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Strada statale 106, giornata cruciale

strada statale 106Nuova Strada statale 106, nella giornata odierna, dopo il “niet” della Corte dei Conti che ha bocciato l’ultima stesura del progetto, i sindaci degli otto comuni interessati al tracciato questa mattina si sono incontrati tra loro. Mentre nel pomeriggio il presidente Oliverio incontra a Roma il ministro Delrio. Per avere ragguagli sulle motivazioni che hanno indotto il ministero a ritirare la Delibera dal CIPE.
Giornata cruciale, dunque, quella odierna, per i destini della nuova S.S. 106 jonica. Una strada, questa, lunga cento anni. In quanto il primo paracarro che ne delimita la carreggiata è stato piantato a cavallo delle due guerre mondiali. Mentre l’ultimo, a distanza di circa un secolo, non si riesce ancora a piantarlo. Questa volta a causa dei rilievi sollevati dalla Corte dei Conti. Eppure l’inizio dei lavori del 3° e ultimo Megalotto (Sibari-Roseto di 39 km.) sembrava imminente.

STRADA STATALE 106 RITENUTA POCO RISPETTOSA DELL’AMBIENTE

La Corte dei Conti ha infatti ritenuto troppo onerosi i costi del progetto definitivo-esecutivo. Che erano lievitati fino a circa 1miliardo e 400milioni. E ha invitato il ministero delle Infrastrutture a ritirare la Delibera dal CIPE. Ma oltre alla Corte dei Conti sulla decisione del ministero delle Infrastrutture devono aver influito anche i rilievi dei due ministeri, dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Che, nel riesaminare la versione definitiva del progetto, l’hanno ritenuta poco rispettosa dell’ambiente. Quindi non eco-compatibile. Non è stata però bocciata la decisione di completare la S.S. 106. Ma, come ha sostenuto Rinaldo Chidichimo portavoce del Comitato Civico che si batte da sempre, insieme alla “R.A.S.P.A. (rete delle associazioni per l’autotutela), a favore del raddoppio del tracciato esistente, è stato bocciato quel progetto. Oltre che per i costi troppo elevati, anche per l’impatto devastante che esso avrebbe avuto sul un territorio fragile.  Già di per sé compromesso da una serie di infrastrutture che ne hanno degradato l’ambiente naturale.

SOLUZIONE RICERCATA RADDOPPIO DEL TRACCIATO

Ora la palla passa nelle mani dei sindaci. Che, a partire dall’incontro fissato per questa mattina alle 11.00 a Cassano Jonio, attraverso una discussione seria e scevra dai localismi, devono trovare e proporre, magari attraverso la mediazione del presidente Oliverio, una soluzione utile e condivisa in grado di sbloccare la situazione e favorire l’apertura dei cantieri nel più breve tempo possibile. Le indicazioni su cui muoversi dovrebbero venire dall’incontro che il presidente Oliverio avrà oggi pomeriggio con il ministro Delrio che non mancherà di riferire quelle che sono state le osservazioni dei ministeri interessati.

La soluzione verso cui sembra vogliano muoversi un po’ tutti è quella del raddoppio del tracciato esistente, almeno laddove questo è possibile, la qual cosa ridurrebbe drasticamente il consumo di altre quote di territorio e, riducendo notevolmente i costi, permetterebbe di soddisfare le legittime esigenze prospettate dai sindaci. Una soluzione, questa, che del resto è già stata scelta per il tracciato che attraversa la Puglia e la Basilicata e quello che da Sibari porta al bivio di Firmo. In questa direzione pare siano già orientati alcuni sindaci ed in particolare quelli di Albidona (Di Palma), di Trebisacce (Mundo) e di Villapiana (Montalti) che non dovrebbero faticare molto a fare sintesi con gli altri colleghi-sindaci.

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