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Tirocinanti Comuni, a lavoro per trovare una soluzione alla vertenza lavorativa

I precari hanno incontrato il presidente della Provincia, Franco Iacucci: «La loro situazione per me rappresenta una priorità»

iacucci

Questa mattina una delegazione di tirocinanti, in servizio presso diversi Enti locali della Provincia di Cosenza, accompagnati da Ferdinando Gentile dell’Unione Sindacale di Base-Confederazione Cosenza, è stata ricevuta dal presidente della Provincia Franco Iacucci. Al tavolo anche il sindaco di Casali del Manco Nuccio Martire e il consigliere provinciale delegato Carmelo Rota.

I tirocinanti dopo anni di precarietà chiedono maggiori tutele, una migliore e puntuale retribuzione e la tanto agognata stabilizzazione.

«Sono vicino a questi lavoratori e so che svolgono un lavoro di supporto fondamentale all’interno degli enti locali. In questi anni – afferma il presidente Franco Iacucci – hanno svolto servizi essenziali e sopperito anche alla carenza di personale. Dispiace constatare che in questo Paese siano stati fatti dei passi indietro nell’ambito della tutela dei diritti fondamentali aumentando anche la flessibilità e precarietà d’ingresso nel mondo del lavoro».

In quanto presidente della Provincia ha dato la sua disponibilità ad aprire una interlocuzione con i sindaci interessati dalla vicenda per fare in modo che si affronti la questione tutti insieme. «Nei prossimi giorni – ha precisato Iacucci – sentirò gli assessori regionali Fausto Orsomarso e Gianluca Gallo per capire qual è l’orientamento e l’impegno della Regione, e i responsabili delle altre organizzazioni sindacali».

«Una risorsa concreta – sottolinea Franco Iacucci – potrebbe arrivare dai finanziamenti europei per il sostegno al lavoro e per l’uscita dalla crisi economica del Coronavirus. Ecco perché serve programmare, avere un Piano per il lavoro dalla Regione.  Non basta coinvolgere i sindaci, ma compatti e insieme ai lavoratori, a tutte le organizzazioni sindacali e alle altre istituzioni interessate potremmo lavorare per arrivare tutti allo stesso obiettivo, dando dignità ai circa 7mila tirocinanti calabresi e ai tanti lavoratori precari della nostra regione».


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