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Statuto comunale, qual è la “tecnica di redazione” secondo lo studio Candiano

Continua ad alimentare dibattito la stesura del documento cardine della città di Corigliano-Rossano. Anche se il popolo rimane sempre più distante

Nuovo Statuto, la scelta di quale tecnica redazionale è essenziale per garantire la facilità di accesso e di lettura anche al semplice cittadino, che dovrà assumere la consapevolezza dell’utilità della consultazione della fondamentale Carta regolatrice della vita della Comunità. – Contenuti e redazione dello Statuto, riguarda la tecnica di redazione il secondo contributo, anch’esso introduttivo, promosso dallo Studio Candiano Avvocati che prosegue il progetto di informazione, sensibilizzazione e formazione. L’obiettivo resta quello di stimolare il dibattito e le attività istituzionali in corso sull’importante momento costituente della nuova Città.

Come ogni atto normativo generale e costitutivo, lo Statuto si struttura in Titoli, Capi (e/o Sezioni) ed articoli. L’organizzazione di un testo normativo è rilevante per la razionalità e per la logica dell’esposizione, con effetti sulla facilitazione della consultazione, specie a beneficio dei semplici cittadini che ne sono i primi destinatari.

I Titoli separano i temi fondamentali, come ad esempio i Principi, gli Organi, le Forme di Decentramento, la Struttura organizzativa, gli Strumenti di partecipazione. Ogni Titolo, poi, in ragione della complessità dell’argomento può prevedere Capi o Sezioni entro cui tenere distinti i vari Istituti e le previsioni che hanno una rilevanza propria e presentano profili funzionali diversi o peculiari modalità di estrinsecazione: nel Titolo dedicato agli Organi, potranno ad esempio essere distinti quelli di Governo, di Controllo e Consultivi. Ma sarebbe un errore pensare che i Titoli (ma anche i Capi o le sezioni) siano compartimenti stagni entro cui si esaurisce la disciplina dell’argomento trattato, perché vi è spesso una interdipendenza tra i vari temi, che andrà segnalata e sottolineata con la tecnica del richiamo o del rinvio. Altro esempio può essere quello di un Istituto di partecipazione che interagisce con la funzione di un Organo dell’Ente.

Infine ci sono gli articoli, che è opportuno contrassegnare, oltre che con la numerazione anche con la rubrica, per fornire all’utente-lettore l’immediata percezione del contenuto. Particolare attenzione deve essere posta alla loro stesura materiale nella delineata cornice strutturale, per evitare duplicazioni ed appesantimenti di un testo che per sua natura deve essere agile e snello.

Inutile per esempio – come spesso accade di leggere – ripetere le formulazioni già contenute nelle leggi statali di principi in materia, da ritenere come presupposte ed acquisite.
Così come, se allo Statuto si appartiene l’affermazione dell’Autonomia, la sua esplicazione di dettaglio è invece riservata ad altre fonti, in un forte intreccio entro il quale salvaguardare la coerenza.

In altre parole, se alla sede statutaria spetta la scelta di fondo di un Istituto di partecipazione o di decentramento di cui delineare gli elementi essenziali, la disciplina specifica non potrà non essere dettata che dalla fonte Regolamentare cui rinviare. Tutto quanto precede suggerisce che per preservare l’armonia e la coerenza dello Statuto, la materiale redazione del testo definitivo e la sua strutturazione finale sia affidata ad un’unica mano esperta o ad un ristrettissimo nucleo di persone.

Resta, però, un problema focale, la cui soluzione è imprescindibile ai fini e allo scopo dell Statuto stesso: l’assenza di partecipazione al dibattito della popolazione. Cosa realmente vogliono i cittadini della grande terza città della Calabria nessuno lo sa. Si va a tentativi, si organizzano eventi che interessano alla stretta cerchia degli interessati politici e/o simpatizzanti dell’Amministrazione comunale e nulla più. Al netto di tutto, nessuno è andato dalla signora Maria, piuttosto che da Rocco il commerciante a chiedere che cosa vogliono dalla Città, dal Comune e dalla sua Amministrazione comunale.

È vero, le scelte la democrazia le demanda alle istituzioni. Ma in questo caso mai le Istituzioni sono state così lontane dalla gente.


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