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Toghe in fuga, soppressione Tribunale Rossano: è un disastro

di MATTEO LAURIA

tribunale-di-rossanoLa fuga di toghe dalla loro professione e dal territorio per l’insegnamento è la conferma, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che la chiusura del Tribunale di Rossano è stato un provvedimento insulso, privo di senso e di motivazione. E’ inutile riprendere, anche in questa sede, tutti i disagi che tale soppressione ha prodotto alle persone, ai lavoratori, all’indotto, alla città, al territorio nella sua complessità. Quel che lascia perplessi è la sfacciata indifferenza degli organi dello Stato di fronte al dramma di intere famiglie costrette a modificare le abitudini di vita. E in qualche caso si è consumata finanche la tragedia. S’abbassano serrande, quel che resta del commercio soffre un abbattimento dei costi di circa l’80%, lo sperpero di denaro pubblico dietro la realizzazione di un parcheggio in via di costruzione ( fondi Pisu) per un importo di oltre 1 milione di euro con oltre 200 posti auto. Una città in ginocchio. E un’economia che si regge a stento grazie a quei pochi privati. A cascata nel mirino dello Stato vi saranno: la sede Inps, l’ufficio delle entrate, le forze dell’ordine. Anni e anni di duro lavoro per ottenere prestazioni e servizi, per poi vedersi togliere tutto in un sol colpo. E’ dura assistere ad alcune scene: avvocati alle soglie dei 50anni che lasciano le nostre comunità con la valigia in mano destinazione “Nord”. Senza voler aprire il fronte della distinzione tra classi sociali, ora a quella operaia si aggiunge quella dei liberi professionisti. Studi anche affermati, chiusi dopo anni di sacrificio, di dedizione e di duro lavoro. E pensare che intere famiglie investono sui propri figli perché gli stessi si dotino di un titolo di laurea, per poi assistere inermi a questi risultati. Appartamenti invenduti o sfitti, la desertificazione inizia a toccarsi con mano. Una vicenda che avrebbe richiesto reazioni a catena. E invece “l’indifferenza/negligenza/omertà” ha colpito non solo Roma e la deputazione parlamentare calabrese, ma anche i “nostri”. Al “bla bla bla” dei sindaci che si dilettano in dichiarazioni estemporanee mentre invece avrebbero dovuto indossare la fascia tricolore dimettendosi contestualmente o dare avvio ad azioni eclatanti, si è unito il totale silenzio strategico di certa deputazione parlamentare, anche regionale. E’ chiaro che a Roma il messaggio arriva debole perché mal si comprende che dietro la chiusura non solo c’è un indotto morente, ma ci sono anche i loschi affari da tutelare. Non a caso il ministro della giustizia si guarda bene dal rispondere alla richiesta del Sen. Buemi di istituire una commissione d’inchiesta. Siamo sempre stati dell’avviso che in Calabria non avrebbero dovuto toccare nessun tribunale proprio perché zona ritenuta ad alto rischio.

L’amarezza ci induce a una ulteriore constatazione: la nostra classe dirigente non è brava neanche nella diplomazia, oltre che nella protesta. L’insussistenza delle strategie è politicamente trasversale. Un dato esemplificativo: con l’on. Santelli (Fi), ritenuta capace di adoperarsi per il mantenimento in vita del tribunale di Paola, dimostrando di fatto un alto potere contrattuale, anziché indurla perché prendesse a cuore la vertenza dell’ex presidio giudiziario di Rossano si è dato vita alla strada dello scontro.

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3 commenti

  1. Luigi Stefano Graziano

    e aggiungo se qualcuno ancora non sa’…che nonostante che il tribunale e chiuso….ha sempre uno spreco di denaro……

    • Visciglia Donatella

      ci sono ancora luci accese?? A parte il resto…..questo e’ stato un grave errore non puoi togliere la giustizia,,,,tutti abbiamo bisogno,,anche per una cosa banale,,,,hai tolto la giustizia?? Sarai giustiziato dal popolo………..

  2. Visciglia Donatella

    ci vogliono gli attributi di andare a prendere chi ti porta a roma cosi il messaggio sara’ piu forte

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