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TRAGEDIA NEL RAGANELLO – 11 i morti. Aggiornamenti in tempo reale

NELLA NOTTE SONO SALITI A 11 I MORTI-I SOCCORSI Sarebbero undici, al momento, le persone morte dopo essere state travolte dall’acqua mentre si trovavano nelle gole del Raganello. Nella notte una delle persone rimaste ferite gravemente è deceduta nell’ospedale di Cosenza in conseguenza di un trauma toracico. Lo ha confermato il capo della Protezione civile della Regione Calabria, Carlo Tansi. Tra le vittime c’è anche una ragazza di 14 anni. Sei le donne morte, cinque gli uomini. Le persone ricoverate sono undici: quelli meno gravi si trovano nell’ospedale di Castrovillari, quelli più gravi (cinque) a Cosenza e uno a Rossano. Cinque i dispersi, ma «la difficoltà ad avere un quadro chiaro di chi manca all’appello – ha specificato Tansi – è dovuta al fatto che gli escursionisti erano in gruppi sparsi
Il tragico bilancio potrebbe però aggravarsi visto l’incerto numero delle persone che si trovavano tra le acque del torrente che sgorga nel Pollino. In molti nel periodo estivo si avventurano in escursioni senza guida ed è per questo che al termine del comitato di coordinamento dei soccorsi è stato diramato il numero verde 800222211 attivato dalla protezione civile al quale telefonare solo nel caso in cui si tema per qualche parente o conoscente che possa essere tra le persone disperse.Ad allertare i vigili del fuoco nel primo pomeriggio è stata una delle persone che è riuscita subito a mettersi in salvo. Comunicare con i soccorsi era la cosa più difficile sia per la copertura di campo sia per le condizioni di piena del fiume. «Siamo impegnati con trenta uomini nelle operazioni di soccorso – spiega il comandante dei vigili del fuoco Massimo Cundari -. Con il nostro nucleo speleo alpino fluviale insieme al soccorso alpino siamo gli unici che possono lavorare in sicurezza». Arriveranno da Taranto e Brindisi altri vigili del fuoco, sommozzatori ed esperti nelle operazioni di questo genere, così come al sorgere del sole farà un altro giro di ricognizione l’elicottero del 115 arrivato da Salerno. Tratti in salvo 4 bambini, ma al momento è difficile fornire indicazioni sulla provenienza delle persone visto che tutte sono sprovviste di documenti.
«Temiamo che il numero delle vittime della tragedia delle Gole del Raganello sia destinato a crescere. Ma si tratta di valutazioni che facciamo sulla base di quello che si è verificato», ha detto il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla. «Stiamo operando – ha aggiunto – in una situazione di emergenza e non possiamo dare numeri o fare ipotesi. Riteniamo però che nell’area ci fossero più persone come accade sovente in questo periodo perché la zona è molto battuta».

ORE 23:59 TRA LE 10VITTIME ANCHE UNA QUATTORDICENNE- Si teme che il bilancio possa aggravarsi. Il procuratore Facciolla: «Riteniamo che nell’area ci fossero più persone come accade sovente in questo periodo». Continuano le ricerche tra le gole del Pollino. Nelle prossime ore arriverà a Civita il ministro dell’ambiente Sergio Costa (fontrCorrieredellacalabria. It)

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ORE 23:13 SALGONO A 10 I MORTI,5 I Dispersi, 23 LE PERSONE SALVATE DAI SOCCORRITORI 

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ORE 22:52 IL CANYON SENZA REGOLE NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO-Sul posto si sono precipitati tutti, gli uomini del soccorso alpino, il sindaco di Civita, Alessandro Tocci, il Presidente del parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, il direttore del Parco, colonnello Giuseppe Melfi. Nelle gole profonde e suggestive del Raganello una forte pioggia torrenziale ha innalzato il livello dell’acqua. L’ondata ha travolto chi si trovava nel canyon. Nelle ore immediatamente successive si contano i morti, si parla di dispersi. C’erano gruppi scesi con le guide, altri avevano preferito il fai da te. Una soluzione, quest’ultima, che ogni anno fa registrare qualche incidente, comporta l’intervento delle squadre di soccorso. Questa estate è diverso: alle 21 si parla di otto morti, 23 salvati e cinque dispersi. Per molte ore non si è saputo quanti fossero i presenti nelle gole, anche perché non si sapeva quante persone fossero entrate nel canyon. L’accesso è libero, non c’è un sistema di autorizzazione, come conferma anche il colonnello Melfi. Quindi non esiste un sistema capace di fornire il numero delle persone presenti, di quelle ancora da cercare. «Sono circa 70 – ha detto intorno alle 20 il capo della Protezione civile della Regione Calabria, Carlo Tansi – le unità impegnate a setacciare a tappeto l’area interessata da questa immane tragedia. La vera incognita è però costituita dal numero dei dispersi di cui al momento non si ha alcuna contezza. Quello che si sa è che le gole sono state saturate dall’acqua piovana caduta copiosamente che hanno scaraventato le persone anche a tre chilometri di distanza».(FonteCorrieredellaCalabria. it) 

 

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ORE 21:26TRAGEDIA RAGANELLO- ORE D’ANGOSCIA :”MAI VISTA L’ACQUA COSÌ ALTA”

CIVITA Il bilancio delle vittime si aggiorna di minuto in minuto. I soccorritori non si sbilanciano e la notte cala tra i monti del Pollino. Il rumore del torrente Raganello non mette pace alle lacrime di chi aspetta con impazienza che i soccorritori diano delle notizie. Facce come sfingi quelle del soccorso alpino calabrese, non da meno quelle dei colleghi vigili del fuoco. «L’acqua così alta non si vede neanche nel mese d’inverno». Gli anziani di Civita sono illuminati dalla luce della torre dei soccorsi. A valle del torrente Raganello familiari delle vittime e dei dispersi si rifugiano. «Mamma ti prego, non piangere, fallo per me», sconforto e consolazione sono indistinguibili. L’ASSEMBRAMENTO A valle del Raganello i soccorritori sono fissi in due punti, non si spostano neanche quando il buio li avvolge. Fanno da picchetto ai corpi che dalle gole vicine al centro di Civita, privi di vita, sono arrivati fino alla vallata. «Sono stati trascinati per più di un chilometro», dicono i residenti che conoscono bene la gola. «Una massa d’acqua che non possiamo nemmeno chiamare bomba», continuano. «È arrivata negli agrumeti, non succedeva neanche in inverno». Nel frattempo i soccorritori, approfittando anche del buio, provvedono a recuperare le prime salme seguendo le disposizioni del procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla.


ORE 20:29 TRAGEDIA RAGANELLO- IL PRESIDENTE DELLA REGIONE MARIO OLIVERIO RIENTRA DALL’ESTERO:”NON CI SONO PAROLE” – Il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, appreso del tragico incidente nelle Gole del Raganello, profondamente addolorato, per la perdita di vite umane nel corso di una escursione che si è trasformata in tragedia, è costantemente in contatto per seguire l’evoluzione delle operazioni con il Prefetto di Cosenza Dott.ssa Galeone, con l’Assessore Regionale Roberto Musmanno, già sul posto, con il dirigente della Protezione Civile Carlo Tansi, prontamente attivatosi, con il Generale Mariggiò, Commissario di Calabria Verde, che ha messo a disposizione mezzi e strutture e con Luca Franzese del Soccorso Alpino, tutti direttamente impegnati nelle operazioni di soccorso .

“Non ci sono parole.” – ha dichiarato il Presidente Oliverio – “E’ una sciagura immane che lascia sconvolti. Una occasione per trascorrere in compagnia una giornata lieta che si è trasformata in una così grave tragedia, lascia ancor di più attoniti.”

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ORE 20:16 CASTROVILLARI – TANSI, DIRETTORE PROTEZIONE CIVILE: “I CORPI FORSE TRASCINATI VERSO IL MARE” –  «Dobbiamo capire quante persone siano state travolte da questa ondata di piena». Lo scenario descritto da Carlo TansiSkyTg24 non è rassicurante. Non può esserlo, perché il direttore della Protezione civile regionale sa che non esiste una contabilità degli escursionisti che si trovavano sul percorso al momento della tragedia. Tecnicamente si parla di un’ondata di piena istantanea, partita dalla parte alta della montagna a causa delle piogge che avrebbero ingrossato il torrente. I residenti hanno sentito un boato, poi acqua e detriti hanno travolto tutto, arrivando a valle: il resto lo ha fatto la morfologia del fiume. «Una fenditura – spiega Tansi – riempita da quella scarica di acqua che ha travolto tutto. I corpi potrebbero anche essere stati trascinati a valle, verso il mare».
È uno scenario tremendo, alimentato dall’incertezza sul numero di eventuali dispersi. 
Il problema è dato dal fatto che non è certo il numero delle persone che si trovavano nelle gole del Raganello un’area naturale protetta istituita meta di decine e decine di turisti quotidianamente che vi vanno a fare escursioni o rafting sul torrente. Sul posto stanno operando Vigili del fuoco, Soccorso alpino, carabinieri e Protezione civile regionale ma nessuno si sbilancia sul numero degli eventuali dispersi. Al momento, secondo quanto si è appreso, le persone individuate e recuperate dai soccorritori sono 12, tra cui un bambino portato in salvo dall’elicottero dei Vigili del fuoco e trasferito nell’ospedale di Cosenza per ipotermia.
La Protezione civile sta inviando delle torri faro nelle Gole. Serviranno a illuminare la zona durante la notte per proseguire le ricerche di eventuali dispersi e dei corpi delle vittime della tragedia. (fonteCorrieredellaCalabria.it)

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ORE 20 – L’incidente si è verificato a Civita, nei pressi del Ponte del Diavolo. Il bilancio si è aggravato nel corso delle ore: c’è anche un bambino in ipotermia. Incertezza sul numero dei dispersi: soccorritori al lavoro nel Pollino per capire quanti fossero i gruppi di escursionisti lungo il percorso. (fonteCorrieredellaCalabria.it)

Di seguito il video dei soccoritori a lavoro (fonte L’Altrocorriere.it)

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