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È una telenovela infinita: Gaudio rinuncia al ruolo di Commissario

All’ex rettore della Sapienza non è andato giù il trattamento ricevuto dopo la sua ufficializzazione da parte Governo

Eugenio Gaudio ha rinunciato al ruolo di Commissario alla Sanità per la Regione Calabria. La notizia è stata confermata poco fa dal TGR Calabria. Gaudio, dopo gli attacchi ricevuti nella serata di lunedì, subito dopo la scelta del Consiglio dei ministri, sarebbe stato descritto come «seccatissimo» per il trattamento ricevuto.

«Mi auguro non sia così, non ne ho avuto conferma da parte del Governo. Sto aspettando che Gaudio mi chiami per lavorare insieme. Se così non fosse mi auguro che il Governo ne prenda atto della proposta che da tempo ho avanzato e cioè di lavorare insieme e decidere insieme una gestione unitaria della sanità che sia condivisa per almeno 6 o 12 mesi». Questo il commento del governatore reggente Nino Spirlì. «La politica – continua Spirlì – ha capito che è necessario cambiare linguaggi, i commissari hanno portato ad un degrado tale che è imbarazzante. Se la vecchia politica aveva sbagliato, la gestione commissariale non ne ha azzeccato una».

Continua, dunque, il caos intorno alla sanità calabrese. Dopo le dimissioni del generale Saverio Cotticelli e quelle del successore designato Giuseppe Zuccatelli – travolto dalle polemiche per le sue frasi “negazioniste” sulle mascherine – sembra dunque tramontare anche la soluzione rappresentata dall’accademico di origini cosentine. Mentre Gino Strada, che fonti di Palazzo Chigi davano come consulente esterno per l’emergenza Covid, ha fatto sapere lunedì sera di non aver ricevuto alcuna proposta ufficiale da parte del governo Conte, pur offrendo la propria disponibilità a collaborare per intervenire nell’emergenza calabrese. Che – i fatti degli ultimi giorni ne sono la prova – non è soltanto sanitaria.


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