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Stasi: «Bene lavori terzo megalotto. Ora facciamo nuovo ospedale con modello Genova»

Dopo la consegna dei lavori il sindaco di Corigliano-Rossano rilancia: «Stessa cosa si faccia per linea ionica elettrica e prolungamento 4 corsie»

Il sindaco Stasi con altri amministratori del territorio della Sibaritide (da sinistra: Michele Grande consigliere Lega Villapiana, Stasi, Poaolo Montalti sindaco di Villapiana, Antonello Ciminelli sindaco di Amendolara) 

«Non possiamo che essere soddisfatti dalle parole e dalla determinazione ribadite dal Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, intervenendo stamani (martedì 19 maggio) a Francavilla Marittima alla cerimonia di inaugurazione dei lavori del terzo megalotto della strada statale 106 Jonica, tra Roseto e Sibari, alla presenza, tra gli altri, dell’Amministratore Delegato di Anas Massimo Simonini e della Governatrice della Calabria Jole Santelli. Tuttavia, per far sì che l’evento di oggi possa esser veramente percepito dalle popolazioni di questo importante territorio della Calabria come un grande segnale di concretezza, per usare le stesse parole del Ministro, nello stesso ragionamento sulla continuazione degli investimenti in opere e servizi per questa terra devono necessariamente rientrare almeno tre questioni che restano aperte e purtroppo ancora senza risposte certe: 1) i tempi di realizzazione dell’urgente Ospedale della Sibaritide rispetto alla gravissima emergenza sanitaria; 2) i tempi di ultimazione dell’elettrificazione della linea ferroviaria jonica che così come è ora continua a rappresentare l’immagine più eloquente della disunione nazionale; 3) la prosecuzione delle quattro corsie dell’E90 a Sud di Sibari». 

È quanto dichiara il Sindaco Flavio Stasi che riprendendo l’espresso riferimento del Ministro alla conclusione dei lavori per aprire il Ponte Morandi, proseguiti senza alcuna interruzione anche durante il periodo di maggiore contagio Covid e citato come esempio di reciproca fiducia, ribadisce che analoga fiducia serve ripristinare e consolidare anche a queste latitudini, senza disparità di trattamento, rispetto alla realizzazione di opere strategiche e fondamentali per la garanzia del diritto alla salute, come gli ospedali e che a differenza del modello Genova, nella stessa Italia, aspettano di partire da decenni.

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