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Trebisacce, aggredito Scura. La piazza esplode e si scaglia contro

di SERAFINO CARUSO e ROSSELLA MOLINARI

scura-follaQuanto accaduto nelle ultime ore a Trebisacce fotografa in maniera eloquente la situazione di confusione e tensione venutasi a creare nella Sibaritide in materia di sanità. Cittadini che legittimamente rivendicano il diritto alla salute, ma che spesso non sono adeguatamente “guidati” da chi li governa, finendo poi col cadere in preda alla esasperazione.

È bastata una frase del commissario ad acta Massimo Scura “Non sono necessari gli ospedali per garantire i livelli essenziali di assistenza” e la piazza è esplosa. Manifesti appallottolati e scagliati contro Scura, mentre il clima si inaspriva sempre di più e la tensione sfiorava livelli altissimi. Era in corso il consiglio comunale straordinario convocato dal Comune di Trebisacce, aperto a tutti i centri del distretto nonché ai rappresentanti istituzionali del territorio. Il commissario non si è sottratto al confronto in piazza. Ed è arrivato solo. A difendere le sue idee dinanzi a centinaia di persone, ben sapendo che queste non le avrebbero condivise. La rabbia ha preso il sopravvento, mentre il commissario è stato scortato dai carabinieri e fatto allontanare dalla piazza in modo da sottrarlo all’ira della folla. Il tutto mentre volava pure qualche sedia.  Il caso è finito in Parlamento, con una interrogazione del deputato Sebastiano Barbanti (gruppo misto – Alternativa Libera ed ex 5 Stelle) al ministro della salute Beatrice Lorenzin, la quale ha preannunciato controlli e verifiche sul cosiddetto “caso Chidichimo”. Una risposta, quella del ministro, che non soddisfa appieno il deputato: «Sono felice di apprendere che il ministero stia “commissariando” il commissario Scura, ma la gente non può aspettare mesi o anni affinché la burocrazia faccia il suo corso, la gente muore oggi.

Il Ministro concorda con noi per quanto riguarda la destinazione del “Chidichimo” e del fatto che valuterà con attenzione le considerazioni del commissario prima di decidere in merito a un ridimensionamento della struttura, ma l’ospedale di Trebisacce è già stato ridimensionato. In più le disposizioni verso i due assetti principali da tutelare (mobilità passiva e rispetto dei Lea), sono ad oggi gravemente deficitari e non adeguati.

Non si può diminuire la mobilità passiva – afferma Barbanti – incentivando i pazienti a curarsi a Policoro e non si possono rispettare i Lea dipendendo da scelte di programmazione in seno alla Regione Basilicata. Mi sembra chiaro – prosegue Barbanti – che sulla struttura commissariale il ministro forse non ha ben chiaro la gravità della situazione.

Con il deficit che continua a salire, assunzioni di primari insufficiente, criteri di assegnazione dei budget ancora ignoti sul quale, vista la reticenza del commissario, dovrà rispondermi di nuovo a breve, ed una mobilità passiva aumentata che costa ai cittadini calabresi 300 milioni di euro l’anno non vediamo altra soluzione che togliere dal gioco commissariale la Regione Calabria restituendola alle strutture democraticamente elette in modo da attuare un programma di medio lungo periodo».

Sul tavolo, inoltre, anche la richiesta di dimissioni del commissario Scura avanzata da 17 sindaci dell’alto Jonio, mentre è sempre Barbanti a chiedere al ministro “quali azioni intende attuare per rispettare una sentenza del Consiglio di Stato che impone la riapertura, seppur parziale, del “Chichidimo” osteggiata in maniera sistematica dall’ufficio commissariale nonostante la sentenza del supremo organo di giustizia amministrativa». Oggi l’ospedale “Chidichimo” di Trebisacce si presenta così: un Punto di Primo Intervento, PPI (il vecchio pronto soccorso), con un medico e due infermieri ed una ambulanza; la lungodegenza per i post acuti con 20 posti letto assegnati. Gli ambulatori effettuano esami diagnostici, indagini strumentali e visite. E non mancano gli utenti.

Tra gli ambulatori ci sono quelli di cardiologia, chirurgia, ginecologia, endoscopia, dialisi, laboratorio analisi (davvero molto ben tenuto e con una vasta gamma di servizi e prestazioni), radiologia. Tutti servizi essenziali.

Ma che sono stati depotenziati da quando si è iniziato lo smantellamento dell’ospedale. Che, aperto al pubblico nel 1985, resta una struttura di grande rispetto. Cinque piani in totale, di cui uno non utilizzato. Il tutto è iniziato nel luglio del 2009, quando il Nas dei Carabinieri ha posto i sigilli alle sale operatorie. Che avevano tutto, tranne qualche accortezza. Nemmeno il tempo di iniziare i lavori per mettere il tutto a norma, che da lì a poco si sono bloccati. Ci sono ancora le impalcature della ditta edile che stava iniziando i lavori. Il laboratorio di analisi rischia di essere trasformato in centro prelievi. E siamo sui 100 prelievi al giorno solo per esterni. In estate si arriva a più di 250. Ma ci sono esami che non possono essere fatti a distanza. Poi al 5° piano merita una menzione il Centro per la cura delle cefalee, diretto dalla dottoressa Trinchi.

Unico nella Sibaritide, ma mai riconosciuto come dovrebbe essere dalla dirigenza dell’Asp. Adesso la storia dei giorni nostri. Con il commissario Scura che è dovuto scappare dal consiglio comunale aperto in piazza. Scortato dai Carabinieri. Per aver detto che i livelli essenziali di assistenza non devono essere per forza gestiti con un ospedale. Ed aver maldestramente etichettato gli utenti dell’alto Jonio come “quattro gatti”. Uscita, questa molto infelice. Ma i cittadini devono anche capire che la sanità merita una razionalizzazione. Sulla quale magari il Commissario Scura deve rivedere qualcosa. Colpendo soprattutto gli sprechi. E tenendo conto che i cittadini dell’alto Jonio non possono andare fuori Regione per un diritto fondamentale, come quello alla salute.

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2 commenti

  1. Antonio Garangotti

    Questo articolo oltre che essere FALSO è vergognoso!!!! La piazza si scaglia contro Scura perchè ” è bastata una semplice frase”, o perchè questo signore,insieme a tutta la politica regionale di destra e di sinistra prende in giro da anni,offende e mortifica Trebisacce e l’alto jonio con la chiusura del Chidichimo e con il balletto del “lo riapro,non lo riapro”??? Per non parlare che non attua una SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO (LA SUPREMA LEGGE!!) che ne decreta l’IMMEDIATA RIAPERTURA. Siamo qui a fare la guerra tra poveri senza considerare che anche voi di Rossano ultimamente ne siete usciti con le ossa rotte su più fronti (Tribunale,Sanità,Enel) ma ancora non vi siete castigati.Invece di fare fronte comune con le altre realtà dello jonio continuate a comportarvi come la bandiera……poi non vi lamentate se nelle vostre battaglie venite lasciati soli o se la città di Corigliano non aderirà mai ad una vostra richiesta di “fusione”…..con queste prerogative difficilmente lo farà. E’ bastato che il commissario vi promettesse lo spostamento di chirurgìa che subito è diventato il grande Messìa che salverà il mondo da tutti i mali. ONORE al sindaco Mundo e per come si è comportato,il tempo delle chiacchiere credo sia finito!!! P.S. A proposito della vicenda Tribunale,non mi sembra che il sindaco di Rossano (GIUSTAMENTE) abbia fatto tanto, per tenere calmi i cittadini che,inferociti,salirono sulle barricate in difesa del proprio Tribunale.

    • L

      Egr. Sig. Garangotti, la invitiamo a usare toni civili, democratici e – soprattutto – non offensivi della professionalità altrui. Non si elevi a giudice del sapere, può sicuramente esprimere liberamente il suo punto di vista ma nel merito delle questioni. Respingiamo con forza l’espressione da Lei usata «articolo falso e vergognoso», quasi fosse l’uomo dalle verità assolute. Nel rispettare pur non condividendo il resto del Suo commento, cogliamo l’occasione per ribadire che il diritto di critica è sacrosanto ma non deve sconfinare nel linciaggio, nella violazione della reputazione e della onorabilità delle persone e delle professionalità. A tali espressioni volgari ci opporremo fermamente attraverso l’uso degli strumenti consentiti dalla legge.

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