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Tassa di soggiorno, A Rossano è un «balzello inutile che grava sugli operatori»

Milena Marino, imprenditrice turistica, titolare dell'Acquapark "Odissea 2000"

Milena Marino, imprenditrice turistica, titolare dell’Acquapark “Odissea 2000”

ROSSANO – Sembrerebbe che se Atene piange Sparta non ride, anche in tema di tassa di soggiorno, l’Area urbana Corigliano Rossano ha trovato unità d’intenti. Anche il centro ausonico ha la sua brava tassa, con il turista costretto a pagare un balzello sol per aver raggiunto coraggiosamente queste latitudini, percorrendo la Salerno Reggio, ovvero la E90, oppure atterrando a Lamezia o Crotone. “La tassa non trova consenso fra gli operatori turistici – esordisce Milena Marino – imprenditrice turistica, non tanto per il suo peso: a Rossano incide per 1,50 euro in una struttura a 4 stelle fino ai 50 centesimi di un B&B, sempre per un periodo delimitato, con alcuni esoneri sia temporali che per soggetti specifici. L’imposta di soggiorno – prosegue la Marino – applicata a Rossano, si è trasformata in un’ulteriore tassazione a carico dei singoli operatori turistici già oberati da una pressione fiscale che supera di gran lunga quella presente nei paesi che possono considerarsi nostri concorrenti”.
“Il mantenimento delle presenze turistiche, poiché purtroppo nel momento di forte crisi economica che stiamo vivendo, non si può certo sperare in un incremento, passa necessariamente, in un territorio come il nostro che manca totalmente di infrastrutture, attraverso la competitività economica.”
“Gli svantaggi ai quali dobbiamo sopperire per spingere i turisti a preferire Rossano, – spiega ancora la rappresentante della Edilmar – sono innumerevoli, l’offerta deve essere concorrenziale e la battaglia si combatte oggi su differenze di pochi euro. Sarebbe stato inoltre opportuno, quantomeno, tenere conto delle stagionalità, il Comune di Rossano ha escluso la tassa di soggiorno nei periodi da 10 gennaio al 15 marzo e dal primo ottobre al 15 dicembre, ma ogni operatore turistico sa benissimo che in quei periodi le presenze turistiche sono praticamente nulle, a Rossano anche i mesi di giugno, luglio e settembre sono considerati di bassa stagione. Perché allora – conclude – parlare di politica di destagionalizzazione se poi si equipara giugno ad agosto?”

l. l.

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