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Sottosegretari, riconferme per Bianchi e Gentile

sottosegretarisottosegretariMoltissime riconferme e qualche new entry. Paolo Gentiloni lavora alla lista dei viceministri e sottosegretari da presentare al Consiglio dei ministri convocato per giovedì mattina. Da Palazzo Chigi già nella giornata di oggi sono partite le telefonate ai diretti interessati: «Per la giornata di giovedì dovete essere a Roma per prestare giuramento». E così, a meno di improbabili scossoni dell’ultimo secondo, Tonino Gentile e Dorina Bianchi, entrambi parlamentari calabresi del Nuovo centrodestra, possono brindare alla loro riconferma. Il primo dovrebbe continuare nel suo lavoro al ministero dello Sviluppo economico, la seconda proseguirà la sua opera al ministero per i Beni culturali.
La riproposizione di Gentile si incastra nel fragile gioco dei numeri del Senato dove la maggioranza non gode di certezze. Il coordinatore alfaniano in Calabria è il garante (politico) di un drappello di senatori che a Palazzo Madama può essere determinante per il mantenimento in vita dell’esecutivo.

SOTTOSEGRETARI, FUORI NICO D’ASCOLA

Quanto a Bianchi, per lei si è speso ancora una volta tanto Angelino Alfano. Il rapporto tra i due è ormai consolidato: fu l’attuale ministro degli Esteri, d’accordo con l’allora governatore Peppe Scopelliti, a inserirla in uno dei primissimi posti della lista del Pdl alla Camera alle Politiche del 2013. 
Nel puzzle che il premier sta cercando di comporre non dovrebbe esserci spazio per un altro big di Ncd in Calabria: il senatore Nico D’Ascola. Per lui, comunque, non ci sarebbero problemi per la prosecuzione dell’incarico di presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama.
Non dovrebbero arrivare sorprese nemmeno sul fronte Pd. La nomina a ministro dell’Interno di Marco Minniti non dovrebbe essere affiancata da altri riconoscimenti per i dem calabresi. Più probabile che qualche spazio venga riservato (vedi Giuseppe Falcomatà) nella nuova segreteria che Matteo Renzi si appresta a varare dopo l’Epifania.

Nella nuova tornata di nomine non dovrebbe esserci spazio per i verdiniani di Ala (ci spera fino all’ultimo anche Pino Galati). Gentiloni avrebbe quasi completato la lista della squadra dell’esecutivo e, tranne per quanto riguarda qualche ultima limatura, non ci sarebbe nessun esponente del partito di Denis Verdini. Nel Consiglio dei ministri che si terrà domani quindi, viene spiegato da fonti parlamentari di maggioranza, «sarà largamente confermata la pianta che c’è».

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