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Trebisacce e Alto Jonio: diritto alla salute inesistente

Liste d’attesa sempre più lunghe per i pazienti dell’Alto Jonio: i cittadini esasperati per questi inspiegabili ritardi protestano e vogliono sapere a chi attribuire le responsabilità. Tre/quattro mesi per una mammografia, stessa cosa per una visita otorino-laringoiatra, oltre quattro mesi per un ecocolor-doppler ai tronchi sovra-ortici, cinque mesi per un eco-cardiogramma, addirittura sette mesi per una esame alla tiroide, per non parlare della completa scomparsa del medico-Diabetologo, il dottor Antonino Staglianò che è andato in pensione dal primo novembre e che, nonostante i reiterati solleciti da parte della direzione del Distretto Sanitario Jonio-Nord, non è stato ancora sostituito. Risulta infatti che i solleciti effettuati dai vertici del Distretto risalgono a mesi e mesi addietro ma l’azienda sanitaria pare si sia decisa ad effettuare il Bando per reperire un nuovo specialista sono agli inizi del mese di dicembre per cui si prevedono ancora tempi lunghi per i tanti diabetici dell’Alto Jonio, per lo più anziani, costretti a rivolgersi altrove, oppure a salire e scendere le scale delle strutture private. Trascurando per un momento la situazione dell’ospedale “Chidichimo” rispetto alla cui ri-apertura la politica continua a…pettinare le bambole, è questa la situazione delle liste di attesa anche nella medicina territoriale, per lo più preventiva che, quasi inesistenti i Poliambulatori di Rocca Imperiale e Oriolo, viene garantita esclusivamente dal Poliambulatorio Specialistico di Trebisacce preso d’assalto ogni mattina da migliaia di pazienti provenienti da tutti i 17 comuni dell’Alto Jonio. Ma, come suol dirsi, al peggio non c’è limite: pur stando così le cose, è infatti notizia di questi giorni che per il prossimo anno la Regione Calabria, Dipartimento di Sanità, a fronte delle legittime e reiterate richieste avanzate dai direttori dei Distretti, non ha autorizzato neanche un minuto in più di attività specialistiche, sicchè è facile prevedere che le liste di attesa siano destinate ad aumentare ancora, con l’estrema felicità della medicina privata che, complici le lacune del sistema sanitario pubblico, continua a fare business con le risorse destinate alla sanità regionale. Ma chi spinge l’utenza verso le strutture private? Come mai, ci si chiede, si sono determinate liste d’attesa così lunghe? Di chi la responsabilità? Ecco allora che, alla ricerca di verità scomode, il cronista incassa la conferma dell’amara realtà dell’estrema periferia della Provincia, nella fattispecie l’Alto Jonio, con ben 17 comuni e una popolazione di oltre 40mila abitanti, sempre più marginalizzati e trascurati rispetto a quanto avviene nelle realtà più vicine alle stanze dei bottoni. I vertici del Distretto Sanitario, infatti, messi alle strette, si difendono esibendo le reiterate richieste effettuate alla direzione aziendale per far fronte alla domanda e ridurre le liste d’attesa, ma le istanze, per quanto argomentate e motivate, troppo spesso rimangono inascoltate e inevase. Da qui prende corpo la rabbia dei cittadini che di recente hanno lanciato qualche segnale a Rossano, ma che difficilmente sono disposti a subire ancora a lungo la negazione del diritto sacrosanto ad una sanità dignitosa che non continui a generare figli e figliastri.

(Fonte La Provincia)

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