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Stasi: dirigenti, pubblicato dopo 4 mesi il regolamento

stasi“Che fine ha fatto, per quattro mesi, una delibera già approvata, per altro dal contenuto importante quanto delicato?” Il consigliere comunale Flavio Stasi si interroga sulla sorte della delibera di approvazione del regolamento sui nuovi potenziali dirigenti. Approvata ad inizio Maggio, ma pubblicata sull’Albo Pretorio il 1 Settembre, cioè quattro mesi dopo la sua approvazione. “Ricordiamo – si legge nella nota di Stasi – come la risposta dell’Esecutivo fosse stata più o meno: “Stasi non sa di cosa parla, è demagogico, è confusionario”. Niente di specifico in realtà. Si tratta ormai della risposta standard che questa maggioranza usa ogni qualvolta si effettuano critiche; oppure, più che altro, quando si informano i cittadini sull’operato dell’amministrazione, cosa evidentemente molto poco gradita.

In quello come in altri casi dovetti rispondere con i dati di fatto. Il presunto recepimento della normativa nazionale (divenuto improvvisamente urgente dopo 16 anni dall’entrata in vigore) che avrebbe giustificato quelle modifiche del regolamento degli Uffici e dei Servizi del Comune era reale solo in parte e, se io non sapevo di cosa parlavo, qualcuno aveva letto una versione della normativa personalizzata. In realtà, come già dissi all’epoca, l’esecutivo Candiano-Mascaro ha inserito in tale regolamento dei criteri assolutamente arbitrari (3 anni di incarichi dirigenziali già effettuati o 5 anni di posizioni organizzative) con i quali ha, di fatto, escluso una parte dei dipendenti e conseguentemente ne ha favorito degli altri: questo è un dato di fatto inoppugnabile.

STASI: QUESTA E’ L’AMMINISTRAZIONE DELL’OPACITA’

Sembra di essere tornati agli albori della prima repubblica. Quando le normative sulla trasparenza non erano neanche nelle linee di principio di una pubblica amministrazione. E vigeva, di fatto, il libero arbitrio della classe dirigente. Si tratta di un fatto inaccettabile che testimonia due dati politici incontestabili. Il primo: questa “pratica” doveva passare nel silenzio, per cui si è provato – senza alcuna giustificazione – a non pubblicare immediatamente l’atto ed a scegliere il momento più opportuno (per loro). Il secondo: questa è l’amministrazione dell’opacità, nella quale si decide cosa e quando pubblicare, in barba alla normativa sulla trasparenza.

Per qualcuno, forse per tradizione, tutto questo sarà anche normale: per noi è inqualificabile e ciò dimostra, una volta di più, come questa classe politica stia condannando la città e l’intero territorio a restare antiquati ed obsoleti in ogni campo, a partire da quello fondamentale della gestione trasparente e obiettiva della macchina comunale. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: bisogna porre fine alla consuetudine secondo cui il personale del Comune viene premiato o penalizzato in base al gradimento degli amministratori, perché questa è la ragione per la quale la nostra macchina comunale, oggi, è un pachiderma che penalizza l’intera città, a partire proprio dal personale che non è messo nelle condizioni di poter svolgere al meglio il proprio lavoro.

PRINCIPIO TRASPARENZA SISTEMATICAMENTE IGNORATO

Purtroppo temiamo che, per qualcuno, questo non sia affatto un male, anzi. La presuntainadeguatezza del personale ha già in passato giustificato esternalizzazioni ed incarichi esterni; ovvero quelle voci parassitarie che hanno letteralmente (e continuano a farlo) dissanguato il bilancio della gran parte della Pubbliche Amministrazioni. È evidente come ogni disponibilità, ripetutamente manifestata, a lavorare apertamente sull’efficientamento della macchina comunale ed il miglioramento dei servizi ai cittadini non possa trovare alcun riscontro. In un contesto nel quale, principi imprescindibili come quello della trasparenza, vengono sistematicamente e tanto palesemente ignorati.

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