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SPECIALE ELEZIONI CASTROVILLARI – Lo Polito: «Una città diventata punto di riferimento»

Il sindaco uscente, candidato per la coalizione di Centro Sinistra, risponde alle sette domande dell’Eco dello Jonio

In vista delle elezioni amministrative di domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 l’Eco dello Jonio apre un focus sulla città di Castrovillari. Conosceremo i cinque candidati che concorreranno per la poltrona di sindaco della città del Pollino.  Scopriremo programmi, visioni, priorità della politica del territorio. Il nostro “viaggio” parte oggi con la prima delle cinque interviste realizzate ai rispettivi aspiranti a Primo cittadino. Il primo a parlare è il sindaco uscente, Domenico Lo Polito, che sarà supportato da 4 liste civiche: Democratici per CV, Progressisti per Castrovillari, Partito Democratico e Radici per il Futuro.

Sindaco, si chiude una consiliatura scandita da tante emergenze, da tanti problemi ma anche da tante cose fatte. Elaborando un’analisi, quanto più obiettiva, cosa rifarebbe degli ultimi suoi 5 anni di sindacatura e cosa, invece, non rifarebbe o, quantomeno, farebbe diversamente? In cinque anni abbiamo realizzato molte cose, puntando alla razionalizzazione della spesa  ed alla partecipazione ai tanti bandi che hanno portato risorse importanti per la nostra città. Rifarei tutto di quanto realizzato. In maniera diversa cercherei di coinvolgere, forse in modo più incisivo, associazioni e forze politiche.

Emergenza Covid e contrasto al dissesto idrogeologico, sono due grandi emergenze che hanno caratterizzato il suo ultimo scorcio di consiliatura, con quali priorità ha affrontato questi due particolari momenti? Negli ultimi mesi la mia attività è stata quasi interamente assorbita dalla problematica Covid. Un lavoro in sinergia con associazioni di volontariato e forze dell’ordine che ha consentito di dare risposte tempestive e soddisfacenti ai nostri cittadini. Ovviamente anche il resto dell’attività amministrativa, seppur con priorità diversa, è andata avanti, visto che sono state avviate le procedure per circa 5,5 milioni di euro da destinare ad interventi contro il dissesto idrogeologico.

Questione rifiuti, lei si è opposto fermamente, anche con azioni eclatanti, contro la riapertura della discarica di Castrovillari. C’è però un’emergenza che riguarda il territorio della Sibaritide-Pollino. Secondo lei qual è la soluzione immediata per uscire da questa fase critica? Servono nuove discariche? E che posizioni ha rispetto ad un Ecodistretto del Pollino? Il problema rifiuti e soprattutto quello della chiusura del ciclo con lo smaltimento degli stessi non è mai stato affrontato in maniera strutturale dalla competente Regione Calabria. I soli  interventi tampone hanno portato alla situazione odierna, con i territori in contrasto tra di loro e con obbligo della sottoscrizione individuale, per ogni comune, con un gestore privato di contratti per lo smaltimento dei rifiuti. Uno degli interventi tampone è stato quello della Giunta regionale, rigettato con forza da questa città,  che intendeva riempire la discarica di Castrovillari con i rifiuti della provincia di Vibo e di Reggio Calabria. La soluzione del problema passa attraverso la creazione di impianti, al servizio di territori meno ampi rispetto all’intera provincia di Cosenza.

Tra le tante potenzialità che esprime Castrovillari c’è anche la zona agroalimentare strategica di Cammarata. Perché ancora questo centro che potrebbe produrre più occupazione e sviluppo non è riuscito a partire per come, invece, potrebbe? Uno dei nostri obiettivi principali per i prossimi 5 anni è la creazione di servizi complementari nel distretto agroalimentare per completare la filiera della produzione agricola. In particolare, la creazione di una piattaforma del freddo e di un centro di smistamento merci può dare risposta ad una domanda di questi servizi ed integrare le potenzialità occupazionali.

Centralità e strategie territoriali. Castrovillari da sempre è conosciuta come la città capoluogo del Pollino. È realmente così? Qualcuno dai banchi dell’opposizione in questi anni le ha detto che con la sua sindacatura ha perso quella storica centralità. È vero? La centralità di una cittadina si costruisce con atti concreti e non con semplici declamazioni. Uno dei principali obiettivi del programma del precedente quinquennio era il cosiddetto “filo rosso” . Castrovillari, come comune capofila, è riuscita nell’intento di mettere insieme 45 comuni, parchi naturalistici, diocesi, università ecc. Attraverso la formulazione di due proposte progettuali che non solo sono state finanziate ma addirittura si sono piazzate entrambe prime  in Calabria. Parlo dei Piani Locali di Lavoro della Regione Calabria e del Progetto culturale “Transumanze tra due parchi”, finanziato dal  Mibact. Su questa scia dell’aggregazione territoriale intendiamo dare concretezza ad un reale patto di sviluppo aggregato.

Promozione turistica. Il Pollino, i tanti piccoli eventi culturali e della tradizione, il Carnevale: ci sono più elementi identitari che rendono unica la proposta turistica su Castrovillari. Cosa c’è da fare, ancora, per dare maggiore forza e vigore a questa fetta di mercato? In campo di promozione turistica si intende consolidare l’aspetto culturale e quello di fruizione dei beni naturali. Quanto al primo aspetto, è già stato lanciato ed attuato il brand “Castrovillari città festival”. La nostra cittadina si caratterizza per la presenza di circa 15 festival di cui alcuni riconosciuti a livello nazionale dal Ministero dei Beni culturali. Ora bisogna dare loro una casa comune con la costituzione di una fondazione. Abbiamo portato nella città di Castrovillari, in un palazzo storico comunale, il Centro Servizi dell’Ente Parco nazionale del Pollino. Da tale importante centro possono nascere azioni positive di promozione turistica integrata.

Le prime dieci cose da fare, subito, una volta vinte le elezioni. Le prime 10 cose da fare dopo le elezioni sono nell’ordine: Una grande mobilitazione generale, con creazione di tavoli permanenti, per la difesa della salute di questo territorio; Favorire la migliore utilizzazione delle risorse pubbliche e private derivanti dal Recovery Fund; Favorire un approccio civico più consapevole alla difesa dell’ambiente e dei beni comuni; Intensificare i servizi a favore degli anziani e dei soggetti svantaggiati; Portare a compimento la dotazione organica del Comune con lo svolgimento dei concorsi e della stabilizzazione dei lavoratori precari; Accendere un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti per la sistemazione di strade e marciapiedi; Attuare il progetto “In Corso” per la sistemazione del centro cittadino; Completare la filiera agroalimentare della Piana di Cammarata; Portare a compimento le innumerevoli procedure in corso per la realizzazione di opere pubbliche; Favorire la creazione di cooperative per la gestione di beni comunali , ivi compresi terre incolte e sottoboschi.


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