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Statuto comunale, a volare troppo in alto si rischia di uscire fuori orbita. I cittadini hanno bisogno di servizi

Ottime le educational promosse dalla Commissione Statuto ma è giunto il momento di dare risposte alla città. Non c’è più tempo

Spesso a volare troppo alto, anzi altissimo, si rischia di precipitare o di finire fuori orbita e perdersi addirittura nell’universo. Con la testa oltre le nuvole. Sono bellissime le parole, l’afflato, la coda romanzata che hanno accompagnato il primo appuntamento artistico, culturale e sociale promosso dalla Commissione Statuto e tenutosi ieri nella meravigliosa e sontuosa cornice del Patire.

Tutto molto bello, elegante, molto radical chic. Noi non c’eravamo – ne facciamo ammenda – con la promessa di essere presenti ai prossimi appuntamenti. Anche se – a dire il vero – da operatori dell’informazione rimaniamo ancora un po’ perplessi nel partecipare a cerimonie istituzionali dopo la promessa fattaci, ormai un anno fa, dal primo cittadino che aveva detto di voler instaurare un confronto costante con la stampa attraverso incontri periodici. Ne sono stati fatti due. Poi il nulla. Sedotti e abbandonati. Ma lo sapevamo e non perché Stasi sia uno che non mantiene gli impegni, semplicemente perché la politica associata alle istituzioni crea inspiegabili cortocircuito.

Ieri non c’eravamo, dicevamo, ma ci fidiamo ciecamente della ricostruzione e dei contenuti riportati nella nota stampa diramata a consuntivo dell’evento, attraverso i canali della comunicazione istituzionale creati appositamente per dare voce alla Commissione Statuto.

«Sono molto soddisfatta di questo nostro primo incontro – commenta la presidente della Commissione, Maria Salimbeni – volevamo coinvolgimento e la risposta della cittadinanza è stata forte, nonostante le inclemenze atmosferiche. Avevo promesso per lo statuto un lavoro non sterile, non tecnico, ma condiviso e così stiamo andando avanti. Potevamo partire da approcci più specialistici legati all’organizzazione dell’ente ma abbiamo pensato di iniziare dall’anima della nostra comunità. Quello che vogliamo è uno statuto che sia il frutto della sintesi di un coinvolgimento totale del nostro comune in tutti i suoi aspetti, perché sarà la pietra miliare della nuova città che stiamo andando a costruire».

Il nuovo Statuto sarà la sintesi di un coinvolgimento totale. Speriamo sia davvero così. E speriamo, soprattutto, che il diritto di tribuna (che dovrebbe dare valore anche alle posizioni e ai suggerimenti di chi non amministra), necessario per portare a compimento uno strumento così importante per la città, sia davvero preservato. Ma a sentire gli umori che si percepiscono in giro, siamo ancora lontani.

Infatti, stridono con le auliche dichiarazioni della presidente Salimbeni le posizioni, sommesse e mortificate che ci ha fatto pervenire l’ex sindaco di Rossano Stefano Mascaro. «Ieri – racconta l’ex primo cittadino – mi sono recato per la prima volta in pubblica assemblea dopo 15 mesi di nuova amministrazione a presenziare ad un incontro sui temi della cultura e dell’identità dalla quale partire o ripartire in relazione alla stesura dello statuto della nuova Città. Sono rimasto strabiliato dal fatto che nessuno dei padroni di casa abbia usato la cortesia di un cenno di saluto, se non con un generico ex amministratori della sola consigliera Alessia Alboresi. Nulla dal Sindaco Stasi, nulla dal presidente della Commissione statuto Salimbeni, nulla dal Presidente del Consiglio Grillo. Dopo 30 minuti è arrivato un altro ex amministratore. Sono stato e sono un avversario per qualcuno è vero, ma sono sempre stato garbato con tutti, non ho rimpianti e invidie e forse ho pagato per la fusione, sostenuta lealmente, il prezzo più alto ma senza una buona educazione è inutile parlare di altro».

Non vogliamo entrare nel merito della personale e incessante polemica tra Mascaro e l’attuale maggioranza. Registriamo, però, un punto di attrito che certamente non è un buon presagio per la posa delle fondamenta di un impalcato, lo Statuto, che invece dovrebbe essere solidissimo.

Tanto meno si può pensare di dividere la discussione sulla Magna Carta della Città mettendo su un lato i “buoni” e dall’altro i “cattivi”, come si farebbe per una puntata di Ciao Darwin e come, forse, qualcuno, vestendo i panni di un improbabile Paolo Bonolis, ha tentato di fare ieri.

Ecco perché è giusto volare alto, perché dall’alto si ha una visione d’insieme delle cose. Ma se si vola troppo alto poi si rischia di rimanere avulsi dalla realtà. Purtroppo non c’è più molto tempo. Non sarebbe il caso di limitare gli eventi statutari e accelerare sulla istituzione dei municipi? Ci sono intere contrade, i centri storici, i due scali di Corigliano e Rossano che hanno necessità di essere presidiati dall’Istituzione Comune. E oggi – a sentire i cittadini – sono totalmente abbandonati.

Vanno bene le educational per la realizzazione dello Statuto, vanno bene i percorsi alla riscoperta dell’identità, poi però bisogna arrivare al dunque. Se a questo dunque ci si arriva in tempi ragionevoli e tenendo in considerazione tutti gli stakeholders, sarebbe un gran bel lavoro.


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