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SPECIALE ELEZIONI CASTROVILLARI – La Bianchi in corsa per «scardinare il sistema di potere che ha reso i cittadini succubi»

Le sette domande dell’Eco dello Jonio all’unica donna in campo per l’elezione a sindaco della città di Castrovillari

C’è solo una donna in campo per l’elezione di sindaco di Castrovillari e questa donna si chiama Vittoria Bianchi. Una donna guerriero, così la dipingono, con una storia politica che affonda radici nella destra sociale. Ha iniziato a muovere i suoi primi passi in Alleanza Nazionale. Vice coordinatrice di An per la Valle dell’Esaro, dirigente del Direttivo Provinciale della Federazione di Cosenza, durante la giunta Chiaravalloti della Regione Calabria è stata sub commissario delle acque termali di Spezzano Albanese. Attualmente è commissario del Pollino e Alto Ionio dell’Ente nazionale sport Fiamma e presidente provinciale del movimento politico culturale Forza Sud che oggi porta come unica lista a suo sostegno alle competizioni elettorali del 20 e 21 settembre.

Castrovillari 2020, a queste elezioni amministrative si gioca una partita importante per il futuro della città del pollino e del comprensorio. Perché ha accettato la sfida della candidatura a sindaco? Prima di prendere questa importante e impegnativa decisione ho proposto a tutte le forze sociali e politiche la convergenza su un unico gruppo alternativo all’amministrazione uscente; riunire le intenzioni e i programmi, scegliere i candidati per merito e competenza e stilare un programma/progetto valido e realizzabile superando le vetuste appartenenze ideologiche e partitiche e puntando esclusivamente all’interesse collettivo. Dopo molte quanto infruttuose riunioni dove man mano si evidenziavano interessi di parte e di casacca in tanti casi assolutamente indifferenti ai bisogni della collettività, del territorio e dei problemi che da decenni lo attanagliano non ho potuto far altro che trarne le dovute e amare constatazioni. Consapevole che mi sarei posta contro interessi vasti e potenti ho deciso lo stesso di scendere in campo per proporre ai cittadini una possibilità di liberarci dal sistema di governo di cui siamo succubi e vittime.

In caso di vittoria il suo sarà un governo a trazione politica oppure sceglierà figure tecniche per affiancarla alla guida della città? Ci spieghi i motivi di questa scelta. L’amministrazione virtuosa deve risolvere i problemi e favorire in ogni modo una vita libera e dignitosa ai propri cittadini. Ci sono solo due modi per risolvere un problema: quello giusto e quello sbagliato. Quello sbagliato non solo non li risolve ma crea altri problemi. Un’esistenza libera e dignitosa non può prescindere dall’indipendenza economica e quindi dal Lavoro. Incentivare il lavoro e la libera iniziativa e nel contempo riuscire a trasformare i problemi in opportunità. Per questi risultati occorrono competenze specifiche per cui ritengo indispensabile ricorrere all’aiuto e al consiglio di esperti nelle varie e complesse tematiche burocratiche, sociali ed economiche sfruttando anche la disponibilità della nostra Università della Calabria.

Questione rifiuti. C’è un’emergenza che riguarda l’intera regione ed in particolare il territorio della Sibaritide-Pollino. Secondo lei qual è la soluzione immediata per uscire da questa fase critica? Servono nuove discariche? Che posizioni ha rispetto ad un Ecodistretto del Pollino? E, soprattutto, come giudica il lavoro del sindaco Lo Polito rispetto alle tematiche ambientali? La Calabria ha innumerevoli emergenze. Ogni problema qui diventa fatalmente un’emergenza infinita. La Calabria è l’esempio lampante che i problemi se affrontati nel modo sbagliato non solo non si risolvono ma generano altri problemi. I rifiuti in se non sono un problema, lo diventano se vengono gestiti nel modo sbagliato come è infatti è accaduto. I rifiuti in realtà sono ricchezza, possono essere recuperati e riciclati creando così aziende e indotto ad esse collegato ed il problema letteralmente scompare. L’atteggiamento del sindaco Lo Polito è stato essenzialmente passivo, non soltanto per la questione dei rifiuti, riducendosi a semplice quanto vana protesta. E’ stato inerte e passivo anche per problemi importanti e urgenti come la carenza di acqua potabile in varie zone della città, giusto per citare uno dei tanti casi. In altre parole i castrovillaresi si sono sempre chiesti se Castrovillari avesse un sindaco o no. Tornando ai rifiuti, ci sono, restano e non possono che aumentare. Qui a Castrovillari la zona della Petrosa è diventata una gigantesca discarica abusiva piena, tra l’altro, di rifiuti altamente tossici che stanno avvelenando le sottostanti falde acquifere. Approfitto dell’occasione per chiedere al sindaco Lo Polito se il suo non agire è il modo che ha di risolvere i problemi.

Tra le tante potenzialità che esprime Castrovillari c’è anche la zona agroalimentare strategica di Cammarata. Perché ancora questo centro che potrebbe produrre più occupazione e sviluppo non è riuscito a partire per come, invece, dovrebbe? Perché anche nel caso dell’agroalimentare, strategico per Castrovillari, ha “brillato” l’assenza di attenzione da parte dell’Amministrazione comunale uscente. Gli agricoltori e gli allevatori zootecnici sono stati completamente abbandonati a loro stessi rendendoli facile preda dei grossisti e della grande distribuzione.

Centralità e strategie territoriali. Castrovillari da sempre è conosciuta come la città capoluogo del Pollino. È realmente così? È vero che negli ultimi anni si è persa quella storica centralità? Castrovillari sta conoscendo il periodo più buio della sua storia. Dalla centralità che aveva un tempo si è praticamente ridotta ad un grumo di case con infrastrutture viarie e tecnologiche altamente degradate nonché isolata dalle grande vie di comunicazione come autostrade e ferrovie. Se non si inverte questo continuo declino non potrà che diventare un grande ospizio per pensionati.

Promozione turistica. Il Pollino, i tanti piccoli eventi culturali e della tradizione, il Carnevale: ci sono più elementi identitari che rendono unica la proposta turistica su Castrovillari. Cosa c’è da fare, ancora, per dare maggiore forza e vigore a questa fetta di mercato? Il turismo qui a Castrovillari è irrilevante, praticamente inesistente. Per avere un turismo degno di questo titolo occorre progettarlo, programmarlo, dargli un’identità, una diversità e una particolare attrattiva nonché ovviamente dotarlo della rete di servizi ricettivi. Eventi come il Carnevale o Civita Nova possono attirare al massimo un po’ del territorio limitrofo, un barlume di turismo mordi e fuggi che non lascia nessun beneficio alla città.

Le prime dieci cose da fare, subito, una volta vinte le elezioni. Non è nel mio costume proporre più di quanto possa umanamente fare e realizzare. Non mi candido promettendo la Luna nel pozzo né tanto meno vantando opere faraoniche. Il Comune inteso come Ente, va riorganizzato ottimizzando il residuo ma sparuto organico. Il personale ancora presente dopo la falcidia dei pensionamenti ha una media di età avanzata ed è prossimo anch’esso al pensionamento. Puntare quindi sulla tecnologia informatica, all’informazione distribuita e accessibile direttamente dai cittadini dal proprio computer o device. Il cittadino potrà così accedere alle sue questioni direttamente, senza code o vie crucis tra i vari uffici per altro spesso deserti trovando per giunta improbabili impiegati avventizi e sottopagati completamente all’oscuro dei compiti loro assegnati. Il Comune in pratica non esiste e quel che resta sembra tenuto insieme con il nastro adesivo. Redigere un quadro completo della situazione delle infrastrutture. Lo sapete, ad esempio, che il Comune di Castrovillari non ha una mappa della propria rete idrica? Conoscere in modo approfondito le attività economiche che ancora esistono in modo da avere un chiaro quadro delle potenzialità e delle criticità lavorative. Intercettare i vari finanziamenti messi a disposizione dal Governo Centrale e dalla Comunità Europea presentando progetti fattibili, certi e di sicuro impatto socio-economico costruiti da esperti competenti nelle varie discipline. Intessere sinergie e collaborazioni con gli altri Comuni del territorio. Nessun comune vive e prospera senza l’interscambio con il territorio limitrofo. Insieme si possono affrontare i grandi problemi e insieme si può avere voce e forza verso la Regione Calabria e il Governo Centrale. Progettare un piano di sviluppo socio-economico. Il Lavoro è al primo punto del nostro progetto di governo. Ma il lavoro non lo si crea con le parole o con le promesse. E’ mia intenzione creare un gruppo di esperti nel marketing, nell’organizzazione aziendale, nella produzione di beni e servizi, nella distribuzione e trasporti; il gruppo dovrà proporre nuove soluzioni, nuove attività e intervenire in quelle già presenti con le opportune filiere produttive. Dovrà svolgere azione di stimolo e consulenza per le attività presenti e per coloro che intendano proporsi come operatori economici. Dare attenzione alle fasce deboli, ai portatori di disabilità, ai malati cronici, alla terza età. Con una popolazione dove gli anziani stanno diventando la maggioranza questa attenzione dovrà essere sempre più presente e fattiva. Dare attenzione ai giovani. I nostri ragazzi non hanno dove andare, non hanno svaghi e luoghi di aggregazione. Non vengono stimolati o coinvolti in nulla. Al massimo gironzolano senza scopo per l’unica strada ben illuminata di via Roma. Potrei continuare ma voglio sintetizzare nel dire che il cittadino e il suo benessere economico, sociale e culturale torni ad essere il fulcro e lo scopo dell’azione di governo. Un sindaco questo deve fare. Un sindaco viene eletto per risolvere i problemi, per dare opportunità ai propri cittadini e non certo per sparire scaricando le colpe sulle passate amministrazioni.


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