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Il Tar accoglie il ricorso del Consiglio dei Ministri contro l’ordinanza Santelli, le reazioni politiche

Dal copogruppo del PD in consiglio Bevacqua al commissario regionale Graziano, passando per Pippo Callipo tutti i commenti a caldo sulla vittoria del ricorso da parte del Governo contro l’ordinanza regionale 

tarPrevedibilmente, sono numerose le esternazioni istituzionali e politiche alla “bocciatura” inflitta dal Tar di Catanzaro all’ordinanza regionale emanata giorni fa dal Presidente Jole Santelli che riapriva al pubblico bar, ristoranti e simili purché effettuassero servizio all’aperto o d’asporto. “L’arroganza istituzionale non paga – dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua -. Che aggiunge: “La sentenza del TAR testimonia quanto da noi più volte sostenuto, e cioè che la violazione dei principi di legalità sta diventando una costante, un modus operandi continuo di questa Giunta regionale. Il giudice amministrativo ha messo termine oggi a uno scontro insensato avviato, con la sua ordinanza, dalla Presidente Santelli che si è mossa in maniera irragionevole, senza la necessaria responsabilità verso le comunità amministrate. Quelle stesse comunità che, sicuramente, saranno pronte a ripartire il prossimo 18 maggio in piena sicurezza e seguendo le linee guida che saranno emanate dal Governo nazionale.

Non si trattava, come si voleva far passare, di discutere su “quattro bar e tavolini”: si tratta, come ben si legge nella sentenza del TAR, dell’unità del nostro ordinamento giuridico, insieme alla salute dei lavoratori e dei cittadini. Ciò che maggiormente mi rammarica, però, è che l’applicazione di questa sentenza (che, peraltro, poteva forse arrivare più rapidamente), finirà per danneggiare proprio quei lavoratori che, a fatica, stavano cercando di riorganizzarsi e rimettere in moto le loro attività. La presidente Santelli non si è minimamente curata dei danni che poteva andare a creare e ha perseverato in nome di una malintesa e sterile visibilità mediatica”.​

CALLIPO: ORA BASTA SPOT SULLA PELLE DEI CALABRESI

Una delle prime reazioni politiche alla pronuncia del Tar è stata quella di Pippo Callipo, capogruppo in consiglio regionale di Io resto in Calabria. «Non ha vinto nessuno e soprattutto ha perso la Calabria. Con la pronuncia del Tar sull’ordinanza della Regione n. 37 del 29 aprile la giustizia amministrativa conferma ciò che già nell’immediatezza suggeriva il semplice buon senso». È quanto dichiara Pippo Callipo, capogruppo di “Io resto in Calabria” in Consiglio regionale, commentando la pronuncia del Tar che ha accolto il ricorso del Governo sull’ordinanza che prevedeva la riapertura di bar e ristoranti con tavoli all’aperto. «Il provvedimento – prosegue Callipo – ha fatto guadagnare la ribalta mediatica alla presidente Jole Santelli ma ha suscitato la contrarietà dei medici calabresi. Inoltre non è servito a un pur minimo rilancio della nostra economia e non ha dato neanche un segnale di speranza. Solo caos e propaganda sulla pelle dei calabresi. La prima risposta, d’altronde, l’hanno data gli stessi esercenti che per la stragrande maggioranza hanno deciso di attenersi alle regole stabilite dal governo.

Evidentemente non era possibile riaprire dalla sera alla mattina senza avere indicazioni chiare né assistenza in materia di precauzioni igieniche e sanitarie. Avevamo fatto notare sin da subito quanto il provvedimento fosse irresponsabile, incoerente e intempestivo, purtroppo siamo stati facili profeti. La Calabria – conclude Callipo – è stata piegata a un gioco politico deciso a Roma e ha perso solo di credibilità. Non se ne sentiva proprio il bisogno. Da adesso, con il massimo senso di responsabilità, è bene che si facciano meno ordinanze spot e che ci siano più confronto e tempestività nell’aiutare concretamente i calabresi a rialzarsi».

“C’è voluta una sentenza del Tar per difendere pienamente la salute dei calabresi dal governo regionale”. Così il commissario regionale del Partito democratico Stefano Graziano commenta la decisione del Tar. “Adesso che la giustizia si è espressa chiediamo alla Santelli chi si assumerà la responsabilità se nei prossimi giorni l’Inail dovesse segnalare che qualcuno ha contratto il virus nel corso dell’orario di lavoro, cosa che ovviamente ci auguriamo non accada. Dal 18, valutate le due settimane di fase due, si potrà aprire in sicurezza e con regole certe”.

“BOCCIATURA SU TUTTA LA LINEA”

Com’era ampiamente prevedibile, questa mattina la scure del Tar della Calabria si è abbattuta sull’ordinanza regionale della governatrice Jole Santelli, e il provvedimento è stato annullato nella parte che riguardava l’apertura di bar e ristoranti. Così il deputato Francesco Forciniti del M5S.

Senza entrare troppo nel merito delle motivazioni tecniche che hanno portato all’annullamento della tanto discussa ordinanza, c’è un passaggio molto importante della sentenza che merita di essere attenzionato, che fa riferimento al principio di prevenzione. Il Tar sostiene infatti che, di fronte ad un rischio sanitario potenzialmente elevato derivante dal coronavirus, “ogni iniziativa volta a modificare le misure di contrasto all’epidemia non può che essere frutto di un’istruttoria articolata, che nel caso di specie non sussiste”. Ciò tenuto anche conto del livello di efficienza del sistema sanitario regionale. In questa seconda fase, insomma, le misure devono essere “rimosse gradualmente, in modo che si possa misurare, di volta in volta, la curvatura assunta dall’epidemia in conseguenza delle variazioni nella misura delle interazioni sociali”.

Dunque, si tratta di una bocciatura su tutta la linea dell’irresponsabile atteggiamento di chi ha pensato bene di autorizzare la riapertura di bar e ristoranti così, dalla sera alla mattina, ignorando totalmente il contesto, senza la minima istruttoria, senza un’adeguata valutazione, senza l’elaborazione di protocolli di sicurezza adeguati.

Chi agisce così non fa il bene della categoria del settore bar/ristoranti, e rischia di causare danni ancora maggiori. Proprio per questo c’è un lavoro costante che sta impegnando il governo e le autorità sanitarie alla definizione di protocolli sanitari, e che porterà ad aperture ragionate e il più possibile sicure a partire dal 18 maggio. Questa è la differenza tra chi lavora per proteggere i cittadini e l’economia, e chi invece crede che essere presidente di Regione significhi giocare a fare propaganda.

Quando si agisce dimenticando la responsabilità derivante dal proprio ruolo istituzionale, e si pensa al contrario a strumentalizzare baristi e ristoratori, mandandoli allo sbaraglio dall’oggi al domani con il solo fine di portare avanti un’assurda guerra politica contro il governo centrale, le cose non possono finire così: con un’ingloriosa figuraccia.


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