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Statuto, Giuseppe Antoniotti invoca una consultazione popolare

Giuseppe Antoniotti, ex Sindaco di Rossano per il centrodestra, lancia la proposta di un referendum confermativo di consultazione popolare sullo Statuto dopo la sua approvazione da parte del Consiglio comunale.  «Sarebbe una scelta – dichiara il già Primo cittadino -, profondamente democratica e coerente con il processo di fusione, legittimato dal voto popolare del 22 ottobre 2017».  Secondo uno dei promotori della fusione che aggiunge di non rinunciare alla responsabilità di suggerire alcune indicazioni di fondo per lo Statuto del nuovo Comune Corigliano Rossano

«Anche se non ho partecipato alla fase di ascolto, promossa dal presidente della commissione consiliare -Statuto, perché mi aspettavo che lo spirito costituente dettato da un referendum popolare, avesse forma e sostanza diverse da quella di una commissione mentre il governo della Città unica viene gestito nel più assoluto arroccamento e senza la minima apertura alla condivisione sui problemi ancora insoluti».

Secondo Antoniotti, il nuovo Statuto deve, innanzitutto, declinare i valori-principi, peraltro garantiti dalla normativa nazionale, di identità, decentramento, sussidiarietà, partecipazione. «Essi, infatti, sono connessi con l’esercizio della sovranità popolare e sono legati all’organizzazione dei servizi sul territorio, alla ‘’macchina amministrativa’’, che non deve precedere, semmai seguire, l’istituzione di organi di gestione territoriale (i Municipi), eletti a suffragio universale».

Per quanto riguarda le forme di partecipazione dei cittadini, nonché le ‘’politiche sociali’’, fiscali e di bilancio, secondo l’ex Sindaco, vanno assicurati: il ricorso al referendum anche con modalità on-line; l’istituzione, in ciascuna contrada e/o frazione del territorio, di una Consulta, con rappresentanti nominati dalle organizzazioni della produzione, del lavoro, delle professioni e dell’associazionismo; una chiara indicazione per un modello sociale sostenibile ovvero un ‘’Welfare territoriale’’ che dal modello distributivo, risorse allocate nei vari servizi ed interventi, passi ad uno produttivo, in grado di generare risorse proprie; il bilancio partecipato, ovvero il coinvolgimento degli organi territoriali,(Municipi), sin dalla fase di elaborazione, alle scelte di politiche pubbliche socio-economiche, in particolare, appunto, di bilancio nonché ai piani di razionalizzazione dell’imposizione fiscale vincolati alla qualità dei servizi e associati all’introduzione del ‘quoziente familiare’; l’allocazione dei finanziamenti statali e regionali derivanti dalla fusione, insieme con i trasferimenti erariali in conto capitale, in un fondo per gli investimenti e per migliorare in qualità e quantità i servizi;  l’uso sociale dei Beni Comuni, a cominciare dagli ‘’usi civici’’; 7) la nuova sede comunale ad Insiti come previsto dalla legge istitutiva del nuovo Comune.

«Sono stato il promotore – conclude – della fusione con la città vicina ed amica di Corigliano, accompagnandola con un progetto di sviluppo sostenibile per il territorio. E’ questa la strada che voglio continuare a percorrere nel rispetto della volontà popolare che si è espressa nel referendum del 22 ottobre del 2017. Dovrebbero essere, dunque, le due Comunità, con lo strumento referendario, a confermare le scelte, in sintonia con la fusione, operate nello Statuto».


 

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