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Sospesi i servizi per gli assistenti sociali e specialisti Pon inclusione e fondo povertà 

L’allarme arriva direttamente dalla Cgil cosentina che lamenta: «Chi lotta contro la povertà sta diventando un nuovo povero»

cgil

In un periodo così difficile come è quello dell’aumento del contagio del COVID – 19 l’economia sta attraversando un periodo estremamente difficile e la povertà cresce. Purtroppo, proprio le misure esistenti di contrasto a questo fenomeno non sono sufficienti. Anzi non sono sostenute!

La CGIL Cosenza, infatti, fa sapere di aver ricevuto comunicazione che gli assistenti sociali e gli specialisti del PON, Servizio Inclusione e Fondo Povertà, sono stati costretti a sospendere i loro servizi. Questi professionisti non ricevono i compensi a loro dovuti da ben sette mesi! Precisamente non gli sono state corrisposte le mensilità che vanno da marzo a settembre di quest’anno. Naturalmente la categoria è in stato di agitazione e ha annunciato la sospensione di qualsiasi attività lavorativa da giovedì 1 ottobre 2020 su tutto il territorio.

Sono state avvisate tutte le autorità preposte riguardo la decisione di sospensione delle attività lavorative, decisione molto sofferte, visto che chi si occupa di lotta alla povertà spesso lo fa non solo con impegno professionale, necessario per capire quali sono i casi più bisognosi ed urgenti dove intervenire, ma anche con abnegazione e dedizione.

Il PON, Programma Operativo Nazionale (PON) Inclusione 2014-2020, vedeva per la prima volta i fondi strutturali intervenire a supporto delle politiche di inclusione sociale. Il PON, in particolare, intende contribuire al processo che mira a definire i livelli minimi di alcune prestazioni sociali, affinché queste siano garantite in modo uniforme in tutte le regioni italiane, superando l’attuale disomogeneità territoriale. Siamo in una situazione che sembra appartenere al teatro dell’assurdo, dove chi lotta in maniera responsabile e determinata contro il fenomeno odioso della povertà, viene lasciato solo e si trova a diventare un nuovo povero.


 

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