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Tetro (Circoli ambiente): a rischio fondi per il dissesto

tetroIl presidente regionale Circoli dell’Ambiente e della Cultura rurale, Francesco Tetro, interviene sul dibattito regionale relativo all’ambiente. Sottolineando la fragilità, in particolare, di due punti cardine. Da una parte la lotta al dissesto idrogeologico e la depurazione. Che non significa soltanto la chiusura di un ciclo idrico come sarebbe normale in un Paese civile. Ma ha risvolti ed impatti anche sui servizi generali offerti e, naturalmente, sul turismo. Abbiamo un problema. Anzi due. Grandi e concreti. E prima cominciamo a lavorarci, meglio sarà per tutti. Come ha giustamente detto il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione c’è il serio rischio che la Regione perda i fondi per il dissesto idrogeologico. O che gliene vengano assegnati meno di quelli che in realtà sarebbero necessari. Insomma potremmo ritrovarci a dover curare con un’aspirina quello che altrove viene curato con il cortisone. In sostanza, potremmo dover rimettere in sesto una frana o in sicurezza un versante di una scogliera con le risorse che bastano a malapena per una buca stradale.

TETRO: PIANO DI ASSESTO FERMO AL 2001

Eppure, il dissesto idrogeologico è un’emergenza per la Calabria. Vogliamo ricordare la montagna che ‘camminava’ a Maierato? Oppure quello che è successo qui a Castrovillari, al santuario della Madonna del Castello? Si rimane inermi a guardare e perdere fondi che per noi sarebbero essenziali. Ma soprattutto fondi messi a disposizione proprio per ‘curare’ il territorio malato. I dati in mano alla Regione sono vecchi di almeno 10 anni. Non solo. Il Piano di assesto idrogeologico, a sentire Guccione, sarebbe ancora più vecchio. Sarebbe fermo al 2001. E, come se questo non fosse sufficiente, nessuno dei nostri rappresentati regionali sembrerebbe aver preso parte alla Conferenza Stato-Regioni del 29 settembre scorso. Sede nella quale sono stati distribuite le risorse destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico. Insomma, sembra sia mancata per ora, oltre alla strategia e alla pianificazione, anche la volontà.

DEPURAZIONE, OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA

Lo stesso discorso, più meno, di lassismo vale per la depurazione. Oltre al danno, quello ambientale e quello turistico, anche la beffa. Perché il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha già bacchettato tutti gli agglomerati che rientrano sotto l’ombrello dell’infrazione Ue. cosa che riguarda tanti luoghi del nostro Paese. Ma come non distinguerci in Calabria, dove i casi sono davvero tanti. Galletti quegli agglomerati urbani li ha anche commissariati, e poi li ha invitati ad attivarsi. Però, nella nostra Regione ci sono anche casi di depuratori e impianti per le acque reflue pronti e mai usati. sequestrati, o mal funzionanti. E intanto anche il turismo ne paga le conseguenze.

Aieta ha chiesto un incontro urgente ad Oliverio. Mettendo sul tavolo il dipartimento Ambiente e territorio. E in particolare quello del settore ‘danno ambientale’ che dispone di soli 7 dipendenti, inclusi 2 tecnici. Li’, in quel dipartimento, sarebbero ferme, secondo Aieta, ”migliaia di pratiche per mancanza di personale”. Per Aieta bisogna sostenere ”la lungimiranza” del governatore nell’opera di ”cambiamento della macchina burocratica”. Perché ‘propedeutica’ alla rinascita della Calabria. D’accordo anche sull’idea che lungo questo percorso sia necessario ”snellire” la burocrazia. ”Riorganizzare il personale, modernizzare e rafforzare la macchina amministrativa”. Eppure, in verità, penso a un Piano per la Regione, un Piano di riqualificazione e di riposizionamento, prima ancora che di sviluppo. Guardando da un lato alle opportunità offerte dall’agricoltura e dall’altro a quelle ‘nascoste’ nel turismo.

TANTE LE POSSIBILITA’ PER OTTENERE IL GIUSTO RISCATTO

Per l’agricoltura per esempio penso a una crescita esponenziale dell’ortofrutta. Con la creazione di grandi cooperative capaci di essere estremamente flessibili rispetto alla distribuzione. Con l’obiettivo di aggredire fette di mercato sia nazionale che internazionale. Poi, il turismo. Questa terra è una ‘gemma’ che dobbiamo imparare a far brillare. Quello che serve, in questo caso, è una strategia di promozione e incentivazione dell’offerta. Che non può prescindere da alcuni capisaldi come la formazione, l’accoglienza e i beni culturali. E sul punto come non ricordare la questione delle acque di balneazione, già citata in precedenza con il ‘problema’ depurazione.

Tante le possibilità per provare la strada del riscatto – continua Tetro -. Per trasformare una ‘crisi’ in opportunità. Per esempio il ‘riuso’ delle acque reflue (i fanghi di scarto da ‘reinvestire’ in agricoltura, e innescare possibili ‘sinergie’). Le buone pratiche da replicare, in questo campo, non mancano. Tipo il progetto Geolana in Sardegna (cioè come trasformare la pura lana vergine delle pecore sarde in mini-depuratori e strumenti per l’assorbimento dell’inquinamento marittimo delle zone costiere e la biodegradazione di idrocarburi).Sono certo che il governatore Oliverio stia pensando a tutto questo o a qualcosa di simile, qualcosa che possa portare ad una vera una ‘rinascita’ per la Calabria e per i suoi abitanti. Spero che questo avvenga nel più breve tempo possibile e con la più ampia condivisione e trasparenza.

Come presidente regionale dei Circoli dell’Ambiente sono a disposizione per contribuire, qualora fosse richiesto (e mi auguro che lo sia), a questo percorso. Perché al di là delle posizioni politiche, questi temi, e prima ancora questa Regione, stanno a cuore ad entrambe. Ne sono certo.

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