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Torre Sant’Angelo, rudere nel degrado

Torre Sant’Angelo, rudere in totale degrado e forse a rischio crollo. E’ posizionato nel cuore del Lido Sant’Angelo, alle spalle della nota Torre Stellata, area invasa dal fango nel 2015, all’indomani dell’alluvione che colpì numerose famiglie, tra l’altro mai risarcite. Poco distante dalla zona, il famoso depuratore che emana a determinate ore del giorno l’olezzo stomachevole di sempre. Lido Sant’Angelo è la zona “in” per eccellenza, dovrebbe rappresentare il biglietto da visita della città. Non a caso gli operatori turistici gestori di stabilimenti balneari versano fior fior di quattrini alle casse comunali e regionali per pagare il canone di concessione. Che nel tratto da Momena a Galderati raddoppia per la classificazione attribuita che è di tipo A.

TORRE SANT’ANGELO, RESIDENTI SUL PIEDE DI GUERRA

Tale classificazione è riconosciuta a zone che hanno la bandierina blu quindi con un turismo di élite. Non sono di certo quelle aree dove insistono depuratori comunali o canali di scolo abusivi. Nei pressi della Torre Stellata sono sorti locali di ristorazione e di intrattenimento. Il rudere, di proprietà di un privato, è tenuto nel più totale degrado. Ospita rettili, ratti, animali di ogni genere e specie. I residenti sono sul piede di guerra. Hanno dato mandato a un legale al fine di redigere e inviare una nota di diffida agli enti preposti (Comune e Asp) affinché possa essere ripristinato lo stato dei luoghi in chiave di rispetto dei criteri igienico-sanitari previsti dalla legge. Successivamente, qualora tutto dovesse rimanere invariato, si produrrà un esposto/denuncia da inviare alla Procura della Repubblica del Tribunale di Castrovillari.

Qualche turista che ha acquistato casa in quella zona ha messo l’abitazione in vendita. «Vivo a Torino- afferma- vengo a Rossano nei periodi estivi. Paghiamo le tasse ma i servizi sono inesistenti. Più volte ho segnalato la pulizia di un’area privata piena di erbacce, ma il problema rimane irrisolto. Così come ho chiesto un intervento per la realizzazione di un tombino necessario al convoglio delle acque bianche. Solo parole, promesse, ma poi non si fa nulla. Ancor peggio per la richiesta di risarcimento dei danni derivanti dal nubifragio del 2015. Nessuno si assume le responsabilità». Altri residenti, invece, costretti a lottare con le vipere che assediano la zona.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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