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Trasparenza, i comuni jonici giocano a nascondino

di MARTINA FORCINITI

amministrazione-trasparenteCon la trasparenza, ai nostri comuni jonici, piace giocare a nascondino. A dispetto di quella “Amministrazione trasparente” che, dal 2013, impegna le pubbliche amministrazioni a rendere accessibili dati e informazioni. I nostri centri urbani non amano farsi pubblicità, insomma. E navigando sul mare del web, si rischia di sbattere il muso contro scogli invalicabili che, nei siti internet comunali, sono stati eretti attorno ad alcune categorie di documenti. C’è chi, come il comune di Amendolara, l’amministrazione trasparente non sa neanche dove stia di casa, se spulciando fra le categorie del sito istituzionale, di questa funzione non c’è neanche l’ombra.
Negli altri, la maggior parte, surfare fra i dati della sezione è inutile. Le categorie sono vuote. Le informazioni, quando ci sono, sono vecchie di anni. Dati su contributi, atti di concessione, incarichi di vertice rimangono sigillati nei cassetti comunali. Insieme alla cultura sulla trasparenza. E alla tutela dei cittadini.Qualcuno si salva? Per esempio, i siti istituzionali di Caloveto e Cerchiara che qualche passo verso l’accessibilità lo hanno mosso, rendendo disponibili le informazioni su beni immobili, incarichi e qualche contratto. Ma solo Rossano saluta la promozione: sul sito c’è quasi tutto, persino gli stipendi dei dirigenti. Navigati e naviganti dei social, i comuni dello Jonio in tema di trasparenza della loro burocrazia (forse il vero anello debole del rapporto cittadini-istituzioni), fanno però di tutto per sfuggire alla verifica pubblica e sul web del proprio operato e dei propri costi. E se i sindaci si impegnassero a essere un po’ più trasparenti invece che troppo presenti?

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