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Terzo megalotto, Mazzia: «Ora deve partire la formazione per i lavoratori del territorio»

È irritata la sindaca di Roseto Capo Spulico che registra e denuncia il lassismo di sindacati e associazioni di categoria

 

L’apertura ufficiale dei cantieri del terzo megalotto della statale 106 è un segnale importante, che questo territorio attendeva da tanto, troppo tempo. «Le importanti ricadute economiche ed occupazionali che questa grande opera porterà per i prossimi anni devono essere capitalizzate al meglio e non ci si può più permettere di aspettare». Ad affermarlo è il sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia che oggi può portare in porto uno dei progetti sui quali la sua amministrazione sta lavorando da tempo: «nuovi corsi professionalizzanti per i lavoratori che potrebbero entrare a far parte dell’indotto di questo grande cantiere».

«Nonostante, però, – lamenta la sindaca della cittadina dell’alto Jonio – le innumerevoli missive inviate negli anni nelle quali si comunicava non solo la necessità di essere pronti per l’inizio dei lavori di questo grande cantiere, ma anche la disponibilità di questo Ente a voler realizzare corsi di professione specializzati per le maestranze mettendo a disposizione risorse finanziarie e aule accreditate per lo svolgimento degli stessi, ad oggi il silenzio che accompagna queste richieste è diventato assordante».

«Roseto, i suoi cittadini ed i lavoratori del territorio hanno bisogno di risposte», ribadisce con forza il Sindaco di Roseto Capo Spulico.

«E’ inaccettabile che ci sia questo silenzio di fronte alle tante richieste fatte finora. Le comunicazioni precedentemente inviate alla CPT Scuola Edile – Ente Paritetico Territoriale per la Formazione e la Sicurezza della Provincia di Cosenza, alla Cassa Edile Cosentina, alla Fillea CGIL, Filca CISL, Feneal UIL, a Confindustria, ad Ance Cosenza e a Edilcassa Calabria sono tutte inspiegabilmente cadute nel dimenticatoio. Il momento storico che questo territorio si appresta a vivere deve trovarci pronti e coesi. La Calabria – conclude – e i suoi lavoratori non possono più attendere».


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