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Sviluppo delle tecnologie digitali una diabolica trappola

margherita-corriereAlla luce dei terribili fatti di cronaca consumatisi recentemente a causa delle potenzialità e dei pericoli di internet, l’avvocato Margherita Corriere dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani non ha dubbio sul fatto che bisognerebbe prevenire i tanti pericoli della rete promuovendo una maggiore educazione digitale. “È fondamentale avere la consapevolezza che la “rete” lascia tracce indelebili nel tempo, la cui accessibilità finisce fuori dal nostro controllo; tale processo si acuisce con i Social Media. Non possiamo, però, far sì che Internet e i social, da strumento di comunicazione diventino mezzi di mercificazione delle nostre vite e motivo di costante violazione della privacy.
Da una parte, la tecnologia non può divenire così pervasiva da condizionare le nostre vite e, soprattutto, violare la privacy di ognuno, come dall’altra parte non può creare individui così robotizzati da essere motivati solo dal pubblicare tutto quello che può far ottenere più visualizzazioni o “like”, prescindendo dal rispetto per l’altro, dalla sua dignità di persona, dall’inviolabilità della sua vita e dei suoi sentimenti.
Oggi urge soprattutto che sia promossa l’educazione digitale già dalle scuole primarie e che venga garantita una formazione permanente degli educatori (famiglia e scuola) sui rischi della tecnologia e sul rispetto degli utenti in quanto persone e soggetti di diritti.
Ai giovani devono essere trasmessi dalle agenzie educative quei valori fondamentali, che conducono al rispetto e all’attenzione per i propri simili nella consapevolezza che usare computer, smartphone, postare commenti sui social, esporsi con continui aggiornamenti di stato e pubblicare le proprie foto o dei video personali e di amici, sono azioni che devono essere effettuate nella piena consapevolezza di non violare i diritti di nessuno e di proteggere i propri e altrui dati sensibili.
D’altra parte, ricordiamo che molestie, minacce, stalking, diffamazione sono sanzionate penalmente e, addirittura, in forma aggravata, se realizzate attraverso i social network.

 

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