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Trattoria Al Casello nella Guida Slow Food, la ribalta di cui Rossano ha bisogno

di MARTINA FORCINITI
trattoria al caselloRitorno intellettuale alla terra e comunicazione del territorio attraverso l’ottimizzazione degli itinerari enogastronomici. Questi i motivi conduttori lungo cui si è sviluppato l’incisivo e familiare confronto svoltosi questa mattina alla trattoria Al Casello da Giovanni. Che ha ottenuto il più che prestigioso riconoscimento che deriva dall’essere inseriti tra le 153 novità recensite nella 26esima edizione della Guida Slow Food “Osterie d’Italia 2017“. Sei i locali del territorio – tra trattorie e osterie – identificabili e sfogliabili nell’autorevole manuale internazionale, fruito da tutto il mondo.

GUIDA SLOW FOOD VANTO PER LA TRATTORIA AL CASELLO MA ANCOR DI PIU’ PER LA CITTA’

“Certamente un motivo di vanto per la trattoria di Giovanni Villella ma anche e ancor di più per la città di Rossano – ha affermato il sindaco Stefano Mascaro in apertura di conferenza, moderata dal fiduciaro della condotta Slow Food “Sibaritide-Pollino-Arberia” Lenin Montesanto  -. Qui tutto chiude e va al contrario da un po’ di tempo a questa parte. E godere di occasioni di ribalta e visibilità come queste è ciò di cui Rossano e il territorio hanno bisogno. Senza contare che questo settore può diventare la vera arma di sviluppo per i nostri giovani. A cui dobbiamo offrire le migliori occasioni per restare”.
Perché quello prodotto dai campi è certamente un valore aggiunto. Che piace sempre più agli italiani, specie se giovani. Anche e soprattutto in virtù di quella consapevolezza per cui il futuro dell’agricoltura e del turismo si gioca sulla volontà dei giovani meridionali di formarsi per tornare a investire nelle proprie terre.

TRATTORIA AL CASELLO, RITORNO CONCETTUALE ALLA TERRA. MA NON E’ UNA CIRCOSTANZA ESTEMPORANEA

“Per noi giovani interessati al ritorno alla terra – ha dichiarato Adriano Tancredi, presidente provinciale dell’Associazione nazionale dei giovani agricoltori – ci sono certamente gioie ma anche gli immancabili dolori. Molte le difficoltà che incontriamo nell’accesso al credito, nella commercializzazione dei nostri prodotti, nella concorrenza dei paesi emergenti. Per questo abbiamo bisogno di associazioni come Slow Food. Che tutelino le nostre produzioni”.
“Il nostro impegno è quello di amplificare la nostra giovane voce mediterranea – fa eco Elio Perciaccante, presidente del Consiglio europeo dei giovani agricoltori. Soprattutto perché è proprio qui che subiamo la maggiore concorrenza sleale. E ci tocca combattere guerre impari. Ma ci gratifica ed inorgoglisce il fatto che il ritorno alla terra non sia una circostanza estemporanea. Nella misura in cui sono davvero tanti i giovani che decidono di restare in Calabria”.

TRATTORIA AL CASELLO, QUANDO TURISMO FA RIMA CON IDENTITA’

Restare, investire e far fruttare. Mettendo in campo qualità, innovazione e, soprattutto, marketing territoriale collegato all’identità.
“Per essere nella Guida delle Osterie d’Italia non serve essere solo bravi in cucina. Bisogna caratterizzarsi per la promozione di un patrimonio identitario. La personalità dello chef deve avere il suo sfogo, ma le osterie rappresentano innanzitutto un lavoro corale attraverso cui si permette ai turisti di entrare in un territorio. È lo stile di proposta di un’osteria che la caratterizza. Anche nell’ottica di un turismo culturale ed enogastronomico che può rappresentare un momento di esperienza del territorio che va al di là del mero contesto ambientale”.

TRATTORIA AL CASELLO DA GIOVANNI. CHE PROMUOVE IL TURISMO CON I PRODOTTI TIPICI

Perché promuovere l’attività turistica attraverso il cibo non è una capacità scontata. Una sfida che il protagonista della giornata, Giovanni Villella, raccoglie al balzo. Affermando di voler “favorire lo sviluppo turistico proprio attraverso una cucina identitaria. Che trovi il suo momento più alto nell’utilizzo di prodotti tipici e a chilometro zero”. E come ribadisce anche il vicesindaco di Rossano con delega al Turismo Aldo Zagarese, “il circuito enogastronomico è certamente strumentale alla promozione turistica. Attraverso la valorizzazione e l’attrattività dei nostri prodotti tipici. Non è sicuramente semplice investire in questo territorio. Ma quando ci si riesce non ci si può che sentire orgogliosi e appagati”

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