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Trasporto pubblico locale? Alto Jonio in ginocchio

di FRANCO MAURELLA

antonello-ciminelliA proposito di trasporto pubblico locale, da queste parti non c’è di certo da gioire. Il territorio è martoriato da carenze, disservizi e tagli indiscriminati.
Tutto ciò si ripercuote ovviamente sugli abitanti e sulle loro esigenze. Oggi nell’Alto Jonio se non si è automuniti si rischia di imbarcarsi in una sorta di Odissea anche per spostarsi fino a Cosenza e fare rientro a casa. O, addirittura se ci si vuole muovere fra una comunità e l’altra.
L’Alto Jonio negli anni scorsi aveva tentato di alzare la voce e protestare attraverso sindaci, consiglieri provinciali e regionali e, soprattutto, pendolari che utilizzano il trasporto ferroviario come mezzo di locomozione.
Tra le tante manifestazioni messe in campo all’epoca, rammentiamo un viaggio molto partecipato a bordo di una littorina fra Rocca Imperiale e Sibari, proprio per manifestare contro un modo di fare incomprensibile.
Già, perché ormai la linea ferroviaria jonica, con i tagli e le soppressioni di treni storici come il Crotone- Milano o il Reggio Calabria-Bari, è ridotta ad una linea che fa fatica ad imporsi anche per il trasporto merci. Per non parlare dei treni utilizzati dai pendolari, ovvero da quelli che lavorano a Cosenza e dintorni agli studenti che frequentano l’Università ad Arcavacata che, nonostante i 90 chilometri scarsi che separano l’Ateneo dall’Alto Jonio, per carenza di mezzi di trasporto, sono costretti a pagare importi rilevanti per fittare una stanza a Roges o a Castiglione.
E se la ferrovia è diventata ormai una chimera a causa della decisione di Trenitalia di tagliare treni e corse con l’assenso della Regione che però continua a sborsare fior di milioni anche su questo settore, non sta meglio il trasporto su gomma affidato alle aziende di autolinee destinatarie anch’esse di risorse pubbliche a fronte dei chilometri e delle corse dichiarate.
Anche fra i comuni dell’Alto Jonio, vale il discorso presentato per resto dei comuni della Piana e del Basso Jonio: niente mappe, informazioni ai viaggiatori col contagocce e amministrazioni comunali poco o per nulla informate sulla mobilità pubblica, comunque, di competenza sovracomunale. È quanto sostiene Antonello Ciminelli, sindaco di Amendolara. Che evidenzia anche come il servizio sarebbe migliore se solo la Regione coinvolgesse le amministrazioni locali.
Dall’ultima contrattazione sul rimborso regionale alle autolinee che agiscono sul territorio calabrese, poi, è risultato un saldo negativo, ovvero una riduzione dei contributi che le aziende di trasporto extraurbano non hanno digerito, reagendo con i tagli alle linee locali. Per esempio, se prima c’erano due corse da Trebisacce ad Albidona e Alessandria, con i tagli operati, la corsa diventa singola ovvero si scende dai comuni montani e si risale una sola volta al giorno.

A rimetterci, naturalmente, sono i cittadini-utenti, pendolari che non hanno altri mezzi di trasporto se non il pullman. Per non parlare degli studenti che frequentano istituti superiori a Trebisacce i quali, nel corso dell’anno scolastico, continuano a subire aumenti dei biglietti ingiustificati.
Anche se, la vera questione resta, anche qui, capire se le risorse annualmente spese dalla Regione per il trasporto pubblico locale corrispondano ad una effettiva risposta, in termini di servizi, ad un’aggiornata domanda di mobilità locale.
Il punto, il disservizio e forse anche lo spreco sono tutti qui.

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