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Il Terzo Megalotto della 106 non basta: al Nord l’85% dei soldi pubblici

I dati diffusi da Ance-Sbloccacantieri confermano il malcostume tutto italiano di relegare il Sud a vera e propria comparsa a favore delle regioni più fortunate

 

Nel pomeriggio di martedì la Sibaritide e il Nord-est della Calabria hanno salutato l’avvio dei lavori per il Terzo Megalotto della 106. Una vera e propria svolta, un’opera attesa da anni che potrebbe migliorare, e non poco, la viabilità di questo lembo di meridione.

Lo Stato centrale, quindi, si sta ricordando del Sud? No, è bene non farsi troppo illusioni. Il dato – che non è per nulla nuovo – evidenzia quanto sia ancora palese la discrepanza tra le due identità geografiche del Bel Paese. Infatti, secondo i dati diffusi da Ance-Sbloccacantieri e ripresi dal Movimento 24 Agosto – Equità Territoriale, dei 33.2 miliardi di euro finanziati per le Grandi Opere, solo una risibile percentuale andrà al Sud.

L’85% dei soldi pubblici si spendono al Nord e il 90% del lavoro generato da opere pubbliche si crea sempre lì. Al settentrione vanno ben 29.5 miliardi di euro con un indotto lavorativo che sfonda quota 450.000 unità, mentre il sud si deve accontentare di 3.1 miliardi e 47.525 posti di lavoro. Bene il Terzo Megalotto, ma ciò non toglie l’umiliazione di vivere in una Nazione con cittadini di serie A e di serie B.


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