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Straordinaria scoperta, ritrovato lo stemma del nobile Casato dei Mandatoriccio di Rossano

Il Prof. Franco Emilio Carlino, studioso della Storia del nostro territorio, dopo numerose ricerche fa luce sullo stemma del nobile Casato dei Mandatoriccio.

Le numerose ricerche, iniziate nel 1970 e le diverse pubblicazioni sui Mandatoriccio e sui Toscano, hanno portato lo storico mandatoriccese di nascita e rossanese di adozione, socio di Deputazione di Storia Patria per la Calabria e membro del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano di fare luce sullo stemma del nobile Casato dei Mandatoriccio. Una ricerca che per anni ha appassionato numerosi scrittori e ricercatori impegnati sul campo nella speranza di trovare il blasone. Oggi, Carlino avanza la sua definitiva conclusione circa l’insegna araldica della famiglia rossanese, peraltro, fondatrice, grazie a Teodoro Dionigi Mandatoriccio, dell’omonimo Casale di Mandatoriccio eretto nel (1634) e oggi moderna cittadina del basso Jonio cosentino. Lo storico mandatoriccese-rossanese, dopo aver messo a confronto le numerose ipotesi finora emerse ma non sostenute da sufficienti prove documentali e quasi sempre simboleggianti il blasone comunale più che quello della famiglia, consolida il suo studio e la sua straordinaria scoperta sulla base di un raffronto fotografico-documentale, ossia prendendo come punto di partenza, i simboli araldici presenti nel Timbro del Comune, ipotesi già in qualche modo avviata in una sua recente pubblicazione Mandatoriccio. Storia di un Feudo, p. 175, e mettendoli a confronto con quelli presenti in uno scudo gentilizio posto alla base del fonte battesimale, opera di interesse storico artistico, attualmente presente nella Chiesa Madre SS. Apostoli Pietro e Paolo, in origine dedicata a S. Nilo, il santo e patrono rossanese.

Al riguardo Carlino scrive: “soffermandomi a curiosare sui simboli presenti nel Timbro del Comune di Mandatoriccio la prima considerazione fatta fu quella che certamente il contenuto all’interno del timbro, distinguibile in alto da una stella e un occhio chiuso e in basso, più marcatamente, da una stella e un occhio aperto, potevano essere espressione e memoria di chi aveva fondato il paese. La stessa considerazione l’ho fatta recentemente spulciando però alcune foto realizzate nel corso delle di alcune visite fatte a Mandatoriccio e nella Chiesa parrocchiale necessarie alle presenti ricerche. Quante volte l’avevo visto e fotografato il fonte battesimale senza dargli il giusto peso, ultimamente, invece, nel corso degli ultimi studi sui Toscano di Rossano, dal titolo I Toscano Patrizi Rossanesi, edito da Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2020, ho potuto notare come alla base del fonte battesimale appariva qualcosa le cui caratteristiche erano simili a quelle presenti nel Timbro del Comune. L’accostamento è stato impressionante, gli elementi presenti sia nel timbro che nel blasone erano identici. In quel momento non ho avuto dubbi, molte nebbie si sono sciolte all’istante. Quello che per anni avevo cercato era stato trovato. Si tratta dello stemma dei Mandatoriccio fondatori e baroni del Casale. Il Timbro Comunale pubblicato già anni fa corrispondeva perfettamente anche nella sua forma generale al blasone posto alla base del fonte. Le ricerche continueranno perché è mia convinzione di una evoluzione del blasone essendo i Mandatoriccio, con Teodoro, passati dal rango iniziale baronale a quello ducale, con l’investitura avvenuta il 18 maggio 1625, ad opera di Filippo IV, dello stesso Teodoro Dionigi Mandatoriccio quale I Duca di Crosia. Altresì, altra probabile evoluzione dello stemma si avrà quando estinta casa Mandatoriccio per mancanza di prole maschile i possedimenti feudali passarono ai Sambiase, ramo di Campana, avendo Vittoria Mandatoriccio III duchessa di Crosia, figlia di Teodoro e sorella di Francesco II Duca di Crosia, sposato Giuseppe Ruggiero Sambiase. Infatti Bartolomeo Mario Sambiase, morta la mamma Vittoria Mandatoriccio erediterà tutto il patrimonio feudale materno diventando IV duca di Crosia e qualche anno dopo acquisì da Re Carlo II il titolo di Principe di Campana”.

Nella sua prossima pubblicazione in fase avanzata di elaborazione nel capitolo dedicato al blasonario dei Mandatoriccio saranno riportate ulteriori informazioni e notizie anche inedite sulla storia delle insegne del Casato sostituito, come anticipato, alla guida del Feudo dai Sambiase avendo Giuseppe Ruggiero Sambiase sposato Vittoria Mandatoriccio terza Duchessa di Crosia e baronessa di Caloveto, Calopezzati, Pietrapaola e Mandatoriccio.


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