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Statale 106, sindaco Ciminelli si incatena per protesta

statale 106“Adesso basta!” è l’urlo indignato del sindaco di Amendolara Antonello Ciminelli. Che lunedì 30 ottobre si incatenerà per protesta sulla statale 106. Invitando tutti i sindaci, i consiglieri comunali, le associazioni e le popolazioni del territorio a fare altrettanto. A unirsi in quella che d’ora in poi sarà e dovrà essere, con il contributo di tutti, la più difficile battaglia ma contro la cecità, l’arroganza e la prepotenza dello Stato contro il Sud e contro i calabresi. “Il progetto che sta per essere presentato al CIPE – dichiara Ciminelli – per l’approvazione del secondo lotto (Trebisacce/Roseto) rappresenta il peggior compromesso al ribasso per la realizzazione di quella che sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello di tutti i calabresi; in termini di efficienza, qualità e sostenibilità ambientale.

STATALE 106, L’AZIONE MEDIATRICE DELLA REGIONE NON E’ ANCORA STATA INTRAPRESA

La previsione del maledetto fosso di trincee tra Amendolara e la sua Marina non può essere liquidata con una promessa di piccoli aggiustamenti. Così come purtroppo emerso anche nell’ultimo, infruttuoso incontro al Ministero dei Trasporti. Di fronte a una platea di tecnocrati e nell’assoluta indifferenza rispetto a tutte le richieste avanzate dai comuni; ribadite e motivate in decenni di inutili incontri a Roma. La tanto invocata e declamata azione mediatrice del Governatore Mario Oliverio, esattamente così come avevamo preannunciato, non è stata ancora intrapresa. Ed è rimasta avvolta nel silenzio e nell’inazione totali. Dai 4 km di gallerie naturali previste nel progetto iniziale siamo arrivati adesso a dover accettare soltanto trincee, viadotti alti decine di metri e gallerie artificiali non attraversabili. Che ipotecheranno definitivamente il futuro del nostro terroir.

Sull’altare del compromesso economico non può essere sacrificato, sfregiato e stuprato un intero territorio. Che nel rispetto del suo diritto naturale alla autodeterminazione vuole fare della propria bellezza l’unica arma vincente. Per affrancarsi dalla disoccupazione e costruire sulla propria identità lo sviluppo sostenibile dei prossimi anni. Iniziamo a protestare con ogni mezzo contro quanti vogliano continuare a tenerci in una condizione di abbandono, isolamento e sottosviluppo rubando l’avvenire alle nuove generazioni ed ai nostri figli”.

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