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Spezzano Piccolo, i cittadini scrivono a Gentiloni

spezzano piccoloRiceviamo e pubblichiamo la lettera che una delegazione di cittadini di Spezzano Piccolo ha indirizzato al Premier Paolo Gentiloni.
Signor Presidente del Consiglio, si rivolgono a Lei una rappresentanza di cittadini di Spezzano Piccolo, comune di 2070 abitanti della provincia di Cosenza. Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri esaminerà  la legge della regione Calabria n° 11 del 2017 avente per oggetto: Istituzione del comune di Casali del Manco mediante la fusione dei comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta; nata dall’applicazione della legge 13/83 per come modificata dalla legge 9/2016 e dal comma 1 dell’articolo 16  della legge regionale 43/2016.

E’ giusto che, l’organo di governo da Lei presieduto e chiamato ad esaminare la suddetta legge, sia informato del travagliato e incostituzionale iter che ha portato all’approvazione del provvedimento nel corso dell’ultimo consiglio della regione Calabria tenutosi giorno 4 maggio 2017. Nel 2013 il Movimento Presila Unita ha promosso una raccolta di firme per promuovere la fusione tra i comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta. Sono state depositate, al protocollo del nostro comune il 13/12/2013,  con tre numeri di protocollo diversi,  167 firme ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto  comunale in vigore.

CITTADINI SPEZZANO PICCOLO: ARTICOLI DELLO STATUTO COMPLETAMENTE DISATTESI

( All 1 ) L’articolo 28 dello Statuto comunale, però, al comma 4  prevede che: “  le proposte presentate vanno discusse in Consiglio comunale entro sessanta giorni dalla loro presentazione, “ e il comma 5 prevede: “Il Comune promuove forme di consultazione per acquisire il parere della popolazione su determinati argomenti, assicurando la più ampia e libera partecipazione dei cittadini interessati. “ I due principi sono stati completamente disattesi. Infatti, la proposta è stata portata in discussione in Consiglio dopo nove mesi e l’amministrazione comunale in carica all’epoca, non ha mai proceduto a indire una qualsiasi forma di consultazione della cittadinanza.

A sottolineare la confusione che ha caratterizzato tutta la vicenda c’è da evidenziare come, nella delibera del Consiglio comunale, si richiami anche l’articolo 31 dello Statuto ( All 2 ) che richiede la sottoscrizione del 25%  degli elettori aventi diritto. Nel nostro caso poco più di 500 elettori mentre le firme depositate sono 167!!! Comunque, il  Consiglio comunale di Spezzano Piccolo, con la delibera n° 20 del  25/06/2014 ( All 3 ), avente per oggetto: “Attivazione del procedimento di fusione dei comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta. Adempimenti preliminari”, richiamata la normativa vigente ( siamo a giugno 2014 ) in materia di fusione dei Comuni, ha aderito e dato inizio all’iter per il processo di fusione.

LE NUOVE REGOLE HANNO STRAVOLTO LE PRECEDENTI

Il 18/11/2015 è stata presentata da due consiglieri regionali, la proposta di legge  regionale 96/10 avente per titolo:  Istituzione del Comune di Villa Brutia mediante la fusione dei Comuni di Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta ” ( All 4 ). Successivamente l’articolo 44 della legge 13/83 della Regione Calabria, in vigore a giugno 2014 e che recitava:  S’intende che il parere popolare su quanto sottoposto a referendum sia favorevole qualora abbia partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e la maggioranza dei voti validamente espressi sia a favore della proposta; viene modificato con la legge 9/2016.

La legge di modifica, la n° 9 entra in vigore il 1° marzo 2016, quando il Consiglio comunale di Spezzano Piccolo, aveva già deliberato l’adesione da 21 mesi e la proposta di legge di fusione era stata presentata  quattro mesi prima. Le nuove regole hanno di fatto stravolto le regole precedenti. Si è abolito il quorum, per i soli referendum che riguardavano le fusioni dei comuni e si è inserito il principio del conteggio dei voti sull’intero bacino interessato e non per singolo comune. ( All 5 )

ALLE NOSTRE DOMANDE E’ STATO RISPOSTO SOLO IL SILENZIO

Nove mesi dopo, con il comma 1 dell’articolo 16  della legge regionale 43/2016, su proposta della stessa Giunta Regionale, questa aberrazione sembrava  sanata essendo state eliminate le parole “complessivi dell’intero bacino elettorale “ per evitare, così si era espresso il Vice Presidente in seno alla prima Commissione regionale, che si potesse dare l’impressione di promuovere delle annessioni invece che delle fusioni. E che comunque andava sempre rispettato il volere delle popolazioni interessate. Rimaneva comunque vigente  la soppressione del quorum. ( All 6 )

Il  Presidente della Regione Calabria il 17 gennaio 2017 ha emesso il Decreto n°7 con il quale si indiceva il referendum consultivo per il 26 marzo 2017. Il 16 febbraio 2017 abbiamo protocollato, presso la Presidenza della Giunta Regionale, un lettera sottoscritta da una rappresentanza di cittadini con la quale si chiedeva la sospensione del referendum e la modifica della proposta di legge regionale 96/10 con  l’esclusione di Spezzano Piccolo dai comuni interessati alla fusione  per la mancata osservanza delle norme previste dallo Statuto Comunale. ( All 7 ) Stessa lettera, indirizzata al Signor Prefetto, è stata protocollata alla Prefettura di Cosenza il 17 febbraio 2017 ( All 8 ). Come risposte a queste lettere però abbiamo avuto solo il silenzio.

LACUNE E CONTRADDIZIONI INTRODOTTE CON LA LEGGE REGIONALE 9/2016

Successivamente abbiamo investito del problema anche il Signor Presidente della Repubblica, portandolo a conoscenza di quanto stava avvenendo e nella risposta avuta dai suoi Uffici, ci è stato evidenziato come lo stesso non avesse competenze dirette ma che si trasmetteva comunque tutta la documentazione al Ministero degli Interni, competente in materia. Il 26 marzo si è tenuto il referendum consultivo e  mentre su quattro dei cinque comuni interessati ha prevalso il si alla fusione, a Spezzano Piccolo ha prevalso il NO. Dalle urne è uscito anche il nuovo nome cambiato  Villa Brutia con Casali del Manco.

Questo risultato ha messo in luce tutte le lacune e le contraddizioni introdotte con la legge regionale 9/2016 e da noi denunciate da tempo. Una legge scopiazzata che, tra tutti gli altri limiti,  non prevede nemmeno come comportarsi in caso di voto sfavorevole di un comune. Eppure la soluzione c’era. Bastava continuare a “copiare”  dalla regione a cui si sono ispirati. In casi simili in Emilia Romagna il processo di fusione si blocca. Si veda a tal proposito la soluzione adottata per i comuni del riminese di Mondaino, Montegridolfo e Saludecio, dopo il referendum tenutosi in questi comuni il 16 ottobre 2016, caso in tutto e per tutto simile al nostro e risolto adottando buon senso e rispetto della volontà popolare.

ABUSI E ILLEGITTIMITA’ HANNO PREVALSO

In Calabria, tanto per cambiare, così non è stato. Anzi, si è assistito ad un continuo crescendo di arroganza politica che è culminato, giorno 4 maggio, con un consiglio regionale che definire imbarazzante è un lusso. E’ stato un continuo calpestare i più elementari principi democratici e non nascondiamo certo che, ad oggi, l’arroganza politica dimostrata sembra prevalere anche sulla Costituzione. Nonostante l’esito referendario si è voluto includere nella fusione anche Spezzano Piccolo, comune dove, ribadiamo, i cittadini hanno detto NO alla fusione. Per tutto quanto detto e documentato  in questa nostra lettera Lei potrà verificare come gli abusi e le illegittimità abbiano prevalso mentre il rispetto di una serie di principi Costituzionali siano stati completamente disattesi.

Si è modificata la legge sui referendum regionali, dopo che i consigli avevano aderito, applicandola retroattivamente. E’ corretto nei riguardi dei consigli comunali? E’ giusto sentire i cittadini con un referendum obbligatorio, per come stabilisce la Costituzione al comma 2 dell’articolo 133,  e non tener conto del risultato avuto? La sovranità appartiene ancora al popolo? Sono ancora gli Enti Locali enti autonomi? Ha ancora senso andare a votare? La Calabria è una repubblica autonoma dove sono in vigore regole diverse dal resto dell’Italia? Sono le domande che da giorno 4 maggio si pongono i cittadini di Spezzano Piccolo. E le risposte quali sono?

TESTIMONIARE QUOTIDIANAMENTE IL RISPETTO DELLE REGOLE

Per chiarezza La informiamo che, se si fosse votato con la normativa in vigore all’atto dell’adesione dei consigli comunali ( per Spezzano Piccolo giugno 2014 ), il referendum sarebbe stato nullo. Infatti, in tre comuni su cinque non si è superata la soglia del 50% degli elettori aventi diritto e in tutti i comuni ha votato solo il 47% degli elettori. Il SI di fatto rappresenta il 29,50% degli elettori mentre il 70,50% o non si è recato alle urne o ha votato NO. Questo è il quadro, Signor Presidente. Per questo diciamo a Lei quello che abbiamo già detto al Signor Presidente della Repubblica: In una terra come la nostra, più che con le parole e i convegni, il rispetto delle regole e della legalità bisogna testimoniarla quotidianamente.

E a dare testimonianza e esempio dovrebbero essere proprio le Istituzioni presenti sul territorio a partire dalla Regione per finire ai Comuni. Non osservare quanto previsto dallo Statuto comunale, cambiare la legge regionale in corso d’opera e applicarla retroattivamente; ascoltare da esponenti di primo piano della maggioranza dichiarare in consiglio regionale che la legge và subito rivista perchè presenta delle lacune; ma nello stesso tempo dire che comunque questa legge bisognava approvarla, facendoci passare come le cavie di turno da sacrificate sull’altare della convenienza politica di qualche viziato consigliere regionale, non ci sembra sia un bell’esempio di buona amministrazione.

GENTILONI SI FACCIA PROMOTORE DI UN ATTENTO ESAME

Anche se, questo modo di operare, giustifica, in parte, il perché la nostra regione continua a rimanere ultima in tutte le graduatorie positive e prima in tutte quelle negative. Ci rivolgiamo a Lei Signor Presidente, certi del  Suo interessamento e certi che, per la serietà e l’onestà che La contraddistingue, si farà promotore di un attento esame, rispetto a tutto quanto portato da noi alla Sua attenzione, anche al fine di garantire il rispetto di principi sanciti nella Costituzione e il rispetto di basilari principi democratici. La ringraziamo anticipatamente per quanto farà e confidiamo nel Suo interessamento.

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