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Tar del Lazio sospende decreto su Imu terreni agricoli, Graziano: “Risultato che riaccende speranza”

GRAZIANO2Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto sull’Imu dei terreni agricoli, accogliendo il ricorso presentato dall’Anci di quattro regioni: Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto. L’udienza collegiale chiamata a confermare la sospensiva è fissata per il 21 gennaio: cinque giorni prima della scadenza dei pagamenti, fissata per il 26 gennaio. Una sentenza che conferma le motivazioni di una battaglia giusta che in Calabria mi ha visto tra i primi fautori. L’abolizione di questa imposta è l’unica via possibile per evitare di mettere in ginocchio le imprese agricole, soprattutto quelle calabresi che da anni soffrono gli effetti di una crisi epocale. Il Governo centrale faccia ammenda, trovi davvero il coraggio di cambiare e ritorni sui suoi passi, iniziando ad avere maggiore lucidità nell’affrontatre i problemi e i disagi della gente. Purtroppo, la Regione Calabria ha perso una buona occasione per assumere una posizione istituzionale, decisa e forte, a sostegno del mondo agricolo contro un provvedimento fiscale ingiusto.
È questo il commento del Consigliere regionale della Casa delle Libertà, Giuseppe Graziano, ritornando sulla questione relativa all’applicazione dell’Imu sui terreni “ex montani”, introdotta con l’attuazione del decreto interministeriale 66/2014, e che oggi sembra essere giunta ad una svolta, si auspica positiva, per migliaia di produttori, agricoltori e coltivatori diretti.
Con la sospensiva imposta dal Tar del Lazio – dichiara Graziano – si raggiunge un primo, importante risultato. Ma per ritenerci pienamente soddisfatti per una battaglia vinta, attendiamo la pronuncia dell’udienza collegiale. L’Imu sui terreni agricoli ex montani è una vigliaccata verso i tanti produttori che quotidianamente si ritrovano ad affrontare ingenti problemi economici per essere competitivi sui mercati. Non a caso – ricorda il Consigliere regionale della Cdl – proprio il Tribunale amministrativo si è espresso rimarcando che tale imposta, ingiusta, potrebbe determinare un eccezionale e grave pregiudizio per l’assoluta incertezza dei criteri applicativi. Insomma, un provvedimento economico iniquo, palese a tutti, tranne che ai legislatori. Sembra una burla, ma è tutto vero! Il balzello dell’Imu sui terreni ex montani non è altro che una chiara violazione delle norme poste a tutela del contribuente. Ogni imprenditore agricolo, infatti, ha il diritto-dovere di programmare la propria attività e di pagare le tasse. Ma se queste – sottolinea Graziano – sono rapportate ai reali introiti e, soprattutto, non vanno a penalizzare e danneggiare ulteriormente i bilanci delle aziende flagellati dalla crisi. E invece il Governo centrale, pur di far quadrare alla meno peggio i suoi conti, inventa di giorno in giorno tasse e tributi impensabili in un sistema economico che ha necessità di ripartire per rilanciare le proprie aspettative future. Il Tar, dunque, con la sospensiva riaccende una speranza, ma che potrebbe rivelarsi una beffa terrificante se il prossimo 21 gennaio, appena cinque giorni prima dalla scadenza della proroga sul pagamento, non venisse ratificata. Da qui – conclude il consigliere Giuseppe Graziano -, in linea con il principio di un’opposizione positiva e propositiva, rilancio il mio appello al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, affinché assuma una posizione decisa sulla questione, che interessa il comparto più importante dell’economia calabrese, e faccia pressione sul Governo Renzi per ottenere l’abrogazione dell’imposta municipale unica sui terreni ex montani.

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