Comune – si legge nella denuncia scritta e depositata presso l’autorità giudiziaria – ha acquisito una porzione di area demaniale cedendola a un’azienda privata di Montalto Uffugo che ha installato una serie di strutture in legno che non presentano le dovute garanzie ignifughe e, tanto meno, i requisiti necessari per la somministrazione di alimenti e bevande».

SCATTA LA DENUNCIA

Secondo il denunciante nella stessa zona non esiste un impianto elettrico a norma che sia in grado di garantire l’incolumità pubbli-ca, né erogazione diretta di acqua e non vi sono bagni pubblici nè per gli esercenti né, tanto meno, per gli avventori. In detti box, secondo il denunciante, si somministrano alimenti e be-vande privi di qualsiasi norma igienica e senza alcun rispetto della normativa vigente sia per gli ambienti utilizzati sia per il personale addetto.
La denuncia secondo quanto si legge, viene trasmessa agli organi in indirizzo (Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco e Asp) affinchè venga esercitato il necessario controllo sia in materia sanitaria e che amministrativa e venga garantita l’incolumità pubblica. Sul punto si attendono reazioni.

Fonte: La Provincia di Cosenza

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